Un torto subito da un lavoratore è un torto fatto a tutti (IWW)

Gestione dell’acqua: lo scandalo costituzionale di non aver rispettato il 95,8% di SI degli elettori

Postato il 15 Giugno 2015 | in Italia, Scenari Politico-Sociali | da
campagna-referendum-acquaSono passati 4 anni dai referendum del 12/13 giugno 2011 sull’ACQUA,
dove sul secondo quesito – quello che eliminava il profitto delle Spa sugli investimenti nei servizi idrici
il SI ottenne quasi il 95,8% dei VOTI (26.130.637 voti su 27.277.276 di voti validi),

indicando chiaramente una precisa indicazione alle Istituzioni democratiche:
quella di approvare una legislazione che consentisse/aiutasse la
ripubblicizzazione nella gestione dei SERVIZI IDRICI,
tramite aziende totalmente pubbliche e controllate dai Comuni e dai cittadini
a livello territoriale ampio (possibilmente coincidente con i bacini idrici).
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Roma 10 giugno 2015
Presso la Sala Aldo Moro di Palazzo Montecitorio
si è svolto il CONVEGNO dal titolo
L’acqua è un diritto umano
organizzato dal Forum italiano dei Movimenti per l’acqua.
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Ha aperto l’iniziativa un saluto della Presidente della Camera, Laura Boldrini.
Sono intervenuti, tra gli altri, Padre Alex Zanotelli, missionario comboniano,
Ermete Realacci, Presidente della Commissione Ambiente della Camera.
Moderatore Maurizio Torrealta, giornalista.

VEDI VIDEO SU:
Laura Boldrini: https://www.youtube.com/watch?v=AOy8iGLLNPc (durata: 1 minuto e 45 secondi)
Alex Zanotelli: https://www.youtube.com/watch?v=7CJIuQjyfzs (durata: 1 minuto e 17 secondi)
http://www.agenziavista.it/34065_padre-alex-zanotelli-acqua-renzi-in-direzione-opposta-a-referendum-questo-mi-fa-male-01_17/
Video completo: https://www.youtube.com/watch?v=93WPz7SuMLc (2 ore e 52 minuti)
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http://www.acquabenecomune.org/notizie/nazionali/3053-12-13-6-4-compleanno-dell-acqua
4° compleanno dell’acqua

Il referendum per la ripubblicizzazione dell’acqua compie 4 anni!
Sono passati 4 anni da quella grande mobilitazione popolare che portò 27 milioni di italiani a votare per l’acqua pubblica. Si tratta dell’ultimo successo in termini di affluenza la voto della nostra repubblica. Dal 12 e 13 giugno 2011 infatti, ogni volta che si vota si sente la solita filastrocca sulla disaffezione alla politica.
Il 12 e il 13 giugno non si festeggia solo il compleanno dei referendum ma anche il compleanno di una grande festa di democrazia in cui le italiane e gli italiani sono andati a votare non per un partito politico ma per l’acqua bene comune!
Tanto c’è ancora da fare, i governi Berlusconi, Monti, Letta e Renzi hanno fatto finta che quel referendum non ci sia mai stato: abbiamo ancora bisogno del vostro sostegno e del vostro supporto.

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LO SCANDALO COSTITUZIONALE
Lettera aperta di Riccardo Petrella
al
Presidente Sergio Mattarella
Gen­tile Signor Pre­si­dente On. Ser­gio Mat­ta­rella,
il 12 e13 giu­gno del 2011, 27 milioni di cit­ta­dini hanno detto chia­ra­mente e con immenso entu­sia­smo (la demo­cra­zia può essere felice), «no al pro­fitto con l’acqua pota­bile», abro­gando la norma che sta­bi­liva la deter­mi­na­zione della tariffa per l’erogazione dell’acqua, con­tro la remu­ne­ra­zione del capi­tale inve­stito dal gestore.Gli ita­liani hanno coe­ren­te­mente escluso che l’accesso al diritto umano all’acqua pota­bile e per l’igiene, rico­no­sciuto come tale dalla riso­lu­zione del 28 luglio 2010 dell’Assemblea Gene­rale dell’Onu, fosse fonte di lucro. E’ vero che i gruppi sociali domi­nanti del mondo del busi­ness e della poli­tica sono riu­sciti a ridurre l’acqua per la vita ad una merce, ma gli ita­liani hanno rotto la ten­denza e sono sem­pre più nume­rose le città in tutto il mondo che ripub­bli­ciz­zano i ser­vizi idrici o resi­stono alla mer­ci­fi­ca­zione della vita. E milioni di cit­ta­dini hanno detto «sì all’acqua pub­blica», abro­gando la norma che con­sen­tiva di affi­dare la gestione dei ser­vizi pub­blici locali di rile­vanza eco­no­mica a sog­getti scelti con­sen­tendo la gestione “in house” solo ove ricor­re­vano situa­zioni del tutto ecce­zio­nali, che non per­met­te­vano un effi­cace ed utile ricorso al mercato.

