July 15, 2026
Il Comune di Bologna sta mettendo a rischio anche la partecipazione gratuita delle scuole ai servizi didattici museali (divulgazione e laboratori pertinenti gli ambiti storici, artistici e scientifici del territorio locale), un’esperienza trentennale che sino ad oggi ha rappresentato un modello avanzato di sviluppo civico e culturali e da questo mese per accedere ai servizi le scolaresche dovranno pagare cifre che vanno dai 60 euri per un visita ai 130 per i laboratori in aula. Il tutto perchè il Comune di Bologna vuole affidare in outsorcing i servizi didattici comunali con tariffe che saranno di gran lunga superiori ai costi effettivi sostenuti dal Comune e a carico di famiglie e scuole. Una famiglia con ragazzo\a in prima media tra libri e cancelleria spende più di 500 euro solo ad inizio anno scolastico, senza considerare le gite (le poche rimaste) e tutti i servizi ormai a pagamento (tra cui il contributo volontario alle spese correnti che volontario non è).
Ma quanto accade a Bologna potrebbe ben presto verificarsi anche a Pisa, magari con servizi Bibliotecari a pagamento visto che i musei comunali non ci sono per una miope politica delle amministrazioni succedutesi negli ultimi decenni. E questi servizi saranno erogati da manodopera a basso costo, un po’ come accade nell’appalto comunale per la riorganizzazione degli archivi e negli appalti universitari delle biblioteche. La esternalizzazione delle attività sociali e culturali trasforma queste attività in ambiti profit subordinate alle rendite e ai profitti, i costi a carico di cittadini e studenti in costinuo aumento e a discapito del diritto inalienabile alla istruzione determinando allo stesso tempo il sensibile peggioramento delle condizioni di lavoro negli appalti
Cobas pubblico impiego
per il cobas Federico Giusti
Lavorare in tensione… elettrica
Dalla newsletter on-line “Punto Sicuro” https://www.puntosicuro.it (a cui è possibile iscriversi online gratuitamente), riporto esempi...
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