Un torto subito da un lavoratore è un torto fatto a tutti (IWW)

Un comunicato di Medicina Democratica sul Piano Ambientale Energetico Regionale

Postato il 14 Gennaio 2013 | in Scenari Politico-Sociali, Territori | da

MEDICINA DEMOCRATICA movimento di lotta per la salute Coordinamento  Toscano

ALLA REGIONE TOSCANA

Autorità competente per la VAS: vas.consultazioni@regione.toscana.it

Area di Coordinamento Ambiente, energia e cambiamenti climatici, Direzione Generale Politiche territoriali ambientali e per la mobilità: paer@regione.toscana.it

OGGETTO: CONTRODEDUZIONI ALLA PROPOSTA DI PAER (Piano ambientale energetico regionale) 2012-2015

Sembra quasi inutile controdedurre al PAER, che arriva dopo un biennio di fittissime scelte (delibere regionali) che vanno nel senso diametralmente opposto ai principi teorici che pur sono premessi  al PAER stesso, che quindi si rivela quantomeno tardivo. Ci si riferisce principalmente alle decine di nuove autorizzazioni alla ricerca geotermica, all’autorizzazione alla nuova centrale geotermoelettrica Bagnore 4 sull’Amiata, all’autorizzazione a nuove centrali a biomasse, alle scelte inceneritoriste  che si stanno concretizzando nei nuovi ATO rifiuti, alla perdurante subalternità ad Enel, alla quale si permette di continuare a non ambientalizzare la grande centrale di Piombino Tor del Sale.

Tuttavia si controdeduce, nella speranza che almeno alcune delle autorizzazioni concesse vengano ritirate, altre non vengano concesse,  anche alla luce  delle proteste popolari che le autorizzazioni regionali hanno suscitato in itinere e continuano a suscitare.

Si premette altresì che sia la geotermia che le centrali a biomasse, che l’incenerimento dei rifiuti urbani e speciali non possono essere legittimamente considerati fonti di energia alternativa, per i motivi brevemente sotto descritti, né tantomeno è accettabile l’assimilazione alle ER – e quindi l’incentivazione pubblica – della combustione di gas naturale.

Si premette infine, ma non per importanza, che è addirittura vergognoso sbandierare la pretesa riduzione delle emissioni di CO2 – sostanza climalterante, ma non tossica per gli esseri viventi – e al contempo programmare e perfino incentivare l’emissione di quantità rilevanti di sostanze gravemente tossiche, come arsenico, mercurio, radon, acido solfidrico e borico nel caso della geotermia presente e futura, polveri sottili e ossidi di azoto dalle centrali a biomasse, diossine furani IPA e metalli pesanti dagli inceneritori di rifiuti.

In particolare si osserva :

GEOTERMIA

La geotermia toscana non si può considerare come energia rinnovabile per una serie di motivi (per le seguenti considerazioni si assumono criticamente le informazioni contenute sul sito Arpat “Progetto geotermia”):

1-      I pozzi geotermici si vanno  depotenziando dalla fine degli anni ottanta, tanto che si deve trivellare a profondità sempre maggiori, finchè diverrà antieconomica questa pratica.

2-      la geotermia provoca sismi :  gli ”eventi sismici indotti …  Anche l’area del Monte Amiata ha dato indicazioni simili: la rete di rilevamento installata nel 1982 ha segnalato ben 2000 sismi, con ipocentro a profondità inferiori ai 10 km ed intensità, in genere, inferiore a magnitudo 2. L’intensità massima è stata di magnitudo 3,5, che corrisponde al IV-V grado della scala Mercalli-Cancani-Sieberg (MCS; ENEL., 1995).”  “Negli Usa l’obbligo di stimare la potenziale attività sismica legata ai progetti di geotermia …. Le perforazioni operate per gli impianti geotermici possono generare rischi sismici? A quanto pare sì. A questo proposito il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti (Doe) sta valutando di regolamentare con norme più severe i progetti di geotermia per prevenire i rischi sismici dovuti alle perforazioni. “ (Dal sito geologi.info   19.1.2010)

