Un torto subito da un lavoratore è un torto fatto a tutti (IWW)

Lavoratori delle partecipate comunali a rischio di esuberi?

Postato il 22 Gennaio 2015 | in Lavoro Pubblico, Scenari Politico-Sociali, Sindacato, Territori | da

Il Comune di Pisa, i sindacati e i troppi silenzi\assensi sulle società

StoriaSe la Cgil sapeva delle presunte false partite iva perché ha aspettato la denuncia a mezzo stampa dei cobas? la risposta è semplice:subalternità al sindaco Filippeschi e al Pd .  Da tre mesi i Cobas hanno avanzato richieste in merito alle società partecipate e alla assenza di un controllo da parte del comune che dovrebbe partire da una seria ricognizione dei rapporti di lavoro, dei contratti, dei precari che avrebbero dovuto essere stabilizzati e sono stati invece mandati a casa nel silenzio assenso dei sindacati, cgil in primis.

Le società partecipate dal Comune di Pisa e le società in house  hanno alle loro dipendenze centinaia di lavoratori per lo piu’ in Geofor, Farmacie spa, Sepi, Pisamo e Valdarno, oggi in dismissione nonostante un bilancio in attivo, forse perché il comune si prepara ad un usare gli immobili di ospedaletto senza controllo alcuno.

Per anni abbiamo detto e scritto che questi lavoratori (almeno il personale di Sepi, Pisamo e Valdarno) erano stati inquadrati con contratti sfavorevoli rispetto a quello degli enti locali con situazioni di appalto e subappalto ove la forza lavoro opera con retribuzioni da fame (per esempio i vigilini addetti al controllo dei parcheggi) e carichi di lavoro crescenti (gli appalti Geofor) che spesso e volentieri danneggiano la salute dei lavoratori\trici.

Posizioni scomode e per questo inascoltate dalla politica (di centro, destra e sinistra tutti assenti indistintamente eccezion fatta per cavalcare qualche notizia di cronaca o per licenziare un ordine del giorno che finisce subito nel dimenticatoio tra le tante parole non seguite da fatti).

Il controllo esercitato dal Comune di Pisa nel corso degli anni è stato assolutamente carente e questa voluta assenza riguarda anche alcuni appalti storici come i cimiteri ormai ridotti al collasso.

La delibera di Giunta comunale n.146\2014, dice che il personale di queste aziende (spesso dirette da politici riciclatisi nel ruolo di managers per esercitare il controllo degli stessi centri di potere sulle società pubbliche) al pari di quello Comunale deve essere regolato da indirizzi e atti “in una logica di gruppo comunale”

Per essere ancora piu’chiari il personale di queste società è soggetto alle stesse regole della Pubblica amministrazione che regolano gli enti locali, le società in questione hanno tetti di spesa da rispettare, stringenti limiti nelle assunzioni(per questo si tira in ballo la legge 147\2013 che prevede la mobilità coatta del personale da una azienda all’altra  prima di stabilizzare i precari (numerosi in alcune aziende) o bandire concorsi per nuove assunzioni.

La logica comunale avrebbe dovuto imporre almeno lo stesso contratto di lavoro e non situazioni di privilegio , una tra tutte:il trattamento riservato al dirigente della Sepi che al contrario degli altri dipendenti  puo’ tornare in comune a lavorare, anzi ogni 5 anni viene reintegrato con atti che assumono i connotati della farsa perché pochi giorni dopo torna regolarmente in sepi.

In questi anni, gli atti di indirizzo del Comune sono stati alquanto carenti, per non parlare poi del modo con cui si sono “aggirati “ i tetti alla spesa di personale con cessione di rami di azienda (Sepi) e trasferimento di personale (trasferimenti che il Governo Renzi ha voluto, da oggi in poi,  a costo zero e coattivi).

Se la politica è stata silente, anche il sindacato non ha fatto la sua parte limitandosi a perorare qualche situazione singola ma senza guardare alle società partecipate come l’ambito dove si stava costruendo una gestione del personale spesso a ribasso o dove si praticavano scelte inaccettabili(il subappalto per ridurre ai minimi termini il costo del lavoro).

L’atto di indirizzo allegato alla delibera di Giunta prima menzionata, nessuno potrà dormire sonni tranquilli. Infatti:

  • Si invitano le aziende agli esuberi di personale  con atti formali da adottare ad inizio anno
  • Si individua nella mobilità coatta (non volontaria per intenderci) tra le varie aziende partecipate dal comune o in House
  • Nessuna stabilizzazione del personale precario sarà possibile visto che eventuali assunzioni dovranno avvenire solo previo concorso pubblico
  • Nel caso di Apes Pisa (la sola azienda che non ha ancora erogato gli aumenti del contratto nazionale sottoscritto da mesi escludendo dagli aumenti 33 dipendenti su un totale di 7000 a livello nazionale), si dice che la situazione patrimoniale della azienda è critica e per questo si va verso la riduzione delle spese di personale e le sole assunzioni saranno a tempo e con contratti ultra precari.
  • Nel caso della Navicelli spa, si prospetta un trasferimento temporaneo di personale tecnico del Comune (assegnazione funzionale temporanea), il tutto per porre fine al continuo (e costoso ) ricorso alle collaborazioni. Sorge a tal riguardo spontanea la domanda: dove era il Comune in questi anni?? Perché navicelli non ha regolarizzato le collaborazioni? perché i dipendenti comunali in questi anni sono stati impiegati per svolgere funzioni a favore delle partecipate e a che titolo?
  • La spesa di personale in Pisamo è giudicata eccessiva ma ironia della sorte gran parte delle funzioni sono svolte da personale in appalto con contratti economicamente svantaggiosi. Come stanno allora le cose?
  • Sepi: nessuna parola viene spesa sul personale precario, anzi si dice che una riorganizzazione dovrà essere presto completata con l’assorbimento della società Sepi service, un inutile doppione per creare il quale è stato modificato in fretta e furia lo stesso statuto societario (con il connivente silenzio della politica)
  • Valdarno: gli organici sono ritenuti eccessivi e tutto fa intendere che ci saranno esuberi nel 2015 con trasferimenti coatti ad altra azienda. Ironia della sorte per Valdarno, come per altre società, mancano analisi e rilievi sul sistema degli appalti che volutamente restano fuori dalla delibera di Giunta, forse perché sarebbe stato scomodo appurare la vicinanza di certi appaltatori con settori della politica oggi al potere in città
  • Farmacie spa: si dice che la spesa di personale è eccessiva rispetto al fatturato ma si omettono alcuni fatti, per esempio che la spesa è determinata dai soci della società che sono ex dirigenti farmacisti del comune transitati alla nuova azienda. Non si spende dunque troppo per il personale farmacista ma per i dirigenti azionisti della società.

Di ogni erba si fa insomma un unico fascio, giusto appunto per dare una immagine sbagliata e far ricadere ogni colpa e responsabilità sulle lavoratrici e sui lavoratori.

Il silenzio dei sindacati “maggiormente “ rappresentativi sa di connivenza con l’amministrazione comunale  e un sindacato subalterno non tutela certo gli interessi della forza lavoro sempre piu’ divisa e frammentata quando ora sarebbe il momento di essere uniti. Per questo vogliamo un consiglio comunale aperto, documentazione sui rapporti di lavoro in ogni società e un unico tavolo di trattativa aperto al sindacato di base.

CONFEDERAZIONE COBAS PISA

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