Un torto subito da un lavoratore è un torto fatto a tutti (IWW)

Non è tutto oro ciò che luccica: l’accordo tra Regione Toscana e Volontariato…

Postato il 17 Gennaio 2014 | in Lavoro Pubblico, Scenari Politico-Sociali, Sindacato, Territori | da

Da qualche anno i servizi socio sanitari pubblici sono sotto attacco e in trasformazione. Le politiche regionali e delle Società della salute hanno cancellato e\o ridotto progetti socio sanitari, i fondi al sociale sono stati tagliati con la conseguente riduzione di personale , di ore lavorate, perdita di salario e contributi previdenziali.

Nelle cooperative in appalto i salari sono sotto la soglia di povertà, i posti di lavoro in diminuzione e, con la scusa della crisi economica, sono minacciati gl stessi servizi alla persona fino ad oggi tendenzialmente gratuiti e accessibili.

L’accordo tra Regione Toscana e associazioni di volontariato siglato prima di Natale presenta molti aspetti preoccupanti.

La evocazione della democrazia partecipata e del bene comune stridono con i salari da fame, le mancate clausole sociali nelle convenzioni, la flessibilità oraria\di mansione sbandierata come adattamento alla innovazione quando è invece sinonimo di precarietà lavorativa ed esistenziale.

Anche noi siamo convinti della necessità di un cambio di prospettiva ma partendo dai limiti riscontrati nelle convenzioni tra Pubblico e terzo settore, dalla sistematica riduzione di posti di lavoro nei servizi socio sanitari e dall’utilizzo del volontariato per finalità non solidali.

L’alleanza tra Regione Toscana e Volontariato è sinonimo di abbattimento del costo del lavoro con perdita occupazionale e un utilizzo del volontariato in sostituzione di personale formato, qualificato e contrattualizzato.

Proprio per questo motivo le associazioni di Volontariato si rifiutano di applicare le clausole sociali a salvaguardia dei posti di lavoro nelle convenzioni sul trasporto sociale e sanitario, adducendo la motivazione della crisi economica quando i loro bilanci sono in attivo e alle loro “dipendenze” (al posto di lavoratori regolarmente assunti ) troviamo uomini e donne condannate ai servizi sociali e quindi costretti al lavoro non retribuito come misura alternativa a qualche pena.

Senza generalizzare e sminuire l’importanza sociale del volontariato, bisogna sottolineare la trasformazione del modello cooperativo e dello stesso volontariato che si presentano come ambito di sfruttamento della forza lavoro e sfruttamento semischiavistico.

L’accordo tra Regione Toscana e associazioni è costruito poi su tagli quali:

  • la riduzione del personale obbligatorio nell’emergenza (da 3 a 2 unità);
  • la riduzione dei costi ovviamente al massimo ribasso;
  • la eliminazione della grauità di alcuni servizi a favore di un mercato sociale con tariffe “calmierate”;
  • la sostituzione dei mezzi pubblici del trasporto locale con specifici accordi volontariato/Croce Rossa in accordo anche con i gestori dei servizi e dei presidi. Case della salute nelle sedi del volontariato\cri in sostituzione dei presidi socio sanitari pubblici.

L’alleanza tra terzo settore, volontariato e Regione Toscana ha prodotto un mostro , quel mostro sta mangiando posti di lavoro, professionalità , servizi pubblici e un ‘idea di welfare che alla dignità della persona sostituisce la carità.

E’ forse questo il modello socio sanitario per cui ci siamo battuti? Noi crediamo di No.

L’accordo va rivisto mettendo al centro diritti dei lavoratori, e salvaguardia dei contratti e dei posti di lavoro.

COBAS PUBBLICO IMPIEGO

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