Un torto subito da un lavoratore è un torto fatto a tutti (IWW)

Le lavoratrici delle bancarelle: acceleriamo il trasferimento in Piazza Manin. Senza lavoro non c’è reddito ma solo miseria

Postato il 12 Novembre 2013 | in Lavoro Privato, Sindacato | da

Le lavoratrici delle bancarelle: acceleriamo il trasferimento in Piazza Manin. Senza lavoro non c’è reddito ma solo miseria

La lunga querelle sullo spostamento delle BANCARELLE ha dimenticato che una trentina di famiglie delle lavoratrici dipendenti sono da due mesi senza reddito, chi in cassa integrazione, chi ha perso il lavoro.

Salta agli occhi la irresponsabilità degli enti interessati e delle istituzioni nel cercare di risolvere questo problema, dalle bancarelle dipendono non solo i datori di lavoro (molti con mutui e debiti tanto per confutare il luogo comune secondo il quale i lavoratori Autonomi sarebbero benestanti ed evasori) ma quasi 30 dipendenti che hanno chiesto ascolto e aiuto ai sindacati e alle istituzioni senza trovare alcuna risposta.

Dal 13 settembre queste piccole aziende commerciali hanno chiuso e sono state rinchiuse dentro un recinto per poi essere distrutte in maniera coatta dopo una quindicina di giorni, l’ordine di chiudere con un azione di forza condotta dai reparti della celere e da carabinieri antisommossa e’ stata effettuata dal PREFETTO con l’approvazione del SINDACO.

Il problema e’ stato mascherato dalla necessità di ristrutturare il muro che divide l’ospedale Santa Chiara da Piazza del Duomo e la facciata dell’edificio SPEDALE NUOVO con interessamento anche della porzione che oggi ospita il museo delle SINOPIE (il quale deve subire anche altri interventi come il rifacimento del tetto causa infiltrazioni).

Gli operatori hanno proposto più volte soluzioni meno disastrose per loro e di conseguenza per quelle persone che lavorano alle loro dipendenze.

Una di queste proposte e’ stata di poter effettuare il lavoro a stralcio (alcune bancarelle alla volta spostando le attività progressivamente e in base all’avanzamento del cantiere. Ma purtroppo la risposta e’ stata sempre NEGATIVA perché secondo loro il cantiere era unico (240 metri per tutta la lunghezza dell’edificio muro compreso).

Ma a distanza di due mesi questa versione viene smentita dai fatti, infatti sono iniziati i lavori montando le impalcature solo intorno all’entrata del Museo delle Sinopie a dimostrazione che non c’era bisogno di rimuovere tutte insieme e in grande fretta le bancarelle.

Se si vuole riaprire al più presto le Sinopie per garantire un guadagno, perché lo stesso discorso non vale per le bancarelle?

Il guadagno dei piccoli imprenditori (BANCARELLAI) e il lavoro dei loro dipendenti a chi interessa?

Le lavoratrici dipendenti delle bancarelle si sentono presi in giro dalle scelte di questa Amministrazione comunale che calpesta ogni giorno il loro diritto al lavoro e per questa ragione indicono una conferenza stampa (mercoledi’ 13 ore 15 davanti a Palazzo Reale) per appellarsi alla Sovrintendenza per consentire una rapida soluzione al problema con il ritorno delle nuove bancarelle in piazza Manin.

Vogliamo lavoro, rispetto e dignità

Le lavoratrici dipendenti delle bancarelle

Cobas Lavoro Privato

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