October 15, 2026
Si sono chiusi le Mancano le iscrizioni al corso di laurea in Infermieristica. I dati raccontano un disastro: in dieci anni le domande sono crollate del 52%. Ormai ci sono più posti disponibili che candidati. Le Regioni ne chiedono oltre 25.000, ma i giovani semplicemente non ci sono. E non ci saranno.
Ma questo non è un post sulla professione infermieristica. È un post che riguarda tutti noi.
L’Italia ha il 25% di medici in più rispetto alla media europea. Eppure la politica ha riformato l’accesso a Medicina con il “semestre aperto”: 54.000 iscritti, campagne informative nazionali e decreti ministeriali dedicati.
E per gli infermieri, la cui carenza è drammatica? Nulla. Hanno solo aumentato i posti a bando.
La crisi in cifre
| Indicatore | Italia | Confronto / Standard |
| Carenza totale | -65.000 infermieri | — |
| Rapporto per 1.000 abitanti | 6,9 | Media UE: 8,4 | Germania: 13,0 |
| Carico di lavoro (pazienti/infermiere) | fino a 16 | Standard di sicurezza: 6 – 8 |
| Stipendio medio netto | 1.650€ – 1.900€ | Germania: 2x | Svizzera: 3x |
Lo studio RN4CAST, pubblicato su The Lancet, lo dimostra scientificamente: ogni paziente in più affidato a un infermiere aumenta del 7% il rischio di mortalità entro 30 giorni. Garanzie di staffing adeguate eviterebbero circa 3.500 morti all’anno solo in Italia. Non è catastrofismo: è letteratura scientifica.
Una scelta razionale, un racconto sbagliato
Nel 2025 oltre 10.000 infermieri hanno lasciato la professione. Li formiamo con risorse pubbliche e poi li spingiamo a fuggire.
Un ragazzo di diciannove anni fa due calcoli veloci: stipendi bassi (turni e festivi compresi), rischi di aggressione al triage, carichi massacranti e zero prospettive di carriera. Scegliere altro non è il tradimento di una vocazione: è l’unica scelta razionale che questo Paese gli offre.
Ciò che nessuno spiega a quei ragazzi è che esiste un’altra Infermieristica:
Nel narrazione comune l’infermiere rimane quello che “porta la padella” o che subisce un’aggressione. Mai una voce autorevole, mai uno scienziato. Se non mostriamo il valore reale di questa professione, non possiamo stupirci della diserzione ai test d’ingresso.
Se tuo padre sviluppa una complicanza improvvisa in reparto, la sua vita dipende dalla velocità con cui qualcuno se ne accorge. Quel qualcuno è l’infermiere. Se gestisce 16 pazienti anziché 6, il rischio stimato di mortalità raddoppia.
Quando tua madre suonerà il campanello e nessuno risponderà per venti minuti, capirai che la carenza di infermieri non era un problema “loro”.
La politica spalanca le porte per i medici. Per gli infermieri non apre nemmeno la finestra. E il conto finale lo pagheremo tutti. In vite umane, non in punti di PIL.
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