Un torto subito da un lavoratore è un torto fatto a tutti (IWW)

La lotta paga: il Governo fa marcia indietro sugli scatti di anzianità. Ma il conflitto prosegue sugli altri punti di “sofferenza” della scuola

Postato il 22 Gennaio 2014 | in Italia, Scenari Politico-Sociali, Scuola, Sindacato | da

Il 17 gennaio il Consiglio dei ministri ha fatto una netta retromarcia sugli scatti di anzianità. Dopo che il governo Letta-Alfano-Renzi-Napolitano aveva tentato di scippare docenti ed Ata della parziale quota di scatti ricevuti nel 2013, il CdM, mentre i Cobas e i settori più sofferenti dei lavoratori/trici manifestavano davanti al MIUR, ha approvato un Decreto che si impegna a: 1) rinunciare a riprendersi gli aumenti concessi; 2) continuare la trattativa per il pieno riconoscimento del 2012 al fine degli scatti di docenti ed Ata. Vedremo se seguiranno i fatti ma per ora si conferma, come già per gli “inidonei”, che la lotta paga, e se condotta con decisione e consenso di massa può battere anche l’indecente complicità tra casta politica e sindacati di Stato. Restano però irrisolte le questioni dell’altra operazione di “scippi e recuperi” ai danni del salario aggiuntivo di moltissimi Ata e quelle del congelamento del 2013 e 2014 ai fini degli scatti e del blocco dei contratti dal 2010 al 2014 incluso.

E’ dunque cruciale mantenere alto il livello della lotta, secondo quanto emerso dalla eccellente giornata di dibattito e di conflitto del 17 stesso, nel Convegno CESP, nella manifestazione davanti al MIUR e nella trattativa con i rappresentanti ministeriali. Ove i Cobas, insieme ai delegati/e della “cordata” di insegnanti ed Ata in lotta sui principali punti di “sofferenza” della scuola, hanno anche ricordato ai dirigenti del MIUR che i salari di docenti ed Ata hanno perso il 15% nell’ultimo quinquennio, che i lavoratori/trici ad un passo dalla pensione (quota 96) sono costretti a lavorare per altri cinque o sei anni, che i docenti “inidonei” non hanno ancora la certezza che la loro “deportazione” sia annullata per sempre, mentre i precari Ata non sono ancora stati immessi in ruolo; che i quiz Invalsi celebreranno nuovamente i propri assurdi riti il prossimo maggio, mentre procedono i sedicenti “Bisogni Educativi Speciali” (BES) – una sorta di “manicomializzazione” degli studenti – e gli insegnanti di religione sono gli unici ad avere il posto sicuro in una scuola ove non vengono istituite le cattedre della materia alternativa, né vengono assunti i “modelli viventi”.

Per questo i Cobas e i docenti ed Ata in lotta rafforzeranno la mobilitazione per garantire che la marcia indietro del governo sugli scatti sia davvero tale e che gli scatti siano “scongelati” per il 2012, 2013 e 2014; per l’annullamento del taglio del salario aggiuntivo per gli Ata; per la fine del blocco dei contratti e un aumento a docenti ed Ata di 300 euro mensili a parziale recupero di quanto perso negli ultimi anni; per l’immediato pensionamento dei “quota 96”, la definitiva liberazione dall’incubo della deportazione per i docenti “inidonei” e la assunzione stabile degli Ata precari; per l’istituzione di migliaia di cattedre della materia alternativa alla religione – che darebbe lavoro ad altrettanti precari – il pieno riconoscimento salariale e normativo del lavoro degli ITP e dei “modelli viventi”; per la cancellazione dei quiz Invalsi, dei BES e dei loro effetti sull’immiserimento culturale e sulla “psichiatrizzazione” della scuola; per il massimo sviluppo del diritto all’istruzione per i cittadini detenuti/e; per la restituzione del diritto di assemblea in orario di lavoro a tutti/e.

Piero Bernocchi
portavoce nazionale COBAS

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