Un torto subito da un lavoratore è un torto fatto a tutti (IWW)

Apologia della precarietà: i precari sono la metà della forza lavoro

Postato il 31 Agosto 2013 | in Lavoro Privato, Lavoro Pubblico, Sindacato | da

Da un recente rapporto Istat si evince che i contratti precari sono il 47% della forza lavoro totale ossia quasi la metà . Chi per anni ha raccontato la favola dei troppi lavorator con il posto fisso viene smentito dalle statistiche

Cambiano perfino le definizioni e l’Istat parla di lavori “parzialmente standard” per raccogliere le innumerevoli tipologie del lavoro precario.

Tra le cause di una economia stagnante e ben lontana dalla ripresa ci sta proprio la natura precaria della occupazione e la assenza di progetti di ricerca e di investimento pubblico a fini occupazionali, l’Italia è del resto il paese dove più è cresciuta la precarietà.

In Italia i contratti a tempo indeterminato e a pieno compenso sono dodici milioni, pari poco più del 53% degli occupati, il 4% in meno di 9 anni fa .

Se nel passato il ricorso al part time era per lo più volontario, una scelta di vita di tante donne costrette a tagliarsi ore di lavoro e salario per seguire figli, genitori anziani, oggi il part time viene imposto dalle aziende e sempre più numerosi sono in tempi di crisi gli accordi che traformano i contratti full time in part time

In questi 5 anni le partite iva sono arrivate a circa 5 milioni a dimostrare che molti contratti atipici sono rapporti di lavoro dipendente mascherati da prestazioni autonoma. Se guardiamo al settore privato si vede la partita iva come elemento “nuovo” ma nel pubblico i contratti part time sono sempre più diffusi tanto è vero che nell’immaginario collettivo si fa strada l’idea che per entrare nel mondo del lavoro si debba partire da contratti peggiori, stipendi più bassi, rapporti di lavoro a tempo parziale. Questi sono i risultati della ideoloegia dominante che tra trasformato i diritti in privilegi e le legittime istanze dei senza lavoro in assurde pretese. Per passare ad un contratto full time e a uno stipendio in linea con i pur pessimi contratti nazionali ormai ci si impiega anni, anni tra precariato, part time e una condizione di ricattabilità e di sfruttamento che non fa crescere l’economia e annienta solo i lavoratori\trici

Confederazione Cobas

per il Cobas

Federico Giusti

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