Gli ita­liani hanno, invece, affer­mato il diritto all’esistenza della gestione pub­blica dei ser­vizi pub­blici locali (non solo, quindi dell’acqua) e non a titolo ecce­zio­nale. Nel con­te­sto del refe­ren­dum e del dibat­tito plu­ri­de­cen­nale sull’acqua, l’opzione per la mol­te­pli­cità delle forme di gestione è stata una chiara e pos­sente affer­ma­zione della scelta degli ita­liani in favore della gestione pubblica.
Ebbene, sono pas­sati quat­tro anni interi, e gli esiti dei due refe­ren­dum sono rima­sti total­mente disat­tesi da parte delle isti­tu­zioni pub­bli­che dello Stato, governo e par­la­mento com­presi, e di tutta la classe poli­tica, eco­no­mica e sociale al potere. Non solo essi sono stati igno­rati ma i poteri diri­genti non hanno fatto altro nel corso di que­sti quat­tro anni che cer­care di adot­tare misure miranti a svuo­tare di senso e annul­lare de facto i risul­tati dei referendum.
A nulla sono valse le pro­te­ste, le mani­fe­sta­zioni, le peti­zioni degli ita­liani, le pres­sioni sul par­la­mento allo scopo di met­tere fine allo scan­dalo dell’illegittimità costi­tu­zio­nale nella quale si tro­vano le isti­tu­zioni pub­bli­che dello Stato a causa del loro rifiuto di rispet­tare i risul­tati dei refe­ren­dum. Anche il Suo pre­de­ces­sore, garante della Costi­tu­zione, non ha mai pro­nun­ciato una parola, non dico di sde­gno, ma di sem­plice monito rivolto alle isti­tu­zioni dello Stato affin­ché rispet­tas­sero e faces­sero rispet­tare le regole fis­sate dalla Costituzione.
Gen­tile Signor Pre­si­dente, oggi il com­pito di far rispet­tare la Costi­tu­zione incombe alla Sua per­sona.
Tocca a Lei essere il garante della Costi­tu­zione ita­liana, con­si­de­rata come una delle più belle costi­tu­zioni al mondo, ma sem­pre di più strac­ciata, vio­lata, rot­ta­mata. La prego, non lasci impu­nito ancora altri giorni, set­ti­mane e mesi il furto della nostra Costi­tu­zione rap­pre­sen­tato dal non rispetto della volontà di 27 milioni di Ita­liani. Non lasci raf­for­zarsi nell’animo degli ita­liani la disil­lu­sione demo­cra­tica e la sfi­du­cia nelle isti­tu­zioni dello Stato: a che serve la demo­cra­zia se poi quando votiamo lo Stato ed i diri­genti stessi non rispet­tano la volontà dei cit­ta­dini? Non lasci sva­nire la bella e ricca coscienza di 27 milioni di per­sone che hanno espresso con forza che il diritto umano alla vita pre­vale sulle pre­sunte esi­genze tecnico-finanziarie.
Non lasci riaf­fer­mare che il domi­nio del denaro e gli inte­ressi dei gruppi pri­vati e/o dei poteri pub­blici cor­rotti sia legge nel nostro Paese.
Il 12 e 13 giu­gno 2011 27 milioni di Ita­liani hanno votato per il diritto della ed alla vita.
Hanno cre­duto che l’acqua è UN BENE COMUNE essen­ziale ed inso­sti­tui­bile per la vita, hanno cre­duto nella respon­sa­bi­lità pub­blica col­let­tiva per garan­tire l’eguaglianza degli esseri umani rispetto al diritto alla vita. Hanno cre­duto nell’acqua come una delle fonti più belle e ric­che del vivere insieme, hanno cre­duto di più nella gioia del vivere che nell’arricchimento da pro­fitto, hanno dimo­strato fidu­cia nei Comuni e nelle isti­tu­zioni pub­bli­che, hanno cre­duto in un futuro per tutti. I refe­ren­dum sull’acqua sono stati la pri­ma­vera ita­liana.
Un Suo inter­vento rida­rebbe luce e spe­ranza allaprimavera“.
Un grande gra­zie, con grande rispetto e fiducia.

