January 23, 2026
Questa norma va assolutamente modificata. Rischiamo di avere un’esplosione di contratti a tempo determinato di durata molto breve (una settimana o un mese) con lavoratori che perdono il lavoro senza alcuna assicurazione sociale. I contratti di una settimana, anche con il sistema di sussidi di disoccupazione più generoso del mondo, non danno infatti diritto a copertura assicurativa.
Non siamo noi a scrivere questo atto di accusa ma i professori \economisti moderati del sito Lavoce.info che contestano duramente la precarizzazione del mondo del lavoro nel caso in cui dovesse essere approvato dal parlamento il decreto su contratti a termine e apprendistato.
Ecco alcuni esempi
I periodi del primo e del secondo tipo di apprendistato sono sommabili fino al massimo di 6 anni.
Il secondo e terzo tipo di apprendistato hanno come destinatari giovani tra i 18 e i 29 anni (l’assunzione potrà essere effettuata fino al giorno antecedente il compimento del trentesimo anno di età cioè fino a 29 anni e 364 giorni) e i diciassettenni in possesso di una qualifica professionale (conformemente alla Riforma Moratti).
Il Governo Renzi non vuole l’obbligo della forma scritta del contratto di apprendistato nè l’obbligo al percorso formativo fino ad oggi teoricamente previsto. Fino ad oggi le aziende erano tenute a confermare almeno il 20% degli apprendisti regolarizzando la loro posizione (nelle piccole aziende questo obbligo è stato facilmente aggirabile) domani non ci sarà più alcun obbligo.
Alla luce di queste considerazioni si capisce dove si diriga la riforma del lavoro del Governo Renzi, alla precarizzazione dei rapporti di lavoro, a contratti di poche settimane\giorni che non assicureranno ai lavoratori e alle lavoratrici ammortizzatori sociali permettendo alle aziende piena libertà di licenziare\sostituire la forza lavoro scomoda, al di fuori di ogni regola e controllo.
Si attua cosi’ la piena deregolamentazione del mercato del lavoro sposando le tesi più estreme del neoliberismo
Queste sono le belle novità del Governo Renzi: chi lo conosce lo evita, anzi lo combatte
Cobas Pisa
ps
Si parla di sgravi fiscali ma senza intervenire direttamente sui contributi previdenziali, per sgravare dalle tasse i redditi più bassi.
Bisogna riflettere su come avverrà concretamente l’abbattimento di aliquota , quale sarà la quota a carico del datore di lavoro (oggi 23,81 per cento) e quella a carico del lavoratore\trice (oggi 9,19 per cento). Una aliquota in proporzione al salario percepito sarebbe forse una soluzione equa salvaguardando i redditi inferiori a 30 mila euro , redditi da lavoro dipendente e autonomo(ma in questo caso servirebbe un efficace e reale sistema dei controlli per combattere l’evasione fiscale)
C’è poi il nodo della previdenza, le pensioni calcolate con il contributivo tra dieci anni saranno pensioni da fame e costringeranno i governi ad interventi massicci a sostegno di pensionati che saranno nella fascia di povertà e di indigenza. Anche il nodo previdenziale ben presto sarà dirimente , certo che con la precarizzazione dei rapporti di lavoro rischia di generare un futuro non solo di precariato ma di miseria
Esempi di mancati adempimenti a salute e sicurezza: denunciateli!
Credo che sia utile per tutti i lavoratori e in particolare per gli RLS, oltre...
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