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Donne in bianco al Parlamento

Postato il 14 Marzo 2014 | in Italia, Scenari Politico-Sociali | da

www.resistenze.org – osservatorio – italia – politica e società – 12-03-14 – n. 489

Donne in bianco al Parlamento

di Tiziano Tussi

Il ridicolo non ha più limite. Nella discussione in Parlamento sulla legge elettorale si è arrivati alla farsa della pretesa per legge di posti obbligatoriamente attribuiti, nelle liste bloccate, a donne e a uomini nello stesso numero. Richiesta fatta dalle donne deputate. Così se ci sono donne più capaci degli uomini in una certa situazione non potrebbero essere messe in lista in maggioranza e neppure in caso contrario, in minoranza rispetto all’altro sesso. In modo tale da fare decidere a una ripartizione proporzionale esattamente uguale disparità d’intelligenza politica locale. Insomma una scemenza bella e buona così come lo è stata, in altra situazione, la richiesta di decidere per legge quali argomenti possano essere di oggetto di studio indirizzato. Questo per la questione della shoah. Chi la nega dovrebbe essere passibile di pena giudiziaria e non solo di imbecillità scientifica.

Insomma definire per legge una dialettica sociale celandosi dietro al fatto che gli uomini – per le quote rosa – si sono sempre dimostrati sessisti non fa cogliere appieno lo stesso comportamento di donne di potere così come storicamente si è rivelato in molti parti del mondo. Personaggi come Margaret Thatcher, Angela Merkel, Condoleezza Rice, tanto per citarne solo alcune, sono donne e donne di potere. Anche loro con uno spirito maschilista? La banalità e la scemenza di tali possibili giudizi balza agli occhi. Ed eccole lì le donne del Parlamento, compresa la Presidente dello stesso, vestite di bianco per dimostrare la loro alterità agli uomini. E fa un po’ ridire vedere che tra le più accanite vi sono le donne di Forza Italia, scelte dal capo, uomo, per tali posti politici altrimenti da loro neppure sognati. Così come alcune donne del PD di ultima leva, al seguito del fanciullino Renzi. Per fortuna tale inutilità è stata respinta dal voto segreto dell’aula parlamentare. Perciò ora le donne possono insorgere contro il sessismo dell’uomo e farne una giaculatoria di lamenti continui.

La legge parlamentare sulle modalità di voto non è stata fermata dalle donne per la sua totale antidemocraticità, sia dalle donne di Forza Italia che da quelle del PD. Non è stata osteggiata perché fa scempio dei diritti fondamentali dell’uomo, inteso come essere umano, e che la Rivoluzione Francese, rivoluzione borghese e liberale aveva introdotto, e cioè una testa un voto, ma solo perché non osservante l’imbecillità delle quote rosa. Invece che una posizione politica di decenza democratica contro una legge che ricorda quella del 1923 – legge Acerbo – con la quale Mussolini prese il potere dittatoriale tramite passaggio democratico, e quella tentata nel 1953 – chiamata legge truffa , rifiutata per pochi voti dall’elettorato – le donne, tanto sensibili ai diritti della persona, si sono unite in un solo coro contro la disparità sessista.

La miopia delle nostre parlamentari donne è pari alla miopia dei nostri parlamentari uomini che si stanno infilando in un sistema dittatoriale-democratico che ha già dato frutti marci nel 1924.

Ma la storia non ha mai insegnato nulla a nessuno. E perciò persino ripetitivo, ma utile, ricorrere a Karl Marx: le cose accadono sempre due volte nella storia, la prima come tragedia e la seconda come farsa (Il 18 Brumaio di Luigi Bonaparte) e qui si deve leggere Mussolini e Renzi. Ora siamo però ad una riedizione farsesca che sa più di squallido avanspettacolo. E non c’è nulla da ridere.

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