October 30, 2026
Il COBAS Pubblico Impiego del Molise ritiene necessario intervenire nel dibattito sull’autonomia differenziata, alla luce delle rilevanti conseguenze che la sua attuazione potrebbe determinare sull’organizzazione dei servizi pubblici, sull’uguaglianza dei cittadini e sulle condizioni economiche e sociali delle Regioni caratterizzate da maggiori fragilità strutturali.
La nostra organizzazione sindacale considera imprescindibile la difesa dell’unità della Repubblica, della solidarietà nazionale e dell’uguaglianza sostanziale dei cittadini, principi sanciti dagli articoli 2, 3 e 5 della Costituzione. Riteniamo, tuttavia, che una questione di tale rilevanza debba essere affrontata attraverso un’analisi rigorosa delle sue implicazioni costituzionali, economiche e sociali, evitando che il confronto si esaurisca in una contrapposizione tra schieramenti politici.
Non può essere ignorato che il percorso dell’autonomia differenziata affonda le proprie radici nella riforma del Titolo V della Costituzione del 2001, approvata dalla maggioranza parlamentare di centrosinistra dell’epoca, che ha introdotto nell’articolo 116, terzo comma, la possibilità di attribuire ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia alle Regioni. La successiva legge n. 86 del 2024, sostenuta dall’attuale maggioranza di Governo, ha disciplinato l’attuazione di tale previsione costituzionale, sollevando rilevanti questioni di legittimità costituzionale.
Le responsabilità politiche e istituzionali devono pertanto essere considerate nell’intero percorso che ha condotto all’attuale assetto normativo, senza attribuzioni esclusivamente riconducibili a uno schieramento. La difesa dei diritti costituzionali non può essere subordinata alle convenienze politiche del momento.
La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 192 del 2024, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di diverse disposizioni della legge n. 86/2024, riaffermando la necessità di rispettare i principi di solidarietà, sussidiarietà e uguaglianza, nonché il ruolo del Parlamento nella definizione delle forme di autonomia. Tale pronuncia impone particolare attenzione alle modalità di trasferimento delle funzioni e alle conseguenze che potrebbero derivarne per le Regioni economicamente e strutturalmente più deboli.
Il Molise rappresenta, sotto questo profilo, una realtà particolarmente esposta. Il prolungato commissariamento della sanità, le difficoltà nell’accesso alle prestazioni, la mobilità sanitaria passiva, le carenze di personale, le criticità del sistema dei trasporti, lo spopolamento e la progressiva riduzione dei servizi essenziali costituiscono elementi che impongono una valutazione particolarmente rigorosa delle conseguenze dell’autonomia differenziata.
Si tratta di problematiche che precedono l’attuale disciplina legislativa e che derivano da scelte politiche, amministrative e finanziarie stratificatesi nel tempo, rispetto alle quali non possono essere eluse le responsabilità dei diversi livelli istituzionali. La tutela del diritto alla salute, sancito dall’articolo 32 della Costituzione, non può dipendere dalla capacità economica del territorio di residenza, ma deve essere assicurata attraverso un servizio sanitario pubblico adeguatamente finanziato, accessibile e dotato delle necessarie risorse professionali.
Analogamente, la determinazione dei Livelli essenziali delle prestazioni (LEP), previsti dall’articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione, deve essere accompagnata dall’individuazione delle risorse necessarie alla loro effettiva garanzia. Non è sufficiente riconoscere formalmente gli stessi diritti se poi non vengono assicurate a tutti i cittadini le condizioni materiali per esercitarli.
Per il COBAS Pubblico Impiego assume inoltre particolare rilevanza l’impatto che il trasferimento di ulteriori funzioni amministrative potrebbe determinare sull’organizzazione del lavoro pubblico, sulla distribuzione del personale, sui fabbisogni occupazionali e sulla qualità dei servizi erogati. Eventuali processi di differenziazione non devono tradursi in un indebolimento delle garanzie contrattuali, in disparità di trattamento o in un ulteriore impoverimento degli organici delle amministrazioni pubbliche delle Regioni più fragili. Alla luce di quanto esposto, si chiede formalmente alla Regione Molise:
Con la presente si richiede espressamente un riscontro scritto, nel quale siano illustrate la posizione assunta dalla Regione Molise, le eventuali valutazioni già effettuate e le iniziative istituzionali intraprese o programmate in relazione alle questioni sopra rappresentate. Si chiede altresì che la presente comunicazione venga acquisita al protocollo regionale e portata a conoscenza degli organi istituzionali destinatari, affinché le problematiche evidenziate possano costituire oggetto di specifica valutazione.
Ribadiamo la propria autonomia e indipendenza da ogni schieramento politico, confermando il proprio impegno nella difesa dei lavoratori pubblici, dell’universalità dei servizi e dell’uguaglianza sostanziale dei cittadini.
La difesa del Molise e dei suoi cittadini non può esaurirsi in dichiarazioni di principio, ma richiede responsabilità istituzionale, trasparenza e iniziative concrete.
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