Un torto subito da un lavoratore è un torto fatto a tutti (IWW)

Enti pubblici organizzano il crumiraggio contro i lavoratori degli appalti in sciopero

Postato il 11 Giugno 2015 | in Italia, Scenari Politico-Sociali | da

lavoroIn alcuni enti pubblici, per esempio alcune Province, il personale degli appalti ha indetto scioperi a difesa dei posti di lavoro. I dirigenti hanno inviato ordini di servizi a dipendenti pubblici per sostituire i colleghi delle cooperative scioperanti

Una scelta politica inaccettabile con Enti Pubblici, spesso governati dal Pd, che si comportano alla stregua di Marchionne.

Una scelta resa possibile anche dalla frammentazione sindacale esistente e creata ad arte dalle privatizzazioni con tanti lavoratori con contratti e datori di lavoro differenti

Le Rsu, le organizzazioni sindacali rappresentative non sembrano avere percepito la gravità della situazione, anzi la stanno prendendo letteralmente sottogamba.
Gli inviti alla disobbedienza civile sono un atto dovuto ma anche una scelta etica, civile e politica che potrebbe avere qualche ripercussione negativa su lavoratori provinciali che dovessero non rispettare degli ordini di servizio. Tutto cio’ è possibile perchè non esiste piu’ il diritto di sciopero in Italia e numerose sentenze di Cassazione autorizzano i datori di lavoro, pubblici e privati, a comportamenti vergognosi e di autentico crumiraggio

Il datore di lavoro ha ormai potere quasi assoluto e non solo quando quando non vengano in rilievo  sono in discussione interessi pubblici ma anche in presenza di interessi privati. In entrambi i casi si puo’ procedere alla sostituzione dei lavoratori in sciopero con altri lavoratori, non aderenti alla astensione o impiegati in settori nei quali non è stato proclamato lo sciopero; si può anche ritenere che la riorganizzazione aziendale volta a limitare gli effetti negativi per l’azienda dello sciopero possa consistere tanto nell’impiego dei lavoratori non scioperanti nei compiti propri dei lavoratori in sciopero, quanto in compiti diversi, che permettano comunque di elidere gli effetti negativi per il datore di lavoro della astensione.

Tutto cio’ è accaduto negli ipermercati e in altri settori privati , oggi sta avvenendo nel pubblico.

Il diritto formale nega i diritti essenziali, infatti la questione sta nell’utilizzo di lavoratori di livello pari o inferiore, per la giustizia borghese il problema sta nell’uilizzo legittimo di lavoratori\trici anche quando si sceglie di istituzionalizzare il crumiraggio negando quell’elementare diritto allo sciopero già circoscritto nei servizi minimi essenziali da una legislazione restrittiva e antidemocratica

L’impiego di un lavoratore in mansioni inferiori non viola l’art. 2103 cod. civ., solo se tali mansioni sono oggettivamente “marginali” e funzionalmente “accessorie e complementari” alle sue; si deve trattare di un compito “richiesto in modo marginale e solo per completamento e doverosa definizione del lavoro principale ed assorbente”.

Il lavoratore comandato di sostituire il personale scioperante potrebbe rifiutarsi (in ogni caso con tutti i rischi che ciò comporta)  solo se in tal modo impiegato in mansioni inferiori a quelle di inquadramento e ove tali mansioni (inferiori) snaturino  il contenuto della propria prestazione ordinaria di inquadramento in quanto appunto le mansioni inferiori da eseguire  non risultino in concreto marginali o di completamento del lavoro principale.

Qui arriva il ruolo del sindacato che deve optare tra due scelte, quella di difendere sempre e comunque gli interessi dei lavoratori o cedere ai ricatti dei padroni e del loro diritto concepito a uso e consumo dei piu’ forti

La pubblica amministrazione impone al proprio personale correttezza e buona fede, doti che certo non possiede cacciando via i lavoratori degli appalti e ricorrendo a mezzi e mezzucci per negare anche quel poco del diritto di sciopero rimasto

La democrazia del Governo Renzi e delle amministrazioni del Pd ha gettato la maschera e assume i connotati autoritari per compiacere la Troika e nascondere le conseguenze nefaste delle proprie scelte. Sono a rischio 40 mila posti di lavoro negli appalti provinciali, questa è la verità occultata.

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