Un torto subito da un lavoratore è un torto fatto a tutti (IWW)

Il problema del “fastidio da caldo”

Postato il 31 Luglio 2026 | in Sicurezza sul lavoro | da

Riporto a seguire e in allegato (file “26 07 02 Considerazioni sul fastidio da caldo.pdf”) le mie considerazioni, da tecnico della salute e della sicurezza, sul problema relativo appunto al “fastidio di caldo”.

Nelle considerazioni a seguire faccio anche riferimento al documento “Se sicurezza e salvaguardia della salute arrivano dopo la tutela degli interessi dell’impresa” di Federico
Giusti (CUB Pisa ed Emiliano Gentili Ricercatore sociale) entrambi appartenenti al Centro studi politico-sindacale, documento che riporto anch’esso in allegato (file “Decreto caldo – Luglio 2026.pdf”).

Il mio documento è disponibile, pubblicato proprio da Federico Giusti, anche all’indirizio della rete:

https://delegati-lavoratori-indipendenti-pisa.blogspot.com/2026/07/il-problema-del-fastidio-da-caldo.html

Per chiarezza, quando parlo di “autointervista” intendo un video “selfie” sull’argomento “caldo sui luoghi di lavoro” che produrrò in questi giorni, su richiesta del CUB.

IL PROBLEMA DEL “FASTIDIO DA CALDO”

In vista della “autointervista” che mi hai chiesto oggi, metto in evidenza alcuni aspetti che
tratterò e che vanno molto al di là di semplici giudizi FASTIDIO che dà il caldo estremo a TUTTI e non solo a lavoratori che operano in ambienti microclimatici “normali” e non “estremi”, a seguito di esperienza diretta in fabbrica e successivamente come consulente.

Credo, come tecnico della salute e della sicurezza, che ciò sia doveroso.

Nel documento che mi ha inviato Federico Giusti (CUB Comune di Pisa) si parla in generale di quali siano le condizioni climatiche dell’ambiente di lavoro che provocano solo un discomfort per i lavoratori (microclima).

Ciò, al di là delle lamentele espresse dei lavoratori, costituisce un rischio trasversale alla
“media delle popolazione non lavorativa”: anche chi non lavora patisce queste ondate di calore anomalo.

Su questo aspetto il datore di lavoro può intervenire, ma sorge spontanea una domanda. Il “normale” cittadino che non può spendere soldi per acquistare un condizionatore, da chi
viene tutelato?

Il caldo lo patiscono tutti o solo il lavoratori.

Ben diverso è il caso dei lavoratori che operano nei cosiddetti “ambienti di lavoro estremi caldi” (acciaierie, vetrerie, fabbriche di piastrelle, lavoro all’aperto) per i quali il caldo
sopportato è ben oltre quello patito dalla “media delle popolazione non lavorativa”.

In un’ottica di PRIORITÀ, occorre preoccuparsi prima di tali tipi di situazione lavorative,
adottando le procedure di tutela della salute da CALDO ESTREMO che diffondo da anni (ovviamente sulla base di dati di letteratura).

Una cosa è il FASTIDIO da caldo che, ripeto, patiscono tutti, una cosa sono i rischi da caldo
estremo (ad esempio il “colpo di calore”) che patiscono alcune categorie di lavoratori.

Nel documento di cui sopra si ripetono poi troppo spesso termini come “ammortizzatori sociali”, “riduzione dei salari”. “pubblica autorità” “richiesta di integrazione salariale”, che “dovrebbe quindi essere considerata in termini assai più estensivi”.

Non mi sembra che il solito baratto tra “salute e sicurezza” e “salario” sia quello da cui partire!

Nel documento si dice poi che “Sarebbe inoltre auspicabile, alla luce di questi eventi eccezionali, una generalizzata revisione dei Documenti di Valutazione dei Rischi (DVR)”.

Ma questa revisione dei Documenti di Valutazione dei Rischi la vogliamo chiedere solo quando fa caldo e tutti (lavoratori o meno) si lamentano.

Quando mai si chiede una revisione della Valutazione (e quindi una applicazione di misure di prevenzione e protezione) dei rischi per la salute derivanti da agenti chimici, ologici,
fisici, cancerogeni, amianto)?

Forse perché quelli non fanno “notizia”, passata l’estate.

Ad esempio, di mesotelioma pleurico si crepa dopo vent’anni senza che NESSUNO abbia mai affrontato da subito i veri problemi della salute del lavoro legati all’amianto, perché le polveri di amianto che TUTTI respiriamo non hanno un andamento stagionale, ma sono presenti tutto l’anno, anche in autunno e in inverno?

Da ultimo, occorre fare capire a tutti (lavoratori o meno) che interventi MOMENTANEI
tecnico-organizzativi di mitigazione del clima non risolvono assolutamente il vero problema: quello della desertificazione del pianeta terra.

A settembre, quando sarà (forse) meno caldo TUTTI quanti non si lamenteranno più del caldo e non si preoccuperanno più di “tutela della salute sul lavoro”.

TUTTI non hanno capito che siamo di fronte a un disastro ambientale di cui TUTTI sono responsabili nei loro comportamenti di consumatori compulsivi di beni inutili (acqua in bottiglie di plastica, SUV da 300 kW a non finire, condizionatori e riscaldamenti a palla, viaggi in aereo e in navi da crociera in tutto il mondo, acquisto di merce varia, solo perché cambiata la moda…).

TUTTI dimenticheranno il FASTIDIO di questa stagione, senza pensare che quella del 2027 sarà ancora peggio.

Credo che quest’ultimo sia l’unico messaggio da trasmettere in maniera ideologica e sociale.

Il resto sono solo lamenti “stagionali”.

 

Allegati:

26 07 02 Considerazioni sul Fastidio da caldo

Decreto caldo – Luglio 2026

 

Marco Spezia
Tecnico della Salute e della Sicurezza

 

Tratto dalla Mailing List Sicurezza sul Lavoro 

 

 

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