Un torto subito da un lavoratore è un torto fatto a tutti (IWW)

Intervista all’avvocato Anna Brambilla (comitati antirazzisti)

Postato il 28 Ottobre 2013 | in Italia, Mondo, Scenari Politico-Sociali | da

È passato quasi un mese dal 3 ottobre, data di uno dei più grandi naufragi avvenuti nel Mediterraneo. Cosa è accaduto in questo lasso di tempo? Quali sono i segnali provenienti dal mondo politico italiano ed europeo?

Il naufragio del tre ottobre scorso e quello di pochi giorni successivo che hanno provocato la morte di più di 500 persone rappresentano il culmine (ad oggi) di una lunga fila di morti, di bare, di persone senza nome che morte o vive si sono presentate davanti ad i nostri occhi. Affermare però che questi ultimi due naufragi abbiano portato ad un cambiamento di registro dei discorsi politici italiani ed europei sull’immigrazione sarebbe falso. Le lacrime, quelle ci sono state, ma la “banalità del male” tanto ben descritta da Anna Harendt con riferimento ad altri contesti, è così tanto più forte che come ben ha espresso la scrittrice spagnola Almudena Grandes “l’insopportabile banalità di così tante morti non cambierà di un virgola la politica comunitaria” (Internazionale 18 ottobre 2013 p. 29).

Leggi l’intera intervista in allegato

http://www.cobasconfederazionepisa.it/wp-content/uploads/2013/10/intervista.pdf

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