Un torto subito da un lavoratore è un torto fatto a tutti (IWW)

La strage operaia quotidiana

Postato il 4 Dicembre 2013 | in Italia, Scenari Politico-Sociali | da

Dall’inizio dell’anno sono documentati *539* lavoratori morti per infortuni sui luoghi di lavoro e oltre* 1150* se si aggiungono i morti sulle strade e in itinere (stima minima su percentuali rispetto ai morti sul lavoro che ogni anno si rilevano costanti con variabili del 50/55% sul totale delle morti)….

Dal 1° gennaio 2008 giorno d’apertura dell’Osservatorio sono stati monitorati 3689 lavoratori morti sui LUOGHI DI LAVORO comprese le vittime morte anche molto tempo dopo a causa dell’infortunio. Con le morti sulle strade e in itinere si arriva a superare le 7200 vittime di infortuni mortali.

Un’autentica carneficina, mentre le statistiche “ufficiali” danno molto meno morti

..Moltissime vittime lavoravano in”nero” e alcune categorie non sono considerate “morti sul lavoro” solo perchè hanno assicurazioni diverse. Fino ad oggi Il 39 % sono morti lavoratori dell’ agricoltura dei quali, tantissimi schiacciati dal trattore.

Il 22,2% in edilizia, il 16,6% nei servizi, il 5,9% nell’industria (compresa la piccola industria e l’artigianato), il 5,4% nell’autotrasporto, molti altri morti sono in altre categorie che sono percentualmente più basse. Nel 2012 sono morti 1180 lavoratori (stima minima) di cui 625 SUI LUOGHI DI LAVORO ( tutti documentati). Si arriva a superare il numero totale di oltre 1180 vittime se si aggiungono i lavoratori deceduti in itinere e sulle strade che sono considerati giustamente, per le normative vigenti, morti per infortuni sul lavoro atutti gli effetti. … Non sono segnalati a carico delle province i lavoratori morti sul lavoro che utilizzano un mezzo di trasporto e i lavoratori deceduti in autostrada: autisti, camionisti, ecc.. e lavoratori che muoiono nel percorso casa-lavoro / lavoro-casa. La strada può essere considerata una parentesi che accomuna i lavoratori di tutti i settori e che risente più di tutti gli altri della fretta, della fatica, dei lunghi percorsi, dello stress e dei turni pesanti in orari in cui occorrerebbe dormire, tutti gli anni sono percentualmente dal 50 al 55% di tutti i morti sul lavoro. Purtroppo è impossibile sapere quanti sono i lavoratori pendolari sud-centro nord, centro-nord sud, soprattutto edili meridionali che muoiono sulle strade percorrendo diverse centinaia di km nel tragitto casa-lavoro, lavoro-casa. Le province con più di 5 morti sui luoghi di lavoro e numero totali delle morti sui luoghi di lavoro nelle regioni:

Genova 16 morti (Liguria 22).

Roma 11, Latina 5 (Lazio 23).

Brescia 15, Milano 15, Pavia 7, Bergamo e Como 6, Sondrio 5 (Lombardia 67).

Torino 13, Cuneo 10 (Piemonte 33).

Chieti 11, Pescara 6, L’Aquila 5 (Abruzzo24).

Foggia 12, Bari 10, Taranto 5(Puglia 32).

Cosenza 12, Vibo Valentia 5 (Calabria 27).

Palermo 12, Messina 8, Trapani 8, Agrigento 7, Ragusa 5 (Sicilia 47).

Bologna 9, Modena, Parmae Ferrara 6, Reggio Emilia 5 (Emilia Romagna 43).

Verona 11, Padova eTreviso 7, Venezia e Rovigo 5 (Veneto 41).

Salerno 12, Napoli 8, Avellino 6(Campania 33).

Cagliari 8 (Sardegna 15). Perugia 11 (Umbria 12).

Ancona 9(Marche 20).

Trento 7 (Trentino Alto Adige 11)

Siena 7, Pistoia e Firenze 6 (Toscana 32)

Friuli Venezia Giulia 8

Basilicata 4

Molise 6

Val D’Aosta 1.

da Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro

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