Un torto subito da un lavoratore è un torto fatto a tutti (IWW)

I Cobas intervengono sulle problematiche inerenti la gestione del personale e dei servizi alla RSA Remaggi di Cascina (PI)

Postato il 3 Dicembre 2013 | in Lavoro Pubblico, Sindacato | da

Al direttore
al cda
alla Rsu
RSA Remaggi
pc. Gruppi consiliari Comune di Cascina

E’ comune a Sindacati\lavoratrici e direzione l’obiettivo di migliorare il servizio erogato all’utenza salvaguardando al contempo la gestione pubblica della struttura, ragione per cui l’intento la struttura e nn vorreste per nessuna ragione che venisse data in gestione alla Coop Paim anche se, come avete ammesso, continuate ad avere pressioni esterne perché ciò avvenga.

La prima domanda da farsi è: come fare per ricreare interesse da parte degli enti preposti nei confronti della struttura?

Avete spiegato chiaramente alla riunione che qualsiasi proposta da voi fatta è stata bocciata; ma noi proponiamo cose che sostanzialmente non hanno costi elevati e se applicati darebbero prestigio alla struttura.

Ecco alcune proposte: centro medico (sappiamo che è stata fatta una proposta del genere alla misericordia) sfruttando gli ambulatori al piano terra dell’ edificio A, sala per convegni e corsi autorizzati presso l’ex palestra del dott.Dini, foresteria per degenze del dott. Dini utilizzando alcune stanze del primo piano edificio B.

Queste potrebbero essere alcune proposte fattibili con un’ottica di investimento che non comportano una spesa economica eccessiva ed allo stesso tempo potrebbero creare posti di lavoro attingendo da una graduatoria interna, senza operare tagli che portano malumori e tensioni agli ospiti e loro familiari e operatrici.

La nostra idea sarebbe quella di avere un confronto aperto invitando i maggiori esponenti degli enti preposti quali sindaco,assessore alla regione, responsabile della sds, cda, OO.SS, rsu per portare anche altre proposte e capire come poter promuovere delle iniziative a vantaggio della struttura.

A nostro giudizio appaltate il piano terra alla Coop paim per poter smaltire le ferie è come imboccare una strada dalla quale non si può tornare indietro, a meno che l’accordo non sia messo “nero su bianco”,ossia che indichi un periodo specifico oltre il quale tutto ritorni nell’attuale situazione.

Prendete questa nostra proposta come spunto di riflessione,non abbiamo certo la pretesa di risolvere la situazione però vogliamo impegnarci a trovare insieme a voi la modalità migliore per creare meno disagio possibile a tutti e investire al meglio questa azienda, affinché continui ad avere la sua funzione di prendersi carico delle persone sul territorio attraverso un ente pubblico.

Al direttore
al cda
alle OOSS e alla Rsu
al personale Remaggi

Nell’ultimo incontro tenutosi con la parte sindacale, la Direzione ha motivato la richiesta di una differente organizzazione del personale con problemi legati al bilancio e allo smaltimento ferie. La prima motivazione sembra essere rientrata come precisato dalla Rsu nella assemblea del personale. Venuto meno il carattere di urgenza , crediamo opportuno rivedere la proposta della parte pubblica

Da parte nostra giudichiamo errato chiedere al personale di sottoscrivere un documento di accettazione, una prassi insolita e fuoriluogo

Detto ciò non vogliamo sottrarci al confronto, anzi al momento di discutere della riorganizzazione di alcuni servizi abbiamo chiesto di rivedere la valutazione relativa allo stress da lavoro correlato da cui potremmo trarre indicazioni necessarie a garantire il benessere organizzativo e una razionale organizzazione del servizio

Senza una seria valutazione sullo stress, non possiamo che ribadire il principio che lo smaltimento delle ferie arretrate non possa comportare urteriori sacrifici alle operatrici

Siamo in un momento critico e difficile per tutti soprattutto a fronte di una continua erosione dei fondi destinati agli enti locali e alla sanità, tuttavia siamo certi che non si possa chiedere ulteriori sacricifici al personale (del resto se ci sono tante ferie da smaltire significa che il personale è stato già utilizzato in maniera intensiva).

Sorge spontanea una domanda sul perché non siano riuscite ad usufruire delle ferie nei termini di legge; questo dimostra che nonostante le operatrici si siano rese disponibili a rientrare sostituendosi a vicenda ed impegnandosi sempre, queste ferie non sono state smaltite, forse anche per errori nella gestione passata del personale.

Per queste ragioni occorrere fare maggiore chiarezza sulle dinamiche interne e a tal riguardo proponiamo un nuovo incontro con l’amministrazione per rivedere le possibili soluzioni, anche alla luce dei chiarimenti in merito agli andamenti economici dell’azienda.

Teniamo presente che il grande sforzo richiesto al personale può comportare disagi di varia natura.

Oltre alla questione ferie, un’altra domanda nasce sulla base delle ore in esubero che le operatrici hanno e che andranno ad accumulare, cercando di capire come riusciranno a smaltirle.

Alla luce di tutto ciò noi apprezziamo l’impegno delle RSU nel cercare una soluzione che non penalizzi il personale più sfavorevole cercando un’equità lavorativa, ma allo stesso tempo pensiamo che ci possano essere soluzioni alternative legate alla gestione economica dell’azienda senza arrivare a sacrificare né i reparti e gli ospiti né le operatrici.

Nell’eventualità che la proposta della Rsu sia approvata dalla maggioranza del personale (che deve essere messo in condizioni di conoscere tutte le problematiche) , i Cobas chiedono l’applicazione di clausule ulteriori che diano una tempistica di applicazione limitata ed una gestione equa

Nello specifico:

  • massimo 2 rientri al mese (tenendo presente del diritto che dei giorni di riposo compensativo verranno meno in base ai termini di legge);
  • questa situazione deve avere natura temporanea (l’azienda nel frattempo si impegni a garantire una migliore gestione riducendo il grosso sacrificio in breve tempo con tutte le procedure da attuare per adempiere alla copertura del servizio);
  • il sacrificio sia distribuito in egual misura tra le operatrici cercando di ruotare i rientri nel miglior modo possibile senza creare ulteriore disagio alle dipendenti;
  • gli eventuali infortuni, gravidanze malattie e 104 con durata superiore ai 15 giorni devono essere sostituite prontamente con assunzioni di personale esterno con contratti adatti alle esigenze come da disposizioni di legge;
  • in casi straordinari dove si venga a verificare l’impossibilità di coprire un’operatrice (il turno con 3 operatrici) si richiede la disponibilità da parte del personale in struttura per riequilibrare nel miglior modo possibile la gestione lavorativa.”

Restiamo a disposizione per un celere confronto auspicando che si voglia entrare nel merito delle questioni sollevate

COBAS PUBBLICO IMPIEGO

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