Un torto subito da un lavoratore è un torto fatto a tutti (IWW)

In libertà la rifugiata politica turca

Postato il 11 Maggio 2013 | in Italia, Mondo, Scenari Politico-Sociali, Territori | da

E’ tornata in Svizzera Seda Aktepe, dove da anni vive come rifugiata politica, vittima di un governo (quello Turco) che ha messo fuori legge molte organizzazioni scomode dopo avere attuato per anni, nel silenzio dei media e dell’Ue, una impunita strage del popolo kurdo.

Seda, nel 2004, era stata arrestata insieme ad altre 45 persone ad Ankara nel corso di una manifestazione contro l’inasprimento delle legislazione di emergenza che inaspriva le condizioni detentive dei prigionieri.

Le organizzazioni che avevano dato vita a quella mobilitazione si trovarono inseite nella lista nera, dichiarate illegali e di natura terroristica e fu cosi’ che centinaia di militanti furono incarcerati o costretti a fuggire all’estero

Seda si è fatta 7 mesi di carcere e poi rimessa in libertà provvisoria ma nel 2009 è scappata in Svizzera ove ha avuto l’asilo politico.

Il suo arresto a Pisa è diventato un caso nazionale per la mobilitazione costruita da studenti, dallo spazio exploit e dalla confederazione cobas, per l’attenzione dei media.

Ma senza la mobilitazione Seda sarebbe forse rimasta in carcere a lungo , in attesa della documentazione che attesta il suo status di rifugiato politico in Svizzera, nel silenzio generale e in regime di isolamento.

Il silenzio domina al di là delle sbarre ed è proprio la mancanza di informazioni sulle situazioni detentive che consente il sovraffollamento carcerario e la permanenza di una legislazione emergenziale (in molti paesi dell’Europa cosiddietta civile) che applica il reato di terrorismo \associazione sovversiva a pezzi di movimenti sociali e politici con lo scopo di isolarli, reprimerli, impedirne ogni azione e rivendicazione.

Felici per la libertà di Seda, riprendiamo la nostra lotta contro la legislazione di emergenza e il sovraffollamento nelle carceri

CONFEDERAZIONE COBAS

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