October 12, 2026
Per tutti i grandi media brasiliani fino al 13 giugno c´erano solo “vandali” nelle strade; a partire dal 17 giugno, data della grande svolta, le cose cambiavano: c´erano “manifestanti”. Milioni di persone occupavano le strade in oltre 600 città, senza coordinamento previo. Quando – a metà giugno, e di fronte ai dietrofront delle autorità sugli aumenti delle tariffe dei trasporti urbani – il MPL (Movimento Passe Livre, iniziatore delle proteste) chiedeva di non scendere più in strada, le mobilitazioni semplicemente si moltiplicavano. I commentatori di turno manifestavano “sorpresa”, “frastorno” rispetto alla crescita, geometrica e nazionale della mobilitazione. Secondo l´editoriale della Folha de S. Paulo (18/6): “Sembrava tutto così meraviglioso, nell’oasi Brasile e, all’improvviso, stiamo vivendo il clima di Piazza Tahir, a Il Cairo, così all’improvviso, senza preavviso, senza un crescendo. Siamo stati tutti presi di sorpresa. Dal paradiso, siamo scivolati quanto meno in un limbo. Cosa succede in Brasile?” Succede semplicemente che l´oasi della Folha de São Paulo ha poco da spartire col deserto degli sfruttati brasiliani. La lotta dei giovani inaugurava una nuova fase politica. A giugno il popolo e i giovani brasiliani avevano iniziato una mobilitazione storica. Cominciata con il rifiuto dell´aumento delle tariffe dei trasporti pubblici, si era rapidamente trasformata in una mobilitazione di massa contro tutto il regime politico. E non è finita…
In allegato:
l’articolo di Raul Zibechi sull’origine dei vari movimenti sociali brasiliani degli ultimi decenni
https://www.cobasconfederazionepisa.it/wp-content/uploads/2013/11/Articolo_Zibechi.pdf
e le edizioni numero 13, 19, 20 e 21 del ‘Minotiziario America Latina dal basso’ di Aldo Zanchetta dedicati alle proteste che hanno scosso il Brasile all’inizio dell’estate del 2013
La guerra ai palestinesi continua con la propaganda filosionista
Riportiamo il documento a cura del Cobas Pisa e del CUB Pisa distribuito durante il...
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