Riccardo Petrella
PS. Ho osato scri­verLe da solo, aper­ta­mente. Mi per­doni per l’audacia. Essendo da più di venti anni impe­gnato atti­va­mente in Ita­lia ed altrove per l’acqua bene comune, l’acqua pub­blica, il diritto uni­ver­sale all’acqua e la par­te­ci­pa­zione dei cit­ta­dini al governo dei ser­vizi pub­blici locali, ho la pre­tesa di pen­sare che quanto espo­sto sia condiviso.

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Marzo 2015
Il governo Renzi/Alfano e il
PD di Renzi

vogliono privatizzare definitivamente la gestione dei servizi idrici in Italia come in Toscana,
dove il Presidente Enrico Rossi non ha mantenuto e non vuole mantenere la sua promessa:

https://it-it.facebook.com/enricorossipresidente
Enrico Rossi Presidente
30 aprile 2013

Ripubblicizzazione del servizio idrico. Questa è la strada che Regione e Comuni hanno deciso di imboccare, di fronte all’assenza di Governo e Parlamento, per riportare il servizio idrico in mano pubblica. Entro due mesi definiremo il percorso da seguire per realizzare questo obiettivo. Naturalmente se anche il Governo facesse la sua parte i tempi potrebbero essere ancora più brevi e maggiori i margini di successo.”

… ed i Sindaci dei Comuni (anche quelli che si erano pubblicamente e sinceramente impegnati
a contribuire ad un percorso per arrivare alla ripubblicizzazione della gestione dei servizi idrici?)
temo che abbiano condiviso/accettato l’imposizione del loro PD di rimanere in silenzio,
in attesa passiva delle leggi del governo Renzi/Alfano che si propongono di costringere i Comuni
a passare dalle attuali gestioni… ad un’ulteriore concentrazione/privatizzazione
e collocazione in Borsa
delle SPA PUBLI/PRIVATE che gestiscono i servizi idrici.
Giuliano
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Da: Giuliano Ciampolini <giulianociamp@gmail.com>
Date: 6 aprile 2015 11:22
Oggetto: ACQUA/RIFIUTI: Firenze vuole la fusione e collocazione in Borsa. Pistoia la contrasterà?
 

Ad alcuni/e compagni/e del PD pistoiese
4 APRILE 2015

PARTECIPATE GAS RIFIUTI ACQUA

Fusione delle società partecipate: in un anno da 20 a 13
VEDI VIDEO SU:
http://www.quinewsfirenze.it/partecipate-al-via-la-rivoluzione.htm
https://www.youtube.com/watch?v=TFqt7XlDK7o#t=27

Acqua: qui l’idea è quella di creare un gestore unico toscano facendo quadrato intorno al partner industriale privato che già ha quote delle principali società di gestione del servizio idrico, Acea. In ogni caso, secondo il sindaco di Firenze Dario Nardella, l’idea sarebbe quella di mantenere in mano pubblica la gestione della nuova società che, come quella del gas, dovrebbe diventare realtà entro maggio 2016.


Sarebbe importante sapere se il Comune di Pistoia contrasterà l’idea di Nardella,
in eventuali riunioni politiche/istituzionali di area Pd e anche pubblicamente.

Cordiali saluti.
Giuliano Ciampolini
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Convegno internazionale svoltosi a Torino sabato 21 settembre 2013,
sul tema Ripubblicizzare si può, Ripubblicizzare si deve!.
Nel seguente indirizzo c’è il video sull’intervento della
Vice Sindaco di Pistoia, Daniela Belliti:

http://www.youtube.com/watch?v=xpmF-WJM29s
Comunicato N. 558 del 30/09/2013

Acqua pubblica.

A Torino il vicesindaco Daniela Belliti ha esposto la posizione del Comune di Pistoia in linea con il voto referendario.
L’amministrazione comunale di Pistoia è intervenuta al convegno promosso dal Forum Nazionale dei Movimenti per l’acqua pubblica che si è tenuto a Torino, dal titolo “Ripubblicizzare si può, ripubblicizzare si deve“.

Durante l’intervento del vicesindaco Daniela Belliti, il Comune ha motivato la sua partecipazione sottolineando l’importanza di una battaglia nazionale condotta da una rete di soggetti istituzionali e sociali per la ripubblicizzazione della gestione del ciclo idrico e ha espresso la volontà di dare il proprio contributo al Coordinamento degli Enti locali per l’acqua pubblica.

Il vicesindaco ha illustrato lo stato dell’arte a Pistoia ed in Toscana, che è stata la prima regione ad attuare la legge Galli e a costruire un peculiare sistema misto pubblico-privato. “In Toscana – ha detto Belliti – non si tratta solo di parlare di trasformazioni societarie, ma di riacquisire le quote del partner industriale. Per questo qui emergono le più acute contraddizioni del dopo-referendum, ed è sempre per questo che la situazione toscana è forse la più importante a livello nazionale, perché è proprio qui che si misurerà l’autenticità della sfida per la ripubblicizzazione”.

Il vicesindaco ha poi auspicato il superamento del Metodo Tariffario Transitorio proposto dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, “perché – ha detto – la sua impostazione aumenta il valore delle quote private, rendendo di fatto impossibile ipotizzare una qualsiasi forma di riscatto. Per questo Pistoia si è opposta al MTT, e ha proposto all’Autorità Idrica Toscana di partecipare alla consultazione promossa dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas sulla nuova regolazione tariffaria, respingendo qualsiasi ipotesi di prolungare fino al 2015 il metodo tariffario transitorio. Ha proposto inoltre di organizzare un incontro con l’AEEG per esprimere queste posizioni di contrarietà ed ha chiesto di lavorare ad una nuova articolazione tariffaria più equa e sostenibile per i cittadini, che tenga conto anche della composizione dei nuclei familiari“.

L’amministrazione comunale di Pistoia chiede inoltre alla Regione Toscana di aprire ufficialmente un confronto su nuovi modelli di gestione pubblica del servizio idrico in linea con il voto referendario, per esempio partendo da un utilizzo in questo senso della legge regionale sulla partecipazione.
Siamo invece contrari – ha dichiarato ancora Belliti – al progetto di holding pubblica a cui tutti i Comuni dovrebbero conferire le loro attuali quote, per due motivi: perché la holding rappresenterebbe solo una parte e non il tutto di questa gestione (e non sappiamo cosa sarebbe l’altra parte) e all’interno delle holding i Comuni non contano di più, piuttosto contano di meno. Meglio stare direttamente in assemblea”.

In Publiacqua, dove Pistoia ha solo il 3,95% di quote, il Comune ha la possibilità di portare le proprie posizioni, sia pure minoritarie, direttamente in assemblea senza delegare nessuno.
A questo proposito il vicesindaco ha ribadito la posizione del Comune di Pistoia sui servizi pubblici essenziali.
Poiché acqua, rifiuti e trasporto pubblico locale devono essere obbligatoriamente erogati dai comuni, la loro gestione dev’essere pubblica.
È in questa direzione che Pistoia si sta muovendo anche per quanto riguarda l’azienda di trasporto.
“Stiamo quantificando il valore del 40% di Publiacqua – ha detto Belliti – quello che sarà alla fine della concessione nel 2021, e il valore ad ora. E con nuove regole, con nuovi soggetti, con nuove risorse, decideremo quale sia la strada migliore da intraprendere per la ripubblicizzazione.”

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