January 18, 2026
L’Amministrazione Comunale ha redatto una bozza del piano per la integrità e la prevenzione della corruzione unitamente al codice di comportamento dei dipendenti comunali di Pisa.
Abbiamo più volte ribadito come l’ approccio a queste tematiche, per impostazione voluta dal legislatore nazionale a cui pedissequamente si adeguano gli amministratori locali, sia assolutamente da respingere allorchè considera la lotta alla corruzione, e di conseguenza le azioni messe in atto ai fini preventivi, come indirizzata solo al personale.
E’ incomprensibile infatti che non si siano previste specifiche misure di prevenzione volte a tutelare i dipendenti da possibili comportamenti di intromissione nei procedimenti che spesso, gli amministratori, o direttamente o indirettamente per il tramite delle figure di vertice “nominate”, mettono in atto in funzione della ricerca di facile e possibile consenso.
Puntualizzato con fermezza tutto questo sono necessarie alcune precisazioni e suggerimenti non prima di una piccola premessa.
Prima di adottare piani e codici, una amministrazione seria dovrebbe appurare cosa deve essere fatto in materia di formazione e aggiornamento del personale, ma anche in ordine all’ organizzazione degli uffici e dei servizi, per verificare la concreta possibilità di attuare questi strumenti.
Per essere credibile l’ intera iniziativa, senza assumere il significato di atto dovuto per adempiere semplicemente ad una scadenza di legge, necessita di una macchina organizzativa stabile e funzionante con direzioni costruite, non su misura di qualche dirigente o per spazi di visibilità politica di qualche assessore, ma in base alle reali necessità.
Da mesi attendiamo (invano) l’ennesima riorganizzazione della macchina comunale, ma anche una analisi delle competenze da anni rinviata. In questo quadro la formazione e l’ aggiornamento, pur essendo un obbligo contrattuale della controparte datoriale, nell’ incapacità dei vertici del Comune di comprendere i fabbisogni formativi singoli, di settore o per profili professionali, finisce per essere ridotta ai minimi storici e per lo più indirizzata ai livelli più alti di vertice. D’ altra parte un piano formativo dovrebbe partire, non tanto dagli obiettivi di mandato del Sindaco, ma dalla verifica della attuabilità degli stessi nell’ottica di aumentare e migliorare i servizi erogati e la professionalità del personale, avendo ben chiari una volta per tutte, quali sono le attività che si intendono gestire ed erogare direttamente.
Predisporre allora un piano senza queste premesse, serve a poco, se non per adempiere ad un obbligo formale di legge.
Analogo ragionamento va fatto per il codice di comportamento alla base del quale dovrebbe esserci una macchina oganizzativa capace di supportare mobilità e rotazioni del personale nello svolgimento di incarichi e funzioni.
Ancora una volta siamo in presenza di cambiamenti apparentemente epocali ( a chiacchiere) ma che si tradurranno in un niente di fatto? Staremo a vedere, nel frattempo passiamo ad alcune noti critiche:
Veniamo invece al Codice di Comportamento
COBAS PUBBLICO IMPIEGO PISA
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