Un torto subito da un lavoratore è un torto fatto a tutti (IWW)

Un intervento sulla circolare ministeriale sul fondo della contrattazione

Postato il 28 Maggio 2014 | in Lavoro Pubblico, Sindacato | da

Ho letto lo scritto di Cobas Pubblico Impiego di Pisa ma, premesso il principio di legalità, art. 97 Cost., e premesso il valore, vincolante, dei CCNL, la contrattazione decentrata, non da oggi, è stata, forse tante volte, luogo di accordi Sindacati e Enti Locali che, scavalcando più indirizzi dello stesso CCNL, hanno creato più che buon andamento, conflitti e guerre tra poveri.

