Un torto subito da un lavoratore è un torto fatto a tutti (IWW)

Gli appalti in sanità: quando il bilancio e il risparmio si ripercuotono solo su pazienti e lavoratrici

Postato il 31 Marzo 2014 | in Sanità, Sindacato | da

L’obiettivo della spending già due anni fa era quello di contenere al massimo la spesa pubblica. Possiamo dilungarci all’infinito su quanto detto e scritto da tecnici e governanti (per altro fin dalla Finanziaria del 2007, quindi ben prima del 2012 e della “scoperta ” della spending) ma la sostanza delle cose non cambia perchè la razionalizzazione e i risparmi di spesa si traducono sempre e comunque nella riduzione delle ore e del salario, nel peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro soprattutto negli appalti. Una situazione non nuova che abbiamo già visto nell’Inghilterra degli anni ottanta con il tracollo dei servizi pubblici tra tagli e privatizzazione.

L’anello più debole della catena, gli appalti delle pulizie, sono ancora una volta le vittime sacrificali dei tagli.

Passiamo allora ad alcune considerazioni:

  • le commisioni esaminatrici degli appalti: siamo certi che la loro composizione sia funzionale alla salvaguardia della qualità dei servizi? attenzione ai tecnici e ai clinici esperti di materia sanitaria che negli anni hanno avuto un ruolo non certo positivo per la tutela del diritto alla salute (basterebbe vedere quanti posti letto \presidi sanitari sono stati cancellati solo negli ultimissimi anni)
  • la offerta economicamente più vantaggiosa solitamente non è quella al massimo ribasso ma si avvale di alcuni requisiti che sono demandati all’ufficio gare. Il sindacato dovrebbe fare un salto di qualità e a livello di azienda ospedaliera chiedere un confronto sugli appalti e su come vengono costruite le gare affinchè il loro principio guida non sia solo il contenimento di spesa (non chiediamo di entrare nelle commissioni esaminatrici\aggiudicatrici , la presenza del sindacato nelle commissioni di esame dei concorsi ha segnato una pagina clientelare di non ritorno)
  • La commissione esaminatrice di un appalto dovrebbe redigere una documentazione da distribuire anche sindacato al fine di rendere trasparente (come previsto dalla legge) il percorso seguito (in questo modo potremmo vedere se la migliore offerta si avvale solo della riduzione di spesa)
  • il codice degli appalti riserva grande attenzione alla qualità della offerta e agli elementi tecnici che la supportano. Facciamo degli esempi concreti: se una ditta di pulizie basa la sua offerta su materiale scadente e a basso costo, potrebbe risparmiare sui materiali offrendo allo stesso tempo una presenza maggiore di manodopera e magari solo per spolverare, il che non determinerebbe maggiore pulizia e igiene dell’ambiente. Per entrare nel merito dell’offerta è necessaria la presenza di lavoratrici che operando direttamente nei cantieri possano darci indicazioni precise e smontare eventualmente i tecnicismi dell’appalto stesso. Prevedere allora che alcune lavoratrici prese a campione siano ascoltate in fase di istruttoria non appare una proposta banale, nell’ottica di garantire reale qualità all’appalto e ai servizi richiesti
  • Valga il principio della rotazione nelle commissioni esaminatrici anche per prevenire eventuali episodi di corruzione (come previsto dalla legge)
  • l’appalto deve contenere una dettagliata ripartizione delle ore assegnate per ogni processo lavorativo standard perchè sia possibile verificare subito eventuali ribassi con conseguente riduzione oraria\salariale. Il più delle volte i tagli alle ore e al salario arrivano dopo qualche settimana\mese.
  • L’impressione è quella di una costante riduzione della spesa storica per gli appalti da 7 anni a questa parte, per cui i continui ribassi risultano difficili da quantificare (un po’ come avvenuto con le pulizie nelle scuole)
  • Sulla riduzione della spesa sanitaria i Cobas dovrebbero fare una campagna non per vendere fumo ma per indirizzare l’opinione pubblica (per quanto possibile) ad individuare i veri sprechi da abbattere (cliniche doppioni, stipendi dei managers e dei primari, la libera professione, le baronie universitarie), senza questo livello di denuncia e di mobilitazione avremo perso in partenza lasciando l’utente e il cittadino (ma anche lo stesso lavoratore) in balia della disinformazione scientifica operata dai governanti e dalle lobby economiche
  • la riduzione di spesa parte dal taglio delle risorse per acquistare beni e servizi, attenzione non parliamo ancora dell’acquisto di farmaci (le lobby farmaceutiche hanno ancora un potere illimitato) ma di appalti come quelli di pulizia e di servizi in generale
  • Da alcune ricerche si evince che la rinegoziazione dei contratti di fornitura e servizi di beni non ha avuto l’effetto sperato perchè nella maggior parte dei casi non siamo andati oltre al 2% del ribasso rispetto al 5% previsto, a dimostrare che gli appalti sono già ridotti all’osso. Poco più di un quarto delle rinegoziazioni si è concluso con il ribasso(in misura minore a quanto previsto dalla spending), allora se i dati non ingannano cosa altro c’è da tagliare se non i posti di lavoro e i posti letto?Anche per questo motivo noi dobbiamo entrare nel merito dei veri sprechi da abbattere costruendo una piattaforma dei tagli (in senso diametralmente inverso ai principi guida dei tagli governativi)
  • La denuncia costruita con Marco Spezia sulle condizioni di lavoro nell’ospedale di cisanello (scaricabile dal sito cobaspisa.it) aveva proprio questo obiettivo, non vendere notizie sensazionali e scandalistiche a uso e consumo della stampa locale ma dimostrare che già oggi la situazione in sanità è al limite del collasso, quindi pensare ad una ulteriore riduzione degli appalti e delle ore lavorate metterebbe al rischio la salute e la sicurezza di pazienti e lavoratrici

Non entriamo nel merito di altre questioni quali i prezzi di riferimento dei beni e dei servizi sanitari, qui non si tratta di focalizzare la nostra attenzione su acquisto elettronico (che spesso e volentieri viene aggirato fermo restando che non sempre permette acquisti in tempi utili soprattutto in presenza di organici amministrativi inadeguati) ma su come materialmente vengono costruiti gli appalti, sulle loro materiali ricadute sulle condizioni di lavoro

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