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Trasloco uffici Direzione Politiche della Casa: una scelta inopportuna per come verrà realizzata

Postato il 10 Giugno 2014 | in Lavoro Pubblico, Scenari Politico-Sociali, Sindacato, Territori | da

A seguire la presa di posizione dei Cobas e dei Dipendenti comunali

Trasloco uffici DIREZIONE POLITICHE DELLA CASA: una scelta inopportuna per come verrà realizzata

Nei giorni scorsi abbiamo appreso della comunicazione del Funzionario in merito all’ormai imminente trasferimento dell’Ufficio Casa presso il palazzo Apes.

Una decisione presa dopo le costanti pressioni sia di Apes che dell’assessore.

Noi siamo convinti della inadeguatezza della futura sede dell’Ufficio Casa che avrà pochi locali al primo piano quando ci sono interi spazi sotto utilizzati al secondo e con il bancone del front office che ci risulta ancora da costruire.

Mesi fa avevamo chiesto di collocare gli uffici comunali in un unico piano anche per comodità dei cittadini che avrebbero trovato tutte le informazioni senza perdere tempo.

Ma al di là delle questioni pratiche ci sono anche aspetti di opportunità perchè la futura collocazione potrebbe creare una promiscuità tra controllore e controllati a discapito della autonomia degli uffici comunali.

I Cobas da tempo hanno contestato la sottrazione di funzioni e servizi dal Comune verso le partecipate che a loro volta esternalizzano alcune funzioni.

Il Comune deve avere una politica abitativa che sia da modello per l’area pisana e allora destinare gli uffici casa in spazi angusti e in subordine ad Apes resta per noi inaccettabile.

In qualità di Rls poi , ci riserviamo di fare un esposto alla asl per verificare la adeguatezza del palazzo apes e il rispetto delle normative in materia di sicurezza (Manca una scala esterna in un palazzo di 4 piani)

Cobas Pubblico Impiego Pisa

Ogg: La risposta del servizio prevenzione è superficiale saranno necessari altri adempimenti

ALLA RSU AGLI RLS

Trasloco uffici DIREZIONE POLITICHE DELLA CASA AL Palazzo APES Via Fermi.

In data odierna il Funzionario dell’Ufficio ci ha comunicato formalmente “decisioni definitive” rispetto al trasferimento dell’ufficio Casa presso il palazzo Apes, decisioni non concordate e imposte alla struttura comunale che di fatto ha subito il diktat di Apes “padrone di Casa” con l’avvallo dell’assessore alla Casa. (vedi mail qui sotto allegate).

La futura sede dell’Ufficio Casa sarà cosi disposta: cinque stanze più locali di servizio posti al primo piano Insieme agli altri uffici dell’Azienda Apes, con bancone front office che dovrà essere costruito piano terra.

Pur essendoci grandi stanzoni posti al secondo piano di Apes occupati solo da pochi funzionari e dirigenti, gli altri dipendenti di Apes, evidentemente di rango più basso, vengono strippati agli altri piani insieme ai futuri uffici dei dipendenti comunali.

Perché non è stata esaudita la richiesta di concedere un unico piano al comune come a suo tempo richiesto?

Emergono subito alcuni interrogativi già espressi in precedenti note.

Rispetto alla opportunità di inserire una Direzione del Comune di Pisa con tutto ciò che ne consegue dal punto di vista pratico ed “etico”, in casa di una Azienda che risponde a norme diverse alla pubblica amministrazione. Da considerare la promiscuità che si verrà a creare tra uffici di enti diversi e con compiti diversi. Crediamo che la RSU dovrà intervenire per riaffermare l’ autonomia degli uffici del Comune da quelle di altri enti, autonomia che dovrebbe essere riconoscibile anche da sedi autonome.

Gli utenti vagheranno tra i diversi uffici senza una precisa cognizione di chi risponde a nome del Comune di Pisa, di chi a nome di una Azienda autonoma che gestisce le case popolari di tutti i comuni della Provincia di Pisa.

In tale situazione al primo piamo si accalcheranno tutti gli utenti che dovranno conferire sia con gli uffici di Apes sia con quelli del Comune. Un unico e stretto corridoio di pochi metri con l’ascensore ed il bagno (non accessibile ai disabili) in comune ai due enti e posti agli estremi . In questo corridoio dovrebbe essere posizionata anche una porta “divisoria” . Qualcuno che busserà per andare al bagno, altri che busseranno per andare all’ascensore etc… . Un vero e proprio bailamme.

Già adesso che al primo piano ci sono solo gli uffici di Apes, al momento del ricevimento una piccola folla si accalca nel corridoio ostacolando le vie di esodo, immaginiamoci quando ci saranno anche gli uffici comunali che gestiscono bandi che riguardano migliaia di persone.

Nonostante la frettolosa risposta del SPP del nostro Comune , secondo noi sussistono numerosi problemi non valutati che riguardano la tutela dei lavoratori sul piano della Sicurezza.

Il palazzo non è dotato di una scala esterna di sicurezza e visto lo sviluppo verticale del palazzo su quattro piano in caso di incendio al piano terra, se non verranno adottate tutte le possibili precauzioni, dipendenti e utenti che sono ai piani superiori possono finire arrostiti.

E’ stato predisposto il DVR per i locali del Comune? E’ stato predisposto il piano di evacuazione antincendio comune ai due enti? Esiste un protocollo tra i due enti per suddividere responsabilità ed adempimenti richiesti dalle varie normative?

In varie enunciazioni i dirigenti di Apes hanno fatto trasparire che già adesso le normative antiincendio impongono loro delle limitazioni per l’afflusso degli utenti ai piani superiori. Questo fatto è stato valutato con l’ulteriore carico di dipendenti e utenti del Comune che si va ad aggiungere. Le vie di esodo sono sufficienti per tutti?

Abbiamo notato che vi sono locali di sgombero e archivi cartacei assai corposi disposti ai vari piani, è stato valutato il loro carico di fuoco? A questi depositi si dovrà aggiungere il corposo archivio di pronta consultazione dell’Ufficio casa per il quale non è ancora stata individuata una idonea collocazione.

In tutto il palazzo costruito molti anni fa non ci sono nè pareti, ne porte resistenti al fuoco.

Per la costruzione bancone front-office e al momento non è ancora stata fatta la gara di appalto.

Si parla di trasloco entro giugno 2014 ed oggi siamo quasi alla metà di giugno.

Ci sembra che qualcosa non torni. Alcuni adempimenti devono essere svolti prima del trasloco. Anche perché non vi è nessuna urgenza di fare le cose affrettate. Per il bene comune le cose vanno fatte per bene e non in maniera negligente.

Crediamo che sia necessario un vostro sollecito intervento.

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