Un torto subito da un lavoratore è un torto fatto a tutti (IWW)

Il “relativismo” del Papa

Postato il 12 Ottobre 2013 | in Mondo, Scenari Politico-Sociali | da

Riceviamo e pubblichiamo da Gianfranco La Grassa

[Santità”, chiede per esempio Scalfari nella sua intervista, “esiste una visione del Bene unica? E chi la stabilisce?”. “Ciascuno di noi”, risponde il Papa, “ha una sua visione del Bene e anche del Male. Noi dobbiamo incitarlo a procedere verso quello che lui pensa sia il Bene”. “Lei, Santità”, incalza gesuiticamente Eugenio, al quale non pare vero, “l’aveva già scritto nella lettera che mi indirizzò. La coscienza è autonoma, aveva detto, e ciascuno deve obbedire alla propria coscienza. Penso che quello sia uno dei passaggi più coraggiosi detti da un Papa”. “E qui lo ripeto”, ribadisce il Papa, al quale non pare vero neanche a lui. “Ciascuno ha una sua idea del Bene e del Male e deve scegliere di seguire il Bene e combattere il Male come lui li concepisce. Basterebbe questo per migliorare il mondo”.]. (dal Foglio)

Non mi interessa star qui a discutere di Bene e di Male. Leggendo la frase del Papa – che sembra non solo giustificare, ma considerare decisamente positivo (“il mondo sarebbe migliore”) che i diversi singoli individui (“ciascuno”) li concepiscano differentemente, secondo la loro coscienza – sarebbe facile obiettare che vi erano nazisti profondamente convinti di un avanzamento del mondo se si fosse imposta la loro visione dello stesso. E sarebbe difficile sostenere che la signora Goebbels, nel mentre avvelenava i quattro figli, non fosse sinceramente convinta dell’impossibilità di vivere in un mondo futuro privo di quella “luce” e di quella “speranza”. Considerazioni simili valgono per coloro che buttarono le bombe atomiche sulla popolazione civile giapponese (centinaia di migliaia di morti con la scusa di salvare la vita ad alcune migliaia di soldati statunitensi accorciando la guerra) e che in seguito hanno massacrato milioni di altre persone, aggredendo un po’ dappertutto, sempre però per salvare le popolazioni di questo o quel paese dalla “dittatura”, da un’esistenza priva di “libertà” (quella che loro ritenevano la migliore libertà possibile).

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http://www.conflittiestrategie.it/il-relativismo-del-papa-di-glg-11-ottobre-13

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