Un torto subito da un lavoratore è un torto fatto a tutti (IWW)

La guerra infinita tra morti sul lavoro e suicidi di disoccupati

Postato il 4 Maggio 2013 | in Italia, Scenari Politico-Sociali | da

Ancora una volta siamo a registrare un gravissimo incidente sul  lavoro, vittima un giovane elettricista di 29 anni che rischia la vita. Gabriele Bertolani si aggiunge tragicamente alla lista degli infortuni sul lavoro, mentre stava svolgendo un intervento di manutenzione ordinaria in un palazzo dell’ Inps di Carrara, per cause ancora da accertare, e’ precipitato da una finestra riportando lesioni gravissime, quasi mortali.

Anche se le cause effettive sono da accertare, sappiamo che la causa sovrana e’ sempre la stessa, il profitto o la ricerca spasmodica di profitto abbassando il costo del lavoro e azzerando le condizioni di sicurezza. La crisi ha creato una situazione assai pericolosa per la salute e la vita dei lavoratori, infatti con gare di appalto al maggior ribasso, con aziende che ricattano i lavoratori con la minaccia dei licenziamenti , il mondo del lavoro ha fatto un balzo in dietro di cinquanta anni.

La tutela della salute dei lavoratori tanto sbandierata sulla carta e’ in pratica considerata uno spreco di denaro e oltretutto chi volesse invece tutelare i propri dipendenti si trova ad essere fuori mercato dovendo applicare prezzi assai piu’ alti rispetto ad altre aziende senza scrupoli. Ad aggravare una situazione gia’ critica si aggiunge tutto quel mondo di lavoratori in nero privi di ogni riconoscimento e dei quali non esiste nessun censimento infortunistico. Fatti di cronaca mostrano anche lavoratori gravemente infortunati abbandonati fuori da cantieri e luoghi di lavoro pur di non far emergere situazioni di gravi mancanze in materia di sicurezza e tutela della salute. Tutto ciò non accade solo nel Sud ma in ogni regione d’Italia

Questa situazione e’ inaccettabile , chi deve garantire il rispetto delle regole sembra essere latitante o connivente o comunque tende a giustificare o a spiegare  certi comportamenti come naturale ripercussione della crisi economica .
Nello stesso tempo ogni giorno dei lavroatori rimasti disoccupati cadono vittime di dipendenze o scelgono, per disperazione e miseria il suicidio, rassegnati ad una condizione di vita che sembra non conoscere soluzioni e miglioramenti
Noi non accettiamo di rischiare la vita per il lavoro, lavoriamo per vivere non vogliamo lavorare per morire.

CONFEDERAZIONE COBAS

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