Un torto subito da un lavoratore è un torto fatto a tutti (IWW)

E’ tempo di cambiare

Postato il 12 Giugno 2013 | in Scenari Politico-Sociali, Territori | da

Riceviamo e pubblichiamo da parte di Don Agostino Rota Matir

Carabinieri nei campi Rom – Mai mandato i bambini a scuola denunciati 40 genitori” (Il Tirreno Pisa del 7 giugno 2013)

Il senso dell’articolo sembra sottolineare la preoccupazione dell’abbandono scolastico da parte degli alunni rom e le sue conseguenze. Sarà veramente questa la prima preoccupazione? Ho delle perplessità!

Niente scuolabus per i i bimbi del campo Rom” (Il Tirreno Pisa del 27 Ottobre 2010).

Il senso di quell’articolo invece è diametralmente opposto: siccome è un campo “abusivo”, mantenere un servizio per la scuola dei bambini Rom, significherebbe incentivare o incoraggiare i loro genitori a rimanere al campo. Si chiedeva ai Direttori scolastici di Marina di non accettare le iscrizioni dei bambini Rom. del campo in questione. Strano che nessun carabiniere allora si è presentato al campo Rom per tutelare il diritto alla scuola degli stessi bambini rom. Diritti e regole..valgono per tutti, o no?

Ma non è tutto! Per dare ancora più forza alle affermazioni dell’allora assessore Ciccone, il comune invia i suoi solerti funzionari a chiudere acqua e elettricità all’intero campo..è la tattica collaudata dell’assedio ad oltranza, che dura fino ad oggi. Ma i risultati sperati dal comune non ci sono..i Rom sanno resistere e non lasciano il campo.

Nel frattempo la regione Toscana aggiudica la somma di € 400,000 al comune di Pisa per l’integrazione Rom, e nella delibera (n° 1009 del 21-11-2011) si parla esplicitamente anche del campo della Bigattiera..ma nel Luglio 2012 acqua e luce vengono chiuse dallo stesso Comune di Pisa. Ancora non si sa come vengono spesi quei soldi. Ma questo non sembra preoccupare più di tanto. So per certo che quando arrivano dei finanziamenti destinati ai Rom, spesso iniziano i guai per i diretti destinatari: i soldi producono altri esclusi, nuovi sgomberi.. invece di usarli per “custodire” le persone, finiscono con l’escluderle. Papa Francesco ce lo ha ricordato: “Dio ci dice di custodire le persone, non i soldi”. Spesso, in nome dei soldi le persone vengono scartate. Ecco la “cultura dello scarto”, non solo per le cose, peggio ancora quando nella lista vengono inseriti esseri umani.

Mi sono piaciuti diversi passaggi dell’intervento del presidente della Pubblica Assistenza del litorale di Pisa, non solo perché conferma alcune mie convinzioni sulle ambiguità delle politiche sociali di questi ultimi 5 anni, in materia di inclusione Rom..sopratutto quando sottolinea l’isolamento della comunità rom e invita a costruire cammini di solidarietà. Sono convinto che in questi anni in nome dell’inclusione, si è costruito invece, un muro di isolamento, di netta separazione; è mancata una vera ed autentica relazione, illudendoci di affidarla solo a chi lavorava nel settore, e diversi di questi anche per una loro incapacità-ambiguità o perché impediti di entrare in un rapporto costruttivo con una cultura diversa dalla propria, di fatto hanno contribuito all’isolamento e al diffondersi della discriminazione in città: “Si tratta di confrontarsi tra persone di etnie diverse per capire i reciproci punti di vista e condividere le metodologie.” (Aldo Vittorio Cavalli)

La solidarietà autentica, non la realizzano i “funzionari”, soprattutto quando le politiche sociali si confondono e si identificano con una certa psicosi della sicurezza! Il caso della “sposa bambina” di Coltano è emblematico e dovrebbe insegnare tantissime cose e soprattutto un cambio radicale di mentalità e non solo.

Solidarietà, non Carità? Dipende da cosa intendiamo per carità..a volte in nome di una solidarietà, ma priva di “compassione evangelica” (tipica dei profeti di ieri e di oggi), rischiamo di fare dei disastri sulla pelle dei poveri. La carità sa coniugarsi anche con la giustizia, per non rischiare di essere sterile, come c’è pure il pericolo di una solidarietà ambigua e contraddittoria, soprattutto oggi. Se devo scegliere tra una politica sociale che lascia senza acqua, luce e riparo delle intere famiglie Rom e una carità che offre panini, docce ,vestiti puliti e anche qualche spicciolo..non ho dubbi chi scegliere ed appoggiare. Ma questo è un discorso lungo e ricco di stimoli. Entrambe possono camminare insieme, aiutandosi e arricchendosi reciprocamente. Se non perdiamo l’umanità in noi, possiamo cambiare in meglio.

don Agostino Rota Martir – 10 Giugno 2013 – campo Rom Coltano

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