Un torto subito da un lavoratore è un torto fatto a tutti (IWW)

Non solo amianto: crescono le malattie sul lavoro e gli infortuni sono in aumento se rapporttati alle ore effettivamente lavorate

Postato il 29 Aprile 2013 | in Sicurezza sul lavoro | da

Nell’ era dell’ iper tecnologia e della “prevenzione” siamo ancora a parlare di malattie professionali mortali e\o fortemente invalidanti, anzi nel caso dell’amianto è previsto un aumento dei casi e delle morti per i prossimi anni.

In tempi nei quali , nel nostro paese, un milione e mezzo di persone rinuncia alle cure mediche per assenza di soldi solo per pagare i ticket, non c’è da meravigliarsi che si continui a morire per infortuni e malattie contratte sul lavoro.

E’ stato riconosciuto altamente inquinanante e mortale l’amianto ma per motivi meramente economici si continua ad ignorare altri agenti come i funi dei conglomerati bituminosi (asfalto), l’ esposizione alla polvere di cemento per i quali e’ previsto come dispositivo di protezione una mascherina di carta. Si deve anche parlare di tutte quelle malattie professionali non mortali o altamente debilitanti come ernie al disco diffusissime tra gli autisti /autotrasportatori e non riconosciute come tali dall’ Inail in quanto troppo costose.

E’ stato riconosciuto come lavoro usurante il lavoro ripetitivo senza tener conto che molti lavori ripetitivi (per esempio chi opera sulle autostrade) sono stati esclusi da questa lista.

Bisogna intervenire in modo capillare rivedendo la classificazione di tantissime mansioni estendendo la lista dei lavori cosidetti usuranti, bisogna mettere alc entro delle rivendicazioni sindacali e sociali la istituzione di un fondo per i risarcimenti delle vittime, porre fine a politiche che mirano solo ad accrescere il rischio diltanado gli orari di lavoro e aumentando i ritmi.

Il sistema delle deroghe ai contratti nazionali e la Riforma Fornero sono l’esatto contrario di una politica di prevenzione.

La salute dei lavoratori non si salvaguarda con test inutili o con le analisi sullo stress da lavoro correlato condotte con la esclusione dei lavoratori o destinando alle statistiche i risultati scomodi di qualche valutazione (quando invece dovrebbero incidere per cambiare e migliorare le politiche del lavoro).

Servono, invece, azioni reali di riduzione di materie dannose alla salute sempre utilizzando i dispositivi di protezione, e a prescindere dal loro costo (per la sicurezza e’ obbligatorio destinare una parte del valore degli appalti). Del resto in tempi come i nostri dove la salute diventa un lusso, anche la sicurezza è considerato un optional!

Sportello sicurezza nei luoghi di lavoro Confederazione Cobas

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