Un torto subito da un lavoratore è un torto fatto a tutti (IWW)

L’affaire Grossi al Comune di Pisa

Postato il 9 Aprile 2014 | in Lavoro Pubblico, Scenari Politico-Sociali, Sindacato, Territori | da

E’ noto che le politiche della Giunta Comunale e del Sindaco di Pisa in materia di occupazione e di gestione dei servizi si siano distinte per due aspetti :

– diminuzione ed esternalizzazione del personale delle categorie medio basse e aumento stabile del numero dei dirigenti e dei costi delle strutture di vertice;

– utilizzo intensivo delle possibilità di ricorso alle gestioni indirette dei servizi, attraverso le convenzioni, i global service e gli affidamenti/subappalti di società pubbliche appositamente create.

Anche per queste condizioni la nostra avversione alla macrostruttura dirigenziale concepita nel 2011 dal Comune di Pisa era stata netta, perché la creazione di un’ articolazione con Dirigenti d’ Area e Dirigenti rappresentava comunque un’inutile e costosa sovrastruttura a prescindere dal numero delle figure previste.

Purtroppo solo i COBAS hanno individuato i pericoli contenuti in questo tipo di riorganizzazioni, che hanno determinato di fatto il mantenimento di cospicue risorse finanziarie a vantaggio delle figure dirigenziali, ma anche di riflesso per le altre figure responsabilità, a partire dalle posizioni organizzative.

Questi comportamenti messi in atto dal Comune di Pisa hanno determinato una concentrazione di salario ai vertici dell’ Ente diminunendo al contempo il salario accessorio disponibile per il restante personale già penalizzato da oltre cinque anni di mancati rinnovi dei CCNL.

Se a questo si aggiungono l’ incertezza e l’ instabilità prodottedi ormai da un decennio attraverso il costante ricorso a processi di esternalizzazione, si comprende quali stati d’animo si alimentano tra gli operatori e le figure amministrative del Comune.

Il fine è di ingenerare sfiducia nel personale dando fiato ai solerti sostenitori della “performance e delle valutazioni” che pensano di dimostrare come siano indispensabili le strutture che valutano ( dirigenti e P.Organizzative) e quanto poco utili sia il personale delle categorie alle dipendenze dell’ Ente per assicurare. E ovviamente per chi non accetta la valutazione non esiste alcuna concreta possibilità di rivedere il giudizio perchè tanto l’ufficio personale quanto l’organismo interno di valutazione se ne lavano letteralmente le mani.

Ancora una volta la “teoria del Comune leggero” che organizza e dirige gestendo di meno di fontanelliana memoria, prende corpo durante il mandato Filippeschi che alla fine si riallinea al suo antico mentore.

Ecco perché quando si tratta di Dirigenza il Comune di Pisa si fa in quattro per assicurargli stabilità, tranquillità e una buona remunerazione.

Il caso emblematico è quello del Dirigente Grossi.

  • Nel 2005 viene collocato in aspettativa per svolgere le funzioni di Amministratore Unico di Sepi;
  • All’ inizio del 2009 si dimette da Amministratore Unico di Sepi e rientra nei ruoli del Comune di Pisa;
  • Dopo poco tempo torna in aspettativa per ricoprire il ruolo di Direttore Generale di Sepi che nel frattempo era stato istituito.

Ma la storia non finisce qui. Con provvedimento del Sindaco il Dirigente Grossi a far data dal 02/4/2014 torna nei ruoli del Comune di Pisa con l’ incarico di Dirigente dell’ Area Risorse e Supporto.

Quello che suona come l’ ennesima beffa è la evidente disparità di trattamento fra dirigenza e personale delle categorie.

Ma a fronte di una riorganizzazione della dirigenza ( risale all’ anno 2011) quale necessità e urgenza c’era di ricoprire un posto di Dirigente d’ Area fino ad oggi rimasto scoperto? Si tratta di un posto vero, utile e di uno virtuale o nominale creato “su misura per cui si può andare avanti e indietro?

Nei confronti dei Dirigenti, la politica ( Sindaco e Giunta) è accondiscendente, come sempre ben disposta ad aprire i cordoni della borsa o ad assicurare i percorsi professionali che preferiscono, mentre ai lavoratori e lavoratrici delle categorie non vengono mai assicurate queste opportunità.

A quanto personale è stato realmente consentito di scegliere tramite opzione, al momento dei processi di esternalizzazione, se rimanere in Comune o andare nella nuova società? Ci sono Enti Locali sul territorio provinciale che hanno “svenduto” il proprio personale all’ interno di gare con cui appaltavano servizi già gestiti dai comuni.

Questo risultato è il prodotto della rinuncia del sindacato confederale ad aprire conflitti in ordine a diritti e tutele e gestione pubblica dei servizi, rendendo egemone quell’ impostazione neoliberista, che con il contributo interessato della Dirigenza, ha contagiato la politica che governa.

Allora ben tornato dott Grossi, di lei alla Sepi non sentiranno alcuna nostalgia, noi comunali ne avremmo fatto volentieri a meno di un nuovo dirigente visto che nel nostro Ente ce ne sono fin troppi e …lautamente pagati!

COBAS PUBBLICO IMPIEGO

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