3-      la geotermia toscana è letale per la salute.  La stessa delibera della Giunta Regionale 344 del 22.3.2010 ammette che le centrali toscane emettono 16.181 tonn/a di acido solfidrico, 1.494 Kg/a di mercurio, 482 Kg/a di arsenico (in crescita), 6.415 tonn/a di ossidi di azoto, e ben 1.952.642 tonn/a di  CO2 (in crescita). L’acido borico emesso, trascurato dalla Delibera regionale 344, è stimato in circa 70.000 Kg/a dal “Progetto geotermia” di Arpat. L’indagine epidemiologica  di ARS (novembre 2010)  ammette, alle pagine 81 e 83 che i morti in più nelle aree geotermiche rispetto agli attesi sono stati – nel periodo 2000-2006 –  ben 535, mentre sono evidenziati molti casi di viventi con gravissime patologie correllate agli inquinanti.

4-      La geotermia è letale per la risorsa acqua, quindi alla salute umana ed animale, e sta costando cospicui  fondi  pubblici per le bonifiche, come a Piombino-Franciana. Bonifiche sulla cui efficacia è lecito dubitare.

5-      Nonostante tutto quanto premesso, il PAER propone l’estensione della geotermia dagli attuali 490 Kmq di territorio toscano interessato a ben 3.830 Kmq, letteralmente capillarizzando l’inquinamento e  moltiplicandolo per  quasi 8 volte.

CENTRALI A BIOMASSE

Le centrali a biomasse non si possono considerare fonti di ER se non sono a stretta e reale “filiera corta”, se non rispettano i tempi della ricrescita delle piante, se richiedono terreni dedicati, da sottrarre all’agricoltura già deficitaria. In più concentrano l’inquinamento di polveri sottili, ossidi di azoto e diossine da trattamenti clorurati della biomassa in luoghi spesso già pesantemente penalizzati dall’inquinamento pregresso e attuale di altra provenienza.

Gli esempi di tre centrali autorizzate negli ultimi anni sono eloquenti: Centrale a legna di Bagni di Lucca da 12 Mwe,  progetto fortemente contrastato dalla popolazione, che da sola assorbirebbe quasi tutta la biomassa legnosa della Toscana; Centrale a olio di palma di Livorno “Porto Energia srl”  da 52 Mwe; Centrale a olio di palma di Livorno di Enital da 23 Mwe. Queste ultime due, ma anche la prima, non si possono certo considerare a filiera corta, e quindi in linea con la normativa toscana.

INCENERITORI

Quello della cosidetta “termovalorizzazione” dei rifiuti è il sistema più inaccettabile ed illegale che si possa concepire, e si spiega solo con  la volontà dei partiti e delle amministrazioni  di appropriarsi degli incentivi pubblici,  che al contrario vanno aboliti al più presto. Sembra superfluo dilungarsi sulle nocività dell’incenerimento di rifiuti,  per le emissioni – anche con le migliori tecnologie –  di  diossine furani IPA polveri sottili  e metalli pesanti. In questo documento si vuole invece richiamare l’attenzione su altri aspetti.

1 – gli inceneritori non si possono considerare impianti per la produzione di energia rinnovabile, perché i rifiuti non sono materiali rinnovabili: si pensi alle plastiche, per la maggior parte derivate dal petrolio, ma anche alla carta, il cui uso enorme a perdere non rispetta i tempi di ricrescita delle piante.

2- gli inceneritori danno pochissima energia elettrica e/o termica (dell’ordine di qualche decina di megawatt per grossi impianti) a confronto dell’enorme impatto ambientale e sanitario.

3- gli inceneritori sono antitetici alla raccolta differenziata spinta e al riuso senza combustione dei materiali, con ciò ribaltando la logica della Direttiva europea 2008/98 e del relativo decreto legislativo di recepimento  n. 205 del 10 dicembre 2010

4 – l’aver puntato negli anni scorsi in Toscana sugli inceneritori ci fa trovare a percentuali bassissime di raccolta differenziata, in quanto tali sanzionabili. Questa associazione sta cercando, con altri soggetti, di non far ricadere sui cittadini il peso di queste sanzioni, che al contrario devono  essere a carico dei soggetti – anche personali –  che hanno creato questa situazione illegale.

5 – Gli inceneritori, per loro natura (taglia, impianti di abbattimento, servizi annessi) richiedono grossi             investimenti che sembrano “tagliati” per  l’ingresso quasi obbligato dei privati nella costruzione e nella gestione. Ciò è in aperto contrasto con il risultato del referendum nazionale del 12-13 giugno 2011, che si espresse contro la privatizzazione dei servizi pubblici locali. La raccolta “porta a porta” dei rifiuti  invece, proprio per la sua progressività nel tempo ed il puntare sul fattore lavorativo dà risultati migliori, non impattanti sulla salute, positivi per l’occupazione e non richiede grandi investimenti iniziali.

L’indicazione di questa associazione di difesa della salute è quindi categorica: nessun nuovo inceneritore in Toscana, chiudere al più presto gli altri inceneritori.

CENTRALE DI PIOMBINO TOR DEL SALE

La centrale Enel di Piombino è di gran lunga la più potente della Toscana, ma è mantenuta quasi  ferma  per i costi di gestione, anche in relazione alle liberalizzazioni avvenute negli anni scorsi, che rendono più conveniente anche alla stessa Enel di comprare e rivendere energia elettrica da altri produttori, anziché produrla in proprio. Si suggerisce che – solo con il pieno consenso delle popolazioni circostanti e delle amministrazioni – Enel sia indotta a convertire la centrale a gas naturale – senza incentivi – subordinando la conversione alla diminuzione della produzione geotermica.

TOGLIERE GLI INCENTIVI ALLE CENTRALI A GAS ESISTENTI

Le grandi centrali a gas di Solvay ed Edison in Toscana hanno già ampiamente ammortizzato i loro impianti. Si propone che la Regione si faccia parte attiva per la ricontrattazione degli incentivi, per azzerarli in pochi anni, al fine dell’alleggerimento della bolletta elettrica dei cittadini.

NORME REGIONALI COGENTI PER L’ENERGIA SOLARE

E’ completamente incomprensibile  il motivo per cui la  Regione, che afferma di voler puntare sulla cosidetta “green economy”, non abbia ancora resa obbligatoria l’istallazione di pannelli solari fotovoltaici su capannoni industriali di nuova costruzione, ma anche su quelli esistenti, su edifici portuali, su scuole e edifici pubblici in genere.

RISPARMIO ENERGETICO ED AMBIENTALIZZAZIONE

E’ utile precisare che – come avviene da decenni in paesi come la California – per ogni Mw di energia istallata da fonti realmente rinnovabili,  deve essere ridotta di altrettanto la produzione elettrica da fonti fossili – inquinanti e in esaurimento – avendo come obiettivo, non solo l’ambientalizzazione della produzione di elettricità, ma anche il risparmio di energia . Pur  dando per scontata l’interconnessione delle reti,   il principio di cui sopra taglia corto sulla produzione elettrica come business (produzione indefinita finalizzata alla vendita), la riporta al  ruolo di SERVIZIO PER IL BENE COMUNE,  e tendenzialmente la territorializza. Questi concetti sembrano del tutto assenti dalla proposta di Paer.

Per tutto quanto brevemente esposto, si chiede l’azzeramento e la ristesura completa del Piano, mettendo al centro dello stesso  la salute della popolazione e la sostenibilità ambientale.

19 dicembre 2012

Per Medicina democratica, Coordinamento regionale

Maurizio Marchi

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