Un torto subito da un lavoratore è un torto fatto a tutti (IWW)

Un accordo che asseconda lo smantellamento della Pubblica Amministrazione…

Postato il 8 Aprile 2016 | in Lavoro Pubblico, Sindacato | da

privatizzazioniPer capire questo accordo bisogna partire dal 2001 quando approvarono il decreto legislativo 165

Ma chi ricorda quanto scritto nell’articolo 1 del dlgs 165\2001? Riproduciamolo testualmente perchè le finalità sono le stesse che il Governo intende perseguire con la riduzione a 4 comparti

a) accrescere l’efficienza delle amministrazioni in relazione a quella dei corrispondenti uffici e servizi dei Paesi dell’Unione europea, anche mediante il coordinato sviluppo di sistemi informativi pubblici;
b) razionalizzare il costo del lavoro pubblico, contenendo la spesa complessiva per il personale, diretta e indiretta, entro i vincoli di finanza pubblica;
c) realizzare la migliore utilizzazione delle risorse umane nelle pubbliche amministrazioni, curando la formazione e lo sviluppo professionale dei dipendenti, garantendo pari opportunita’ alle lavoratrici ed ai lavoratori e applicando condizioni uniformi rispetto a quelle del lavoro privato

Andiamo con ordine senza dimenticare che i principi generali stridono con la realtà della Pubblica amministrazione, almeno quella che ogni giorno lavoratori\trici toccano con mano

Da almeno un ventennio il contenimento della spesa di personale è la base di partenza e di arrivo di ogni intervento legislativo, soprattutto ora che il pareggio di bilancio in Costituzione è attuato anche negli enti locali

Gli ultimi anni non hanno costruito servizi pubblici migliori e piu’ efficienti, anzi mai come oggi nel paese è stata cosi’ forte la sfiducia verso il pubblico, una sfiducia alimentata ad arte con la campagna contro i fannulloni, con le liste di attesa in sanità che hanno distrutto un diritto inalienabile come quello alla salute.

Negli ultimi 20 anni , nel pubblico impiego, il sindacato ha assecondato tutte le principali scelte dei Governi e sul fronte sindacale è andata anche peggio.

Anni nei quali progressivamente abbiamo perso perfino il pagamento degli arretrati sostituiti dalla miseria della indennità di vacanza contrattuale sospesa poi dal Governo Renzi, anni nei quali i pochi rinnovi contrattuali sono avvenuti tutti al ribasso con la parte normativa ridotta a poca cosa, anni nei quali i pareri dell’aran sono divenuti incontestati principi giurisprudenziali

Il sindacato della concertazione ha non solo sottoscritto contratti al ribasso ma avvalorato quel modello contrattuale che rinviava alla fase decentrata la trattativa sulla produttività, con un fondo del salario accessorio ipotecato da decisioni unilaterali assunte dai vari enti, liberi di destinare i soldi di tutti per pagare posizioni organizzative, responsabilità, enti che hanno incrementato i fondi ottenendo il cambio il silenzio sindacale sui processi di privatizzazione.

L’accordo sui 4 comparti va inquadrato dentro lo smantellamento dei settori pubblici, non dimentichiamo del resto quanto accaduto alle province (presentate come inutili e dispendiosi carrozzoni quando invece assorbivano quote irrisorie della spesa pubblica complessiva), quanto sta per accadere alle camere di commercio destinate a pericolosi accorpamenti, quanto sta per accadere alle numerose partecipate su cui si abbatterà la scure di uno dei decreti attuativi della Madia.
Sicuramente si risparmierà con la riduzione da 11 a 4 comparti, si favoriranno processi di mobiltà tra il personale rinunciando a quel ricambio generazionale di cui la Pa avrebbe assoluto bisogno. La razionalizzazione del costo del lavoro pubblico ha determinato 7 anni di blocco contrattuale e la sostanziale paralisi della contrattazione di secondo livello, il mancato incremento dei fondi, anzi la loro depauperizzazione in virtu’ delle ultime normative, si accompagneranno alla applicazione della Legge Brunetta a partire dal prossimo rinnovo contrattuale che stando a quanto previsto per il 2016 (8 euro a dipendente) non lascia presagire niente di buono.

Non ci meraviglia la firma dei sindacati tradizionali e quasi tutti gli autonomi (tranne uno) ma merita qualche riflessione la firma del sindacato di base Usb che per mesi ha strillato contro la riduzione a 4 comparti giudicata nefasta per la democrazia sindacale .

Usb, con questa firma di cui per altro non fa parola, ha accettato la logica del risparmio costruito non con la lotta contro gli sprechi e i super stipendi ma esclusivamente sulla pelle dei lavoratori e delle lavoratrici, dell’utenza che si trova con servizi pubblici scadenti sui quali da anni non si investe piu’ in termini di personale, di formazione, di innovazione tecnologica.

La firma di Usb è sicuramente funzionale alla forsennata ricerca della rappresentatività, in suo nome oggi accetta questo accordo, domani sottoscriverà magari il nuovo modello di contrattazione che prevede da una parte un contratto unico per tutto il pubblico e dall’altra una parte dedicata ad ogni singolo comparto.

La pubblica amministrazione è diventato il campo di sperimentazione per tutti quei processi dettati dalla Ue, con l’intesa del 5 Aprile si capisce che il sindacato firmatario sarà parte attiva di questo processo fatto di privatizzazioni, aziendalizzazioni selvagge, di utilizzo dei soldi pubblici per fini privati.

La firma di questa intesa fa sperare i sottoscrittori che sia possibile difendere la concertazione, rinnovarla con questo accordo la cui portata viene decisamente sottovalutata e sminuita senza far intendere a lavoratori\trici che gli scenari futuri saranno all’insegna di ulteriori tagli occupazionali, di riduzione del potere di acquisto, di una contrattazione di secondo livello farsa e senza sostanza, con contratti nazionali sempre piu’ al ribasso , con pochi comparti all’insegna di quella razionalizzazione del lavoro pubblico pensata 20 anni fa e oggi realizzata con la attiva partecipazione sindacale, di quei sindacati ai quali la salvaguardia del proprio potere \monopolio della rappresentanza vale piu’ di ogni reale tutela del potere di acquisto e di contrattazione.

Cobas Pisa

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