Un torto subito da un lavoratore è un torto fatto a tutti (IWW)

Comunicato Cobas sulla Ctt-Nord

Postato il 18 Febbraio 2013 | in Lavoro Privato, Sindacato | da

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COMUNICATO STAMPA

Con la disdetta unilaterale degli accordi integrativi perfidamente minacciata per luglio, la dirigenza della Ctt-Nord, emulando lo “stile” Marchionne (il “manager” che tratta gli operai Fiat come schiavi), aveva inteso attaccare brutalmente le buste paga, e non solo, del personale ex-Cpt.

Ma dev’essere rimasta sorpresa dalla risposta con cui i lavoratori hanno reagito, semplicemente lavorando come sarebbe giusto e corretto lavorare sempre, e non solo per protesta, e stabilendo un precedente capace di dare forza alla necessità che la prestazione lavorativa si sviluppi nel rispetto delle mansioni e delle regole previste dai contratti e dalle leggi, compreso il codice della strada.

Così, la CTT-Nord, in un incontro coi sindacati ufficiali, ha ritirato la sua bravata e ha rinviato tutto a un futuro accordo da stipulare entro luglio, o, in mancanza, a un nuovo colpo di mano per settembre.

Resta, comunque, importante che gli addetti all’officina, con l’organico ridotto all’osso e con pezzi di ricambio al lumicino o inadatti, abbiano rimesso in servizio solo autobus in regola, cosa che ha fatto mancare vetture per coprire diverse corse.

E resta importante anche che gli autisti non siano stati disponibili a occuparsi della biglietteria a bordo fuori dal rispetto delle norme previste dal codice della strada e a fare straordinari su straordinari per rimediare a una pianta organica inadeguata.

Di certo, avevano ragioni da vendere, oltre quelle della protesta, visto che da sempre gli vengono imposti orari, turni e carichi di lavoro pesanti; mancate assunzioni per sostituire chi esce dall’azienda; salute sempre sotto tiro, sia per lo stress dovuto a un lavoro che li coinvolge in modo spietato sul piano mentale, sia per il massacro della colonna vertebrale, causato da autobus inadatti ad ammortizzare le scosse provocate dal fondo stradale, la cui manutenzione è snobbata dal Comune.

Le Amministrazioni locali, dal canto loro, ci hanno messo di tutto di più. Prima, hanno investito capitali pubblici in società (come la Cpt) di diritto privato, gestite non secondo una logica di servizio pubblico, ma secondo criteri di profitto capitalistico. Poi, ci hanno fatto ritrovare, in tutta la Toscana, con svendite (com’è avvenuto a Firenze per l’Ataf, ceduta alle FS) e con accorpamenti di società (com’è stato per Cpt di Pisa, Clap di Lucca e Atl di Livorno, confluite in Ctt-Nord), che hanno migliaia di dipendenti dislocati sul territorio regionale alla mercé di Direzioni e Consigli di amministrazione intenzionati a tagliare corse e percorsi, i cosiddetti “rami secchi” (infischiandosene dei diritti degli utenti), a peggiorare le condizioni di lavoro, a ridurre l’occupazione, a immiserire il salario.

E pensare che questa dirigenza, per screditare i lavoratori, non si è vergognata di diffamarli a mezzo stampa come “sabotatori”. Mentre essi -non rimettendo in servizio autobus bisognosi di riparazioni come si deve e decidendo di stare alla guida secondo le regole della sicurezza lavorativa e di quella stradale- hanno solo dato prova di grande responsabilità civile e professionale, per sé e per i cittadini.

Adesso, le questioni sono affidate a un futuro accordo sindacale o a un nuovo atto di prepotenza, magari in un periodo in cui ci siano meno corse, meno lavoratori in servizio, meno protesta.

Una protesta che, invece, non dovrà aspettare il “momento X”, ma dovrà essere il modo quotidiano, fin da oggi, di lavorare. E dovrà essere forte e unita, perché la musica che l’Azienda vorrà suonare sarà sempre la stessa, sarà ancora una specie di “marcia funebre” per il servizio e per i diritti del lavoro, magari suonata insieme ai sindacati ufficiali, che staranno già preparando il solito discorsino: “meglio e più di questo non potevamo ottenere”.

Al momento giusto, certo, ci vorranno anche forme incisive di lotta, senza le quali non si andrà da nessuna parte. Forme di lotta, cioè, capaci di bloccare la città e di mettere dirigenti Ctt-Nord (loro, sì, sabotatori del trasporto pubblico) e Amministratori locali con le spalle al muro: la prima perché non osi calpestare diritti, i secondi perché rendano di nuovo pubblica la società che gestisce il servizio.

 per COBAS LAVORO PRIVATO

Marcello Pantani

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