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Venezuela, presentate le intercettazioni sul tentato golpe

Postato il 31 Maggio 2014 | in Mondo, Scenari Politico-Sociali | da

Venezuela, presentate le intercettazioni sul tentato golpe

di Geraldina Colotti

“Biso­gna eli­mi­nare que­sta por­che­ria, comin­ciando dalla testa, appro­fit­tando del clima mon­diale con l’Ucraina e ora con la Thai­lan­dia. Prima si fa, meglio è”. Parole di Maria Corina Machado, ex depu­tata vene­zue­lana di estrema destra. Le avrebbe scritte all’ex amba­scia­tore all’Onu Diego Arria, espo­nente del car­tello di oppo­si­zione Mesa de la uni­dad demo­cra­tica (Mud).

Ancora più espli­citi i mes­saggi rivolti da Machado ai nazi­sti del gruppo Juven­tud Activa Vene­zuela Unida (Javu), finan­ziati da Hen­ri­que Salas Romer, eco­no­mi­sta e fon­da­tore del par­tito Proyecto Vene­zuela, ex gover­na­tore dello stato Cara­bobo: “La lobby inter­na­zio­nale è nel suo miglior momento”, avrebbe scritto Machado aiz­zando gli oltran­zi­sti. Il governo vene­zue­lano ha pre­sen­tato le inter­cet­ta­zioni nel corso di una con­fe­renza stampa coor­di­nata ieri sera dal sin­daco del muni­ci­pio Liber­ta­dor, Jorge Rodri­guez. Un’occasione per denun­ciare “il colpo di stato” delle destre durante la quale è emersa una rete di com­pli­cità che include, tra gli altri, il ban­chiere Eli­gio Cedeno, l’avvocato costi­tu­zio­na­li­sta Gustavo Tarre Bir­ceño (della locale Demo­cra­zia cri­stiana) e diplo­ma­tici Usa (in par­ti­co­lare l’ambasciatore in Colom­bia, Kevin Whitaker).

Intanto, negli Stati Uniti, 14 depu­tati demo­cra­tici hanno espresso il loro disac­cordo al pro­getto di legge per imporre san­zioni al Vene­zuela. Lo hanno fatto con una let­tera aperta al pre­si­dente Barack Obama prima che si aprisse la discus­sione sul tema alla Camera dei rap­pre­sen­tanti. Il testo che pre­vede di bloc­care i visti e i beni ai fun­zio­nari del governo vene­zue­lano “che hanno vio­lato i diritti umani” è già stato appro­vato dalla Com­mis­sione esteri della camera e del Senato. I 14, gui­dati dal rap­pre­sen­tante per il Michi­gan John Conyers, chie­dono invece a Obama di ripri­sti­nare le rela­zioni bila­te­rali fra i due paesi, con­ge­late da quat­tro anni. Come gesto di disten­sione, il pre­si­dente del Vene­zuela, Nico­las Maduro, si è detto pronto a inviare un nuovo amba­scia­tore, già nomi­nato. Nes­suna rispo­sta, però, da Washing­ton, anche se John Kerry ha recen­te­mente usato toni distensivi.

Le destre vene­zue­lane pre­mono per l’intervento esterno attra­verso i loro fidi a Miami e tuo­nano con­tro “il castro-madurismo”. Nella let­tera a Obama, i depu­tati demo­cra­tici espri­mono invece il loro soste­gno all’azione intra­presa dall’Unione delle nazioni suda­me­ri­cane (Una­sur), che sta mediando nel con­flitto in corso da feb­braio tra governo e oppo­si­zione (42 morti e oltre 800 feriti). Un con­flitto che regi­stra il rifiuto della Mud di pro­se­guire senza prima aver otte­nuto “l’amnistia” per gli arre­stati. Fra que­sti, il com­mis­sa­rio Ivan Simo­no­vis, coin­volto nel colpo di stato con­tro Hugo Cha­vez del 2002, che ha ini­ziato uno scio­pero della fame.

Il mini­stro degli Esteri, Elias Jaua, ha denun­ciato l’ingerenza degli Stati uniti davanti ai rap­pre­sen­tanti del Movi­mento dei paesi non alli­neati (Mnoal), nel ver­tice che si con­clude oggi in Alge­ria: “Il popolo vene­zue­lano merita di vivere in demo­cra­zia”, ha detto davanti agli 80 dele­gati dei 120 paesi che for­mano l’organismo inter­na­zio­nale. L’anno pros­simo, il sum­mit si terrà a Cara­cas e il Vene­zuela assu­merà la pre­si­denza del Mnoal fino al 2018. Jaua ha pre­sen­tato una denun­cia ana­loga nella riu­nione straor­di­na­ria della Una­sur, che si è tenuta in Ecua­dor lo scorso 22 e 23 maggio.

Stessa cosa intende fare davanti ad altri orga­ni­smi inter­na­zio­nali, molti dei quali sono già in pos­sesso di un cor­poso fasci­colo che docu­menta “il colpo di stato stri­sciante” ad opera della destra vene­zue­lana. Il 14 e il 14 giu­gno par­lerà al G77 + Cina in pro­gramma a Santa Cruz, in Boli­via e davanti alla Comu­nità degli stati lati­noa­me­ri­cani e carai­bili (Celac) che riu­ni­sce 33 paesi lati­no­ca­rai­bili. Oggi, Jaua va a Mosca per incon­trare il suo omo­logo Ser­gei Lavrov, per con­so­li­dare i mec­ca­ni­smi di coo­pe­ra­zione e le rela­zioni poli­ti­che con la Russia.

Dal ver­tice del Mnoal, il pre­si­dente boli­viano Evo Mora­les ha pro­te­stato con­tro “i ten­ta­tivi inva­sori degli imperi” e ha difeso il Vene­zuela socia­li­sta. “Il cam­mino delle san­zioni è un fal­li­mento come lo è stato il blo­queo e la per­se­cu­zione degli Stati uniti con­tro Cuba – ha detto Maduro durante il suo pro­gramma tele­vi­sivo set­ti­ma­nale — spe­riamo che Obama ascolti il cla­more dei popoli e instauri nuove rela­zioni di rispetto, per­ché qua­lun­que san­zione si espor­rebbe al ripu­dio internazionale”.

(tratto da Il Manifesto del 29 maggio 2014)

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