Un torto subito da un lavoratore è un torto fatto a tutti (IWW)

ILVA: i costi della chiusura e le ragioni per nazionalizzarla

Postato il 12 Gennaio 2015 | in Italia, Scenari Politico-Sociali | da

LIlva-di-TarantoLa vicenda di ILVA deve essere l’occasione per discutere le conseguenze economiche e sociali delle politiche Europee. A chi afferma che ILVA non si può nazionalizzare perché i trattati non lo consentono, è possibile opporre numerosi argomenti, tanto politici quanto economici.

Come riportato da Luigi Pandolfi, dal 2008 al 2013, mentre ingenti patrimoni privati venivano salvati con centinaia di miliardi di euro pubblici, i PIIGS operavano tagli strutturali a welfare e sanità per 230 miliardi di Euro, un’enorme redistribuzione di ricchezza diretta da Commissione Europea, BCE e Fondo Monetario Internazionale.

Questa Europa, come dice Colin Crouch,[1] è il trionfo del liberismo reale, che “produce un’economia politicizzata molto distante da ciò che gli economisti intendono per economia liberale”. Gruppi di interesse privati accentrano capitale attraverso l’attività di lobbying, concentrando la produzione nel centro e distruggendo capacità produttiva “in eccesso” nelle aree periferiche, depredandone le risorse ambientali e creando disoccupazione. Emiliano Brancaccio ha spiegato il processo di germanizzazione dei capitali (o mezzogiornificazione dellEuropa) sottolineando come anche aziende competitive possano essere spazzate via in questo processo di desertificazione industriale.

Leggi tutto l’articolo al seguente indirizzo:

http://www.economiaepolitica.it/industria-ed-energia/ilva-i-costi-della-chiusura-e-le-ragioni-per-nazionalizzarla/#.VLOL4HtQAmK

   Invia l'articolo in formato PDF   

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

AVVISI IMPORTANTI

Tag Cloud