Un torto subito da un lavoratore è un torto fatto a tutti (IWW)

Riflessioni sullo sciopero indetto da CGIL, CISL e UIL oggi 13 novembre

Postato il 13 Novembre 2013 | in Italia, Lavoro Privato, Lavoro Pubblico, Scenari Politico-Sociali, Sindacato | da

In un contesto politico, economico e sociale di eccezionale gravità CGIL-CISL-UIL indicono uno sciopero di 4 ore (1 ora) per la scuola.

Lo sappiamo tutti: in questi anni il lavoro e i lavoratori hanno subito pesanti attacchi, tali da determinare un gigantesco trasferimento di risorse dal lavoro ai profitti privati, in una misura che non ha precedenti nella storia. Riforma previdenziale, precarietà strutturale del lavoro, modello Pomigliano…sono state tutte tappe di un progetto finalizzato a cancellare definitivamente l’idea stessa di diritto e di tutela del lavoro. A questo progetto, da tempo denunciato dai lavoratori, i sindacati non si sono opposti, anzi sono stati funzionali, (l’accordo del 28 giugno e altro ne sono una prova).

Nel volantino di indizione dello sciopero di CGIL –CISL- UIL si chiede al governo di modificare la legge di stabilità attraverso “meno tasse per i lavoratori e pensionati”, “rivalutazioni delle pensioni” ecc…

E’ patetico: perché non dicono ai lavoratori che tali richieste sono vane perché il patto di stabilità è funzionale al Fiscal compact e al pareggio di bilancio? Ne hanno mai parlato ai lavoratori? Si sono assunti la responsabilità di spiegare che cosa significhi concretamente agire all’interno delle compatibilità previste da queste gabbie di acciaio?

Se davvero si volesse promuovere una protesta sociale in quel volantino dovrebbe esserci in prima battuta, scritto a caratteri cubitali, NO AL FISCAL COMPACT, NO AL PAREGGIO DI BILANCIO, necessari “per ripianare il debito nelle mani delle banche”, attraverso la drastica riduzione dei salari, delle pensioni, dei servizi sociali: si tratta di un salasso mortale, perché tasse e tagli dovranno crescere fino a ottenere il pareggio di bilancio. Per di più il debito andrà dimezzato nel giro di venti anni! CGIL, CISL, UIL, spieghino ai lavoratori che lo Stato italiano a seguito del pareggio di bilancio (introdotto nella Costituzione!) dovrà pagare interessi alle banche che vanno dai 90 miliardi di euro ai 109 nel 2017.

In questo contesto le modalità e gli scopi di questo sciopero rivelano la loro natura strumentale: non più pratica di opposizione sociale, ma strumento nelle mani di un sindacato che lo utilizza solo per ottenere qualche riconoscimento per se stesso.

Anche noi lavoratori abbiamo le nostre responsabilità: chiusi nel proprio individualismo abbiamo voluto credere che la migliore strategia da seguire fosse quella di un progressivo adattamento che riducesse i danni subiti. Non è così: la nostra vita e quella dei nostri figli continuerà a peggiorare se tutti insieme non riaffermiamo il primato della volontà generale e della democrazia sugli interessi privati di coloro che stanno portando il mondo alla rovina.

Pisa, 11 novembre 2013

COBAS COMUNE DI PISA

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