Un torto subito da un lavoratore è un torto fatto a tutti (IWW)

Misericordia : i Cobas non firmano in prefettura.

Postato il 27 Aprile 2013 | in Lavoro Privato, Sindacato | da

Misericordia : i Cobas non firmano in prefettura.

Lo spettro dei licenziamenti resta, per questo non sottoscriviam.

Alle redazioni locali

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 OGGETTO: comunicato Cobas su lavoratori della Misericordia

Questa mattina si è tenuta n Prefettura la riunione tra le parti in merito alla situazione dei lavoratori della Misericordia di Pisa: al tavolo la Confraternita della Misericordia, rappresentata da Orvietani e Marchetti, e le OO.SS. Cobas, CGIL, CISL UIL.

L’obiettivo dell’incontro, convocato nell’ambito delle procedure di raffreddamento, era quello di tentare di individuare un punto di accordo per evitare lo sciopero e far rientrare lo stato di agitazione, proclamato dalle sigle sindacali a seguito dei ventilati licenziamenti della metà del personale della Misericordia.

A fronte di una crisi dell’Associazione, a cui non è estranea la condotta della Società della Salute che ha di fatto ignorato la situazione senza proporre alcuna soluzione, e dopo una girandola di avvicendamenti nella dirigenza, gli attuali amministratori -che si presentano più che altro nel ruolo di “curatori fallimentari”- hanno individuato chiaramente a chi far pagare le responsabilità della situazione finanziaria, gravata da un pesante debito le cui cause non risultano a tutt’oggi chiarite: chi dovrà essere sacrificato per ripianare la crisi debitoria saranno i lavoratori.

La minaccia -annunciata a mezzo stampa- del licenziamento di metà degli addetti qualora non vengano accettate le condizioni per nuovi contratti di solidarietà ad orario dimezzato (ridotto a 18 ore dalle attuali 24) ha provocato la proclamazione dello stato di agitazione, per revocare il quale sarebbero state necessarie a nostro giudizio due condizioni minime: la disponibilità alla riapertura del tavolo della trattativa con l’esplicita assicurazione da parte della Misericordia che non si sarebbero utilizzati i licenziamenti come ricatto morale e materiale verso i lavoratori per far loro accettare il dimezzamento dell’orario.

Di queste condizioni ne è stata recepita solamente una, cioè la riapertura del tavolo delle trattative per un rinnovo del contratto di solidarietà, mentre lo spettro dei licenziamenti rimane aperto per la formulazione ambigua dell’accordo che i Cobas non hanno perciò sottoscritto.

I termini della trattativa fanno quindi un passo indietro: non solo è ormai avallato l’annuncio della possibilità dei licenziamenti da parte della Misericordia, ma si è ulteriormente avvicinato il termine di scadenza dei contratti di solidarietà attualmente vigenti senza che una soluzione accettabile sia all’orizzonte.

I Cobas hanno pertanto deciso di mantenere lo stato di agitazione, rimettendosi all’assemblea dei lavoratori della Misericordia per decidere quali decisioni assumere di fronte alla reiterazione di una situazione di stallo in cui la minaccia dei licenziamenti continua ad incombere sul personale.

Confederazione Cobas Pisa

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