April 16, 2026
Con la legge finanziaria (L. n. 199/2025) il governo ha nuovamente tradito le proprie promesse elettorali e peggiorato ulteriormente le condizioni per andare in pensione agendo in due modi: da un lato ha cancellato alcune opportunità come l’anticipo della pensione (quota 103) e l’opzione donna, dall’altro ha rimodulato in peggio il ritardo nel pagamento della pensione (finestre mobili). Ecco quali sono adesso le condizioni e i requisiti per accedere alle diverse possibilità di pensionamento per i lavoratori e le lavoratrici iscritti alla previdenza pubblica obbligatoria.
Pensionamento Anticipato
Nessuna novità: si prescinde dall’età anagrafica ma gli uomini devono avere 42 anni e 10 mesi di contributi (pari a 2.227 settimane) mentre le donne devono avere 41 anni e 10 mesi di contributi (pari a 2.175 settimane). Sia per il settore privato che per quello pubblico la pensione arriverà dopo 3 mesi dalla sua maturazione. Sono penalizzati i lavoratori iscritti alle ex casse di previdenza amministrate dal Tesoro (CPDEL, CPI, CPS e CPUG) per i quali il ritardo sarà, nel 2026, di 5 mesi.
Pensionamento di vecchiaia
Nessuna novità: occorrono 67 anni di età e almeno 20 anni di contribuzione. Per i lavoratori dipendenti addetti a mansioni particolarmente difficoltose e rischiose (vedi il decreto del ministero del lavoro del 5 febbraio 2018) si riducono i requisiti a 66 anni e 7 mesi purché vi siano le seguenti condizioni:
1. abbiano almeno 30 anni di contribuzione,
2. non siano titolari dell’ape sociale al momento del pensionamento.
Per la pensione di vecchiaia non si applicano finestre di slittamento e la pensione decorre dal primo giorno del mese successivo alla maturazione dei requisiti.
Quota 103 (62 anni di età e 41 anni di contributi)
Come detto sopra non è stata rinnovata ma può ancora fruirne chi ha raggiunto i requisiti entro il m31 dicembre 2025. Scegliendo questa forma di pensionamento si accettano alcune penalizzazioni:
1. la prestazione è calcolata con il sistema contributivo;
2. fino a 67 anni l’importo massimo della pensione così calcolata non potrà eccedere il valore di quattro volte il trattamento minimo inps;
3. la prestazione è erogata dopo la maturazione dei requisiti per: a) sette mesi per i lavoratori del settore privato; b) nove mesi per i lavoratori dipendenti del pubblico impiego.
Ape social
È prorogata per tutto il 2026 per le seguenti categorie deboli:
a) disoccupati che abbiano esaurito del tutto la NASpI;
b) invalidi civili almeno al 74%;
c) caregivers;
d) addetti ad attività particolarmente “difficoltose e rischiose” i quali devono avere 63 anni e 5 mesi di età e 30 anni di contributi.
Opzione Donna
Anche opzione donna non è stata prorogata ma possono ancora accedervi le lavoratrici che raggiungono 61 anni e 35 anni di contributi entro il 31 dicembre 2024 purché rientrino in tre
specifici profili di tutela:
a) caregivers;
b) in possesso di una invalidità civile almeno al 74%;
c) lavoratrici licenziate o dipendenti da imprese per le quali è attivo un tavolo di confronto per la gestione della crisi aziendale presso la struttura interministeriale per la crisi d’impresa.
Ogni figlio, entro un massimo di due anni, permette lo sconto di un anno sul requisito anagrafico. Le lavoratrici del profilo c) dovranno invece avere 59 anni a prescindere dal numero dei figli.
Addetti a mansioni usuranti e notturni
Restano i requisiti ridotti di cui al Dlgs n. 67/2011. Si raggiunge con quota 97,6 (età + anni di contribuzione) purché vi siano le seguenti condizioni:
• 61 anni e 7 mesi di età minima, e minimo i per i dipendenti.
• 62 anni e 7 mesi di età e almeno 35 anni di contributi per i lavoratori autonomi
• nel caso di lavoro notturno è necessario aver svolto turni notturni (almeno 78 giorni all’anno) per almeno 7 anni negli ultimi 10, oppure per almeno metà della vita lavorativa.
Lavoratori precoci
È confermata la riduzione a 41 anni del requisito contributivo a prescindere dall’età anagrafica se ci sono queste due condizioni:
1. aver svolto almeno 12 mesi di lavoro effettivo prima del 19° anno di età;
2. ci si trovi in una di queste categorie tutelate:
a) disoccupati con esaurimento integrale dell’indennità di disoccupazione;
b) invalidi almeno al 74%;
c) caregivers;
d) addetti ad attività particolarmente “difficoltose e rischiose” (vedi decreto del ministero del lavoro del 5 febbraio 2018);
e) addetti a mansioni usuranti e lavoratori notturni (dlgs n. 67/2011).
Contributivi Puri (lavoratori che maturano anzianità contributiva dopo il 31 dicembre 1995)
Si consegue il trattamento di vecchiaia ordinario se:
1. si hanno 67 anni di età e 20 anni di contribuzione e il rateo pensionistico non risulti inferiore al valore dell’assegno sociale.
2. Si hanno 71 anni di età e 5 anni di contribuzione «effettiva» a prescindere dall’importo soglia.
Vi è però la possibilità di conseguire la pensione anticipata contributiva con 64 anni di età e 20 anni di contribuzione «effettiva» a condizione che il rateo pensionistico sia pari almeno a 3 volte il valore dell’assegno sociale. Il rateo di pensione non potrà comunque superare il limite di cinque volte il trattamento minimo inps per l’anno di riferimento sino al raggiungimento dei 67 anni. Per le donne con un figlio il requisito scende a 2,8 volte e si abbassa a 2,6 volte con due o più figli. La prestazione è assistita da una finestra mobile di tre mesi dalla maturazione dei requisiti. In alternativa la pensione anticipata si consegue al raggiungimento di 42 anni e 10 mesi di contributi (41 anni e 10 mesi le donne). In entrambi i casi la pensione si percepisce dopo tre mesi dalla maturazione del diritto.
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