Un torto subito da un lavoratore è un torto fatto a tutti (IWW)

L’acqua di raffreddamento del reattore nucleare non è sicura. Una proposta al Sindaco di Pisa e al Consiglio Comunale

Postato il 11 Gennaio 2013 | in Scenari Politico-Sociali, Territori | da

L’acqua di raffreddamento di un reattore nucleare è ricca di isotopi radioattivi, per il fatto stesso che tutto il reattore è totalmente o parzialmente (a seconda del tipo) immerso nella vasca di raffreddamento.

Ovviamente i valori di radioattività nell’acqua non sono così elevati come quelli delle scorie nucleari (cioè del combustibile esaurito), ma essa è comunque pericolosa anche per un fattore non legato direttamente alla radioattività.

L’acqua contaminata può diffondere la radioattività non solo per esposizione esterna, ma anche per esposizione interna.

Ad esempio se tale acqua va a irrigare prati o culture, troveremo inquinanti sia nelle verdure coltivate, sia nella carne o nel latte delle mucche che hanno mangiato l’erba, alimenti che poi andiamo a ingerire. E una particella radioattiva (a parità di radioattività) ingerita è molto più pericolosa di una esterna all’organismo per ovvi motivi.

Detto questo, il semplice smaltimento dell’acqua di raffreddamento non è possibile, in quanto pericoloso. Può essere fatto solo dopo un corretto trattamento.

Sulla validità di quello per evaporazione sotto vuoto, che leggo nell’articolo di Green report, non so dirti. Quello che posso dire che non esiste una sola evaporazione, che dà un unico risultato, ma vari gradi di evaporazione, in funzione della durata della ebollizione, della estensione delle superfici di condensa, sul tempo di condensa.

E’ come nelle torri di distillazione del petrolio, dove esistono vari livelli (e quindi varie “purezze”) a seconda del grado della evaporazione; catrame, olio pesante, gasolio, benzina, kerosene, ecc.

Analogamente l’efficacia della sigillatura dei fanghi (cioè la frazione solida radioattiva che rimane) in monoliti di acciaio e sigillati di cemento, dipende dal tipo e dallo spessore dell’acciaio e dalla qualità del cemento.

Da ultimo, come verranno protetti i lavoratori impegnati direttamente o indirettamente nella bonifica?

Il fatto che abbiano seguito la via della gara al ribasso non fa che alimentare dubbi, il fatto poi l’operazione “verrà certificata da un ente terzo e costantemente monitorata” suscita altre perplessità, infatti non esistono certezze sull’effettivo controllo e i cittadini potranno essere addomesticati da dati e notizie rassicuranti senza la possibilità di verificare e confutare questi elementi

La nostra proposta ?

Costituire un comitato di controllo a cui partecipino anche tecnici e medici designati da comitati locali per seguire passo dopo passo i lavori

Il Sindaco e la Giunta cosa rispondono??

 CONFEDERAZIONE COBAS PISA

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