Un torto subito da un lavoratore è un torto fatto a tutti (IWW)

I Cobas scrivono al Sindaco di Buti

Postato il 6 Ottobre 2014 | in Lavoro Pubblico, Scenari Politico-Sociali, Sindacato, Territori | da

Caro Sindaco..noi abbiamo coraggio e non abbandoniamo il conflitto che abbiamo iniziato!

Ripartiamo dalle mancata fornitura delle divise di lavoro dei dipendenti operai del servizio manutenzione del Comune di Buti, ma anche dalla richiesta di incontro al Sindaco inviata dai Cobas ( nell’ interesse dei cittadini) per affrontare temi legati all’ improvvisazione organizzativa con cui “capi tecnici e politici del Comune” gestiscono iservizi di manutenzione degli operai , servizi per i quali i cittadini pagano le tasse.

Ci sembrava normale che per un Sindaco assumersi le responsabilità delle proprie scelte se chiamato a risponderNE da lavoratori e sindacato.

Piacerebbe confrontarci su certe scelte che ha fatto il Sindaco con il bilancio e che hanno dimenticato i diritti dei lavoratori, ma anche su certi modi di gestire la cosa pubblica e i servizi di manutenzione perché abbiamo l’ impressione ( che a suon di chiacchiere come fa Renzi) in realtà anche il Comune dI Buti stia proseguendo sulla strada di consegnare i servizi ai privati.

D’altra parte chi vive di immagine e la utilizza per amministrare, non sapendo di solito far funzionare le cose, agisce così e si nasconde!

Noi accusiamo il primo cittadino del Comune di Buti perché non ha il coraggio di confrontarsi con noi su certi temi, sfugge al confronto anche se tende ad ingerire nel campo della gestione dei servizi riservata ai dirigenti e funzionari responsabili, che fra l’ altro si è nominato e paga accordando loro piu’ soldi, soldi che comunque provengono dalle tasche dei cittadini mentre i dipendenti pubblici da ormai 6 anni si vedono negato il rinnovo contrattuale.

Fra l’ altro lo fa nascondendosi dietro personaggi istituzionali ( ma non avevano altri doveri da svolgere?) , senza metterci la faccia, e questo è ancor più inverosimile e sorprendente da parte di dipendenti di ente pubblico che conoscono bene e sulla loro pelle, cosa significano le “intrusioni” della politica nella gestione dei servizi dei comuni e quanti interessi si nascondano dietro i processi di “privatizzazione” , presupposto di negazione dei diritti, abbassamento dei salari, precarietà occupazionale.

Se la politica ha qualcosa da contestare nell’ ambito dei suoi ruoli di indirizzo lo faccia nei modi corretti nei confronti di chi ha incaricato di organizzare i servizi, troppo facile prendersela con chi ha ruoli operativi\esecutivi e che tutti i giorni è frastornato da disposizioni assenti, e se emanate, risultano spesso poco chiare se non contraddittorie.

Ci saremmo aspettati da chi ha conosciuto e provato questi percorsi una diversa etica della responsabilità politica! Ma è evidente che i “ruoli” ( o le poltrone?) di potere producono una amnesia mentale che fa dimenticare l’ obbligo di rendere conto, del resto la coerenza di comportamenti obbligherebbe anche i sindaci a confrontarsi anche con chi li critica. Perché dal confronto hanno da guadagnare tutti: lavoratori e cittadini. Allora sindaco, perchè non incontra i Cobas e non accetta il confronto?

COBAS PUBBLICO IMPIEGO

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