Un torto subito da un lavoratore è un torto fatto a tutti (IWW)

Hai le tutele crescenti? Il tuo mutuo costa di più

Postato il 9 Aprile 2015 | in Italia, Scenari Politico-Sociali | da

Jobs act. Tre banche smentiscono Renzi: il nuovo contratto è precario

costo-casaQual­cuno che di sicuro gua­da­gnerà dal con­tratto a tutele cre­scenti c’è. Si tratta delle ban­che ita­liane. E tutte lo faranno a spese dei gio­vani e dei nuovi con­trat­tua­liz­zati che non potranno più avere la tutela della rein­te­gra sul posto di lavoro can­cel­lata come l’articolo 18. Ma la sorte sarà pre­sto gene­ra­liz­zata se — come sosten­gono molti esperti del ramo — nel giro di dieci anni, attra­verso il turn over, nes­suno avrà più il vec­chio con­tratto a tempo indeterminato.

Lo stru­mento con cui gli isti­tuti di cre­dito nostrani lucre­ranno sui lavo­ra­tori è il mutuo per la casa. Pre­sen­tando il nuovo con­tratto a tutele cre­scenti, in con­fe­renza stampa a palazzo Chigi il 20 feb­braiO, Mat­teo Renzi parlò di «gior­nata sto­rica, attesa per molti anni da un’intera gene­ra­zione che ha visto la poli­tica fare la guerra ai pre­cari ma non al pre­ca­riato. Supe­riamo l’articolo 18 e i cococo. Nes­suno sarà più lasciato solo. Ci saranno più tutele per chi perde il posto e parole come mutuo, ferie, diritti e buo­nu­scita entrano nel voca­bo­la­rio di una gene­ra­zione che ne era stata è esclusa». Ad un mese e mezzo di distanza la sor­tita si sta rive­lando l’ormai solita spa­rata del pre­mier.
Il con­tratto è legge da quasi un mese ma nes­sun isti­tuto di cre­dito ita­liano ha deciso ancora se con­ce­derà un mutuo ad una per­sona che ha il con­tratto a tutele crescenti.

La scusa che ogni banca accampa non fa una piega: «Nes­suno si è ancora pre­sen­tato da noi a chie­dere un mutuo avendo il nuovo con­tratto». Anche fin­gersi neo assunti non porta ad avere rispo­ste più spe­ci­fi­che. «La richie­sta di mutuo io la giro alla cen­trale», risponde più di un addetto di front office nelle varie agen­zie di Roma di Uni­cre­dit, Banca Intesa e Mon­te­pa­schi, le tre mag­giori ban­che ita­liane.
Tutti però citano quello che diven­terà se non “un obbligo”, quanto meno “un ele­mento che crea un pre­giu­di­zio nell’erogazione del mutuo”. Lo stru­mento ha vari nomi: «polizza sul man­te­ni­mento del posto», «assi­cu­ra­zione sulla per­dita del lavoro», «garan­zia della con­ti­nuità del red­dito». La sostanza è la stessa: per avere un mutuo serve la cer­tezza del red­dito. E con il “tutele cre­scenti” il rischio di essere licen­ziati c’è. Ed è alto. Anche se non ancora calcolabile.

Leggi tutto l’articolo di Massimo Franchi al seguente indirizzo:

http://www.controlacrisi.org/notizia/Lavoro/2015/4/7/44343-hai-le-tutele-crescenti-il-tuo-mutuo-costa-di-piu/

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