Un torto subito da un lavoratore è un torto fatto a tutti (IWW)

Braccianti arsi vivi a Cosenza: l’ennesima tragedia dell’invisibilità

Postato il 3 Giugno 2026 | in Sicurezza sul lavoro, Sindacato | da

Un minivan in fiamme in un’area di servizio a ad Amendolara, in provincia di Cosenza. Dentro, dei braccianti immigrati che non hanno avuto scampo.

Lo sfruttamento della terra e la piaga del caporalato continuano a mietere vittime. Uomini e donne ancora una volta senza nome, avvolti dal silenzio, dalla precarietà e, infine, dall’oblio che ne cancella persino la morte.

Questo tragico evento è solo l’ultimo tassello di un mosaico lugubre, in cui i lavoratori stranieri vengono spremuti e poi abbandonati moribondi ai bordi delle strade. Un sistema basato sul ricatto, sull’isolamento e sulla totale privazione dei diritti.

Il primo giugno, in Calabria, si è consumato l’ennesimo orrore. Questi lavoratori sono stati disumanizzati non solo dai loro aguzzini, ma anche da uno Stato che spesso sceglie di non vedere, rendendosi complice di un’economia di sfruttamento che in agricoltura è diventata la regola. Niente leggi, niente controlli, nessuna tutela per esseri umani ridotti in schiavitù e, infine, uccisi.

Di chi è la colpa?

Il sangue di queste vittime ricade su una precisa catena di responsabilità:
Uno Stato assente e complice, che rinuncia a vigilare e a proteggere i più fragili.
I caporali, criminali violenti e senza scrupoli che gestiscono le braccia e le vite.
Un’economia ingorda e malata, che mette il profitto davanti alla dignità umana.
Una società indifferente, che esige il prezzo più basso sullo scaffale del supermercato, ignorando il costo in vite umane pagato per alimentare il nostro benessere.

   Invia l'articolo in formato PDF   

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

PARTECIPAZIONE

Archivi

Tag Cloud