Un torto subito da un lavoratore è un torto fatto a tutti (IWW)

Sgravi formazione: la confusione regna sovrana!

Postato il 17 Dicembre 2013 | in Italia, Scenari Politico-Sociali | da

Sono trascorsi 10 anni da quando l’Unione europea ha condannato l’Italia per avere erogato incentivi alle imprese senza che queste ne avessero diritti.

La Corte di Giustizia UE, sentenza 01.04.2004 n° C-99/02 , sanzionò duramente l’Italia che tuttavia non ha adottato le misure necessarie per recuperare le agevolazioni erogate illegittimamente alle imprese nel periodo fra il 1995 e il 2001 per contratti di formazione lavoro a talune categorie di lavoratori che non ne avevano diritto in base alle regole comunitarie.

La sentenza della Corte di Giustizia del 1 aprile 2004 (C-99/02) ha condannato l’Italia per il mancato rispetto degli obblighi a cui era tenuta per la decisione della Commissione sulla questione in esame nel 1999.

Ma a distanza di 10 anni come stanno le cose??

Numerose aziende scelgono la via del contenzioso legale per fermare Inps ed Equitalia che stanno intimando il recupero delle somme (iniziato da oltre un decennio a dire il vero) il cui ammontare ammontano per Il sole 24 ore a circa 281 milioni di euro.

Le aziende hanno beneficiato di sgravi contributivi che vanno dal 25 al 100% per assunzione di giovani di età compresa tra i 16 e i 32 anni.

L’UE sanzionò l’Italia ravvisando nella normativa nazionale irregolarità (parliamo della legge 863 del 1984) ma attenzione le giustificazioni addotte furono tutt’altro che limpide, infatti si parlo’ di aiuti a pioggia che avevano ostacolato la libertà di concorrenza rispondendo ad un dettame liberista.

Ci chiediamo se le misure adottate in Germania in materia di lavoro non siano poi cosi’ diverse dalle nostre, resta il fatto che a seguito di quelle assunzioni il numero dei contratti stabilizzati fu assolutamente inadeguato, molte delle aziende che beneficiarono degli sgravi contributivi (si parla complessivamente di oltre 350 mila) esultarono solo per l’abbattimento del costo del lavoro senza alcun investimento. Le imprese guadagnarono allora e non vogliono rimetterci adesso, per questo stanno facendo pressioni sul Governo. E i lavoratori? Merce da sfruttare , uomini e donne usa e getta.

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