Un torto subito da un lavoratore è un torto fatto a tutti (IWW)

La nostra posizione sulla Mattonaia

Postato il 20 Novembre 2013 | in Scenari Politico-Sociali, Territori | da

Cari\e, volentieri entriamo nel merito del quesito posto dal Municipio dei Beni comuni sull’utilizzo futuro della Mattonaia.

Partiamo dal progetto dell’Amministrazione Comunale di scambiare il complesso ( 400 metri quadrati di fondi commerciali, 11 appartamenti) con opere pubbliche in città.

L’Amministrazione, al momento della ultima occupazione, ha ribadito che la mancata vendita del complesso avrebbe avuto ripercussioni negative sulla città.Tuttavia bisognerebbe porsi una altra domanda, ossia chi ha interesse a comprare la Mattonaia?

Un possibile acquirente non richiederebbe una variante di uso?

In questi anni tra lavoro iniziati e mai completati solo grazie alle due occupazioni del 2005 e del 2013 l’area è stata sottratta al degrado e allo spaccio per essere restituita al quartiere e a un utilizzo sociale (dagli orti alle aule studio fino ad una piazza dove ospitare mercatini ambulanti e concerti e spettacoli autoprodotti\a costo zero).

La Mattonaia è il simbolo di quanto astratte siano state alcune politiche degli enti locali in materia di urbanistica: 17 anni di lavori, aste di vendita andate deserte per assenza di acquirenti, un progetto esecutivo da sempre inesistente, costi lievitati, il disegno delle case che poco si adatta alla tradizionale edilizia per uso abitativo, un’architettura che a dir poco non si adatta alle esigenze abitative. E quello che doveva essere lo spazio comune, l’agorà , ancora da rifare come se lo spazio in comune non fosse l’elemento centrale di un piano urbanistico residenziale.

Ma il degrado della Mattonaia non nasce dall’incuria e dall’abbandono in cui lo hanno destinato le occupazioni (come erroneamente sentenziato dall’attuale vicesindaco Serfogli nel 2008) ma da scelte politiche scellerate

Infatti:

  1. L’operazione Mattonaia , fin dall’inizio dei lavoro nel lontano 1984, è finanziata con i fondi Gescal, i soldi trattenuti dalle buste paga dei lavoratori e destinati all’edilizia popolare. E se questi lavori sono avvenuti pensando ad abitazioni popolar, abitazioni popolari dovranno restare, ragion per cui chiediamo che gli 11 appartamenti siano destinati alla emergenza abitativa e i fondi ad attività social
  2. Già nel 2008 l’allora assessore Serfogli propose di cambiare l’uso della Mattonaia per trasformarlo in albergo di lusso (non si capisce perchè allora chiudere quello in S. Croce in Fossabanda, un’altra area che sarebbe adatta ad ospitare una casa degli studenti fuorisede).Ora si parla di scambiare quest’area con alcune opere (per quale ragione le stesse non sono state finanziate con il PIuss? per quale ragione si debbono alienare proprietà pubbliche per opere di edilizia pubblica?).
  3. Appartamenti per fronteggiare l’emergenza abitativa, i fondi ad associazioni commerciali, la piazza per orti , concerti e mercatini, questa è la nostra proposta per arrestare la svendita del patrimonio pubblico e la espulsione dei ceti meno abbienti dai quartieri popolari, una espulsione iniziata molti anni fa e che ha sancito anche la fine di tante attività artigianali nel centro storico

CONFEDERAZIONE COBAS PISA

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