Un torto subito da un lavoratore è un torto fatto a tutti (IWW)

“Ecco perché la coalizione sociale non ci convince”. Intervista ai Cobas

Postato il 5 Maggio 2015 | in Lavoro Privato, Lavoro Pubblico, Sindacato | da

coalizione-sociale-asociale-1Marcello Pantani e Federico Giusti, da quale contesto origina la crisi ormai avanzata della rappresentanza politico-sindacale?

I padroni si sono garantiti in modo indisturbato la gestione della crisi: licenziamenti, ristrutturazione dell’attività produttiva con una intensificazione dello sfruttamento del lavoro improntata a una rapidità che non ha precedenti, cancellazione di ogni tipo di diritti, non solo grazie all’iniziativa legislativa dei governi che si sono succeduti dal 2008 a oggi (Berlusconi, Monti, Letta, Renzi), ma anche per l’iniziativa diretta da loro stessi sviluppata nelle realtà aziendali. Col sindacalismo maggioritario che, nella sostanza, non ha mosso foglia, né per contrastare l’azione governativa, né per mettersi di traverso nel vivo dell’assalto alla condizione lavorativa.
Landini nella Fiom c’era già prima di diventarne, nel 2010, il segretario generale, faceva parte del gruppo dirigente, al cui vertice all’epoca si trovava Rinaldini, e non brillava certo per radicalità di posizioni politico-sindacali e per rispetto del punto di vista dei lavoratori
Nel gennaio 2009 Cisl, Uil e Confindustria pensarono bene di approfittare del momento favorevole (imperversava, nel governo Berlusconi entrato in carica nel 2008, il ministro del lavoro Sacconi), siglando un accordo interconfederale separato che prevedeva deroghe aziendali alla contrattazione nazionale, rinnovo triennale dei contratti di categoria sia per la parte normativa sia per quella economica (che fino a quel momento aveva avuto scadenze biennali), adozione di un sistema di calcolo dell’inflazione programmata punitivo per il salario. Un vero assalto alla contrattazione nazionale, per altro già uscita malconcia dall’accordo unitario (siglato, quindi, anche dalla Cgil di Trentin) del 23 luglio 1993, quello della concertazione, che aveva fatto seguito all’accordo sempre unitario (e sempre siglato anche dalla Cgil di Trentin) del 31 luglio 1992, il quale aveva cancellato la scala mobile.
La Cgil nel gennaio 2009 non firmò quell’accordo, ma non fece niente per metterlo in discussione. Anzi, la stragrandissima maggioranza dei suoi sindacati di categoria siglò rinnovi di contratti nazionali perfettamente in linea con quell’accordo, che anche formalmente la stessa Cgil fece proprio, quando con Cisl, Uil e Confindustria gongolanti e trionfanti siglò quello interconfederale del 28 giugno 2011, che sanciva di fatto le stesse regole.
Se questo vale per la Cgil, che non da oggi non rappresenta non solo il precariato, ma neppure i settori del lavoro tradizionalmente sindacalizzati, è facile immaginare quanto valga per Cisl e Uil!

Leggi tutta l’intervista al seguente indirizzo:

http://www.controlacrisi.org/notizia/Ambiente/2015/5/1/44550-ecco-perche-la-coalizione-sociale-non-ci-convince/

 

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