Un torto subito da un lavoratore è un torto fatto a tutti (IWW)

I Cobas presenti anche ad Amendolara contro il caporalato

Postato il 8 Giugno 2026 | in Sindacato | da

Il caporalato è una forma illegale di reclutamento e sfruttamento della manodopera, diffusa soprattutto nel settore agricolo (ma presente anche nell’edilizia e nella logistica). I “caporali” fanno da intermediari tra le aziende e i lavoratori, spesso migranti o persone in condizioni di forte vulnerabilità, imponendo turni massacranti, paghe da fame (ben al di sotto dei minimi di legge) e privando i lavoratori dei più basilari diritti e misure di sicurezza.

In Italia, sebbene la legge 199 del 2016 abbia introdotto sanzioni penali severe sia per i caporali sia per i datori di lavoro che ne sfruttano i servizi, il fenomeno resta una piaga sociale ed economica difficile da estirpare.

L’episodio di Amendolara di questi giorni purtroppo non è l’ unico episodio di repressione infatti quando si parla di caporalato e della lotta per i diritti bracciantili, un altro episodio storico e tragico è legato alla cittadina di Amendolara, in Calabria.

Negli anni ’70 e ’80, la zona dell’Alto Jonio cosentino era un fulcro della raccolta delle arance e di altri prodotti agricoli, dove il caporalato dettava legge. Nei primi anni ’80 (con un picco drammatico nel 1981), la tensione tra i braccianti che provavano a ribellarsi e i caporali sfociò in violenza. Ad Amendolara si registrarono duri scontri, intimidazioni e l’assassinio di lavoratori e attivisti che chiedevano semplicemente il rispetto dei contratti collettivi e la fine del monopolio dei caporali sul trasporto e sul collocamento.

L’impatto: Quell’episodio accese i riflettori nazionali sulla ferocia delle organizzazioni che gestivano il caporalato in Calabria, dimostrando come il fenomeno non fosse solo un illecito economico, ma una vera e propria espressione di controllo criminale del territorio, spesso legata alla criminalità organizzata.

Di questo nessuno ne parla. Altri territori fortemente soggetti al fenomeno sono il Foggiano e il Rosarnese.

Per noi Cobas, il contrasto al caporalato non è solo una battaglia contrattuale, ma una mobilitazione politica più ampia contro la precarietà e per la restituzione della dignità e della sicurezza a tutti i lavoratori invisibili.

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