Un torto subito da un lavoratore è un torto fatto a tutti (IWW)

Comunicato stampa degli editori del Pisa Book Festival: rettifica de Il Tirreno

Postato il 19 Novembre 2013 | in Scenari Politico-Sociali, Territori | da

Riceviamo e pubblichiamo

In merito all’articolo apparso sull’edizione cartacea del Tirreno di oggi, Lunedì 18 Novembre, che fa riferimento all’azione di protesta condotta ieri, 16 Novembre, da un gruppo di studenti, lavoratori e precari contro l’introduzione di un biglietto d’ingresso a pagamento per il Pisa Book Festival, vorremmo inoltrare alcune precisazioni.

Innanzi tutto, l’articolo contiene un primo errore macroscopico: si legge infatti che ” Quattro case editrici si sono allineate alle ragioni della protesta sostenendo un calo delle vendite del 50%”. Al contrario, un comunicato stampa diffuso dagli editori presenti al Pisa Book Festival già nella serata di ieri, a partire dall’azione di autoriduzione avvenuta nella mattinata, ha espresso una posizione esplicita e radicale sulla vicenda.

Il comunicato è stato sottoscritto, solo nella giornata di ieri, da 57 delle case editrici presenti; è possibile reperire il testo e l’elenco dei firmatari qui: http://exploit.noblogs.org/post/2013/11/17/comunicato-delle-case-editrici-dopo-lautoriduzione-al-pisa-book-festival/; in più, hanno comunicato la loro adesione, ma non sono ancora state inserite nell’elenco, le case editrici “Nutrimenti”, “ISBN Edizioni” e “VerbaVolant”. In queste ore, stanno continuando ad arrivare ulteriori sottoscrizioni.

Il punto di vista delle piccole case editrici era emerso con chiarezza nella giornata di ieri a partire dalle interviste rilasciate da alcuni esponenti dell’editoria presenti al festival (qui i video http://vimeo.com/79604922) e fin dal comunicato diffuso dalla casa editrice “Derive Approdi”, che quest’anno non era tra i partecipanti: l’emblematico titolo del comunicato è “Fateli entrare!”, qui il testo completo: http://www.deriveapprodi.org/2013/11/fateli-entrare/.

Ma soprattutto, tantissime case editrici hanno preso una posizione netta contro il “sistema di selezione dei lettori” (come è stato esplicitamente definito durante la conferenza stampa di presentazione dell’edizione corrente del PBF) rappresentato dall’introduzione di un biglietto d’ingresso a pagamento, nel modo più semplice: accogliendo con un applauso l’ingresso di studenti e precari che ieri mattina hanno contestato l’iniziativa, proprio mentre alcuni degli organizzatori reagivano scompostamente, cercando di impedire fisicamente l’ingresso ai manifestanti e la lettura pubblica del documento che spiegava l’azione di protesta; questi sono stati gli unici tafferugli prodottisi ieri, non di certo per volontà di prevaricazione o violenza da parte dei manifestanti, che, anzi, si sono trovati ad essere pressoché aggrediti mentre cercavano di distribuire volantini e leggere un comunicato di protesta.

Ci permettiamo un’ulteriore, piccola, annotazione: se mentre subivamo questa aggressione è stato “perso di vista un bambino”, come ha dichiarato oggi, sempre nel medesimo articolo, Barbara Mori, segretaria organizzativa dell’evento, bisognerebbe chiederne ragione alla “passione” dei suoi colleghi che ci hanno accolti all’ingresso. Senza ulteriori commenti, vi rimandiamo ai video e alle foto della giornata, che illustrano in maniera chiara da che parte siano state elargite le prevaricazioni: http://vimeo.com/79617533  http://vimeo.com/79608756

Confermiamo quanto detto ed evidenziato con l’azione di ieri, ossia che la politica culturale a Pisa necessita di profonde revisione, a partire dalla scelta di chi rappresenta la città: un’amministrazione comunale, ad esempio, che candida Pisa a Capitale della cultura europea e contestualmente dimezza i finanziamenti ad un’iniziativa volta a favorire la diffusione di una cultura indipendente e vivace, in favore di una politica culturale dei grandi eventi.

La piccola editoria vive sulla propria pelle le conseguenze di questa politica, ed è in più vittima dello strapotere delle case editrici principali, la cui proprietà spesso e volentieri è nelle mani di chi controlla i media, i newtwork e la distribuzione; senza mai dimenticare che i grandi circuiti editoriali sono quelli all’interno dei quali diventa norma il mancato riconoscimento (in termini contrattuali e retributivi) l’impalpabile lavoro intellettuale di manodopera specializzata sottopagata.

Attendendo che siano resi noti i dati ufficiali sulle affluenze e sui guadagni del Pisa Book Festival di quest’anno, senza i quali è impossibile una comparazione con la fruibilità dell’evento che l’ingresso gratuito stimolava fino alla scorsa edizione, rimandiamo, ancora una volta, al testo del volantino distribuito e letto durante la nostra azione: http://exploit.noblogs.org/post/2013/11/17/pisa-17n-autoriduzione-al-pisa-book-festival-cultura-e-reddito-per-tutt/.

Studenti, lavoratori, precari,

Exploit Pisa

Collettivo universitario Autonomo

Cobas Pisa

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