Un torto subito da un lavoratore è un torto fatto a tutti (IWW)

TTIP: i rischi per la salute

Postato il 5 Maggio 2016 | in Italia, Mondo, Scenari Politico-Sociali | da

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Tra i rischi concreti, vi sono l’ingresso di merci e alimenti di cattiva qualità prodotti dalle multinazionali americane, come vegetali e carne OGM, o prodotti imbottiti di ormoni e fitormoni, contro le quali le leggi nazionali e le comunità locali non potranno opporsi in quanto le leggi e i regolamenti devono sottostare al trattato. Anche le sentenze dei giudici europei non potranno opporsi ai prodotti statunitensi perché il TTIP obbliga i cittadini europei, singoli e in associazione, a rivolgesi, non al giudice nazionale, ma a un tribunale di natura privata per tentare un arbitrato lottando a proprie spese contro gli staff legali delle multinazionali.
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TTIP: cosa è e perché è pericoloso
di Legambiente

Del TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership) si parla poco, ma è un trattato devastante che consentirebbe alla finanza internazionale e alle imprese multinazionali di piegare le leggi degli Stati ai loro interessi. Cosa è? Perché è tanto pericoloso?

Cosa è il TTIP?
È un accordo commerciale di libero scambio in corso di negoziato tra Unione Europea e Stati Uniti d’America dal luglio 2013. La bozza del trattato contiene limitazioni sulle leggi che i governi partecipanti potrebbero adottare per regolamentare diversi settori economici, comprese  banche, assicurazioni, telecomunicazioni e servizi postali.

A cosa serve (secondo  i sostenitori)?
L’obiettivo è quello di integrare i mercati statunitense ed europeo, riducendo i dazi doganali e rimuovendo le differenze in regolamenti tecnici, norme e procedure di omologazione e standard per  rendere possibile la libera circolazione delle merci, migliore le condizioni per il flusso degli investimenti e l’accesso ai rispetti mercati dei servizi e degli appalti pubblici.
Se il progetto avrà successo, sarà la più grande area di libero scambio esistente, poiché UE e USA rappresentano circa la metà del PIL mondiale e un terzo del commercio mondiale.

Perché essere assolutamente contrari

Qualora il trattato entrasse in vigore, quando un’azienda ritenesse di avere avuto un trattamento ingiusto, di essere stata discriminata a favore di imprese nazionali  oppure considerasse una nuova legislazione un inciampo per i suoi affari, potrebbe fare  un ricorso che non coinvolgerebbe nessun sistema giudiziario nazionale o sovrannazionale, ma si rivolgerebbe  a una   corte di arbitrato internazionale il cui giudizio è insindacabile e le modalità operative oscure (come vediamo sotto).
Gli stati dovrebbero autolimitare la propria sovranità a favore delle imprese multinazionali.  Se uno stato avviasse politiche e introducesse norme che le imprese ritenessero di danno economico,  queste potrebbero rivolgersi all’arbitrato , anche se le norme fossero introdotte per difendere i diritti dei cittadini. Ad esempio, potrebbe essere contestato uno stato reo di avere introdotto una disciplina che, a tutela della salute o dell’ambiente, bloccasse la vendita di un prodotto o lo sfruttamento di una risorsa energetica. Oppure uno stato non potrebbe nazionalizzare una banca senza rischiare la denuncia degli investitori esteri che avessero quote nell’istituto.

L’arbitrato sarebbe svolto dall’Isds (Investitor to state dispute settlement) che avrebbe il potere di rivedere, senza limite o possibilità di appello, tutte le decisioni dei tribunali e tutte le leggi di regolamentazione emanate dal Parlamento. Il “tribunale” è costituito da un collegio di tre membri scelti di volta in volta da un elenco di poche centinaia di avvocati d’affari. Ciascuna parte nomina il proprio difensore (700 dollari all’ora in media) ed entrambe concordano la scelta del giudice. Il difensore dell’investore una volta, la volta dopo può essere giudice: sono evidenti i conflitti d’interesse.
Le udienze si tengono solitamente a Washington, in un centro internazionale istituito presso la Banca Mondiale. Le udienze non sono pubbliche e non si può ricorrere in appello.
È un sistema giudiziario a uso e consumo delle multinazionali che sta dando vita a un ingente travaso di denaro dal pubblico al privato in tutto il mondo.
L’Isds è già in funzione per altri trattati. Dal 1994 a oggi gli stati hanno subito 127 ricorsi. La ong Friends of Earth ha potuto analizzare 14 ricorsi per i quali gli Stati hanno sborsato 3,5 miliardi di euro  agli investitori. Conseguenza è che gli stati rinunciano a normative di protezione ambientale perché temono ricorsi (67 su 127 erano su questioni ambientali). Ad esempio l’azienda energetica svedese Vattenfall è in causa con il governo tedesco che vuole rinunciare al nucleare entro il 2022; chiede 4,7 miliardi di euro d’indennizzo. La Veolia (multinazionale francese dell’acqua)  ha denunciato il Governo egiziano per l’aumento del salario minimo dei lavoratori.
È un sistema che svincola l’iniziativa privata dal controllo pubblico, in contrasto con la Costituzione italiana. Tuttavia l’attuale governo si dice favorevole all’accordo, pur parlandone poco o nulla

Perché è un grave rischio per tutti (alcuni esempi)

Salute
Tra i rischi concreti, vi sono l’ingresso di merci e alimenti di cattiva qualità prodotti dalle multinazionali americane, come vegetali e carne OGM, o prodotti imbottiti di ormoni e fitormoni, contro le quali le leggi nazionali e le comunità locali non potranno opporsi in quanto le leggi e i regolamenti devono sottostare al trattato. Anche le sentenze dei giudici europei non potranno opporsi ai prodotti statunitensi perché il TTIP obbliga i cittadini europei, singoli e in associazione, a rivolgesi, non al giudice nazionale, ma a un tribunale di natura privata per tentare un arbitrato lottando a proprie spese contro gli staff legali delle multinazionali.

Impresa e territori
I cittadini dei popoli europei, le piccole imprese locali, gli agricoltori, si troverebbero schiacciati dallo strapotere delle grandi corporation americane.Qualora, poi, un’azienda americana volesse iniziare un’attività considerata pericolosa in Europa (come una centrale nucleare o l’estrazione dello shale gas), nessun tribunale locale potrebbe opporvisi.

Inoltre, le multinazionali agroalimentari americane potranno fare incetta di terreni acquistati a poco prezzo dagli agricoltori locali per impiantarvi piantagioni OGM al posto delle coltivazioni dell’agricolturatradizionale.

Lavoro
Altro pericolo riguarda il ribasso dei salari, dal momento che, per la libertà di circolazione, le imprese di un paese potranno applicare in un altro paese i salari vigenti nel proprio: questo sarà un vantaggio solo per le imprese statunitensi, perché, notoriamente, i salari dei lavoratori europei sono molto più alti di quelli americani.
Anche i diritti sindacali europei non avranno valore se contrari alle norme sul libero scambio e libera circolazione contenuti nel TTIP, senza possibilità, per i lavoratori, di rivolgersi al giudice del lavoro locale. Anche in questo caso, il lavoratore europeo dovrà rivolgersi a una corte arbitrale statunitensi.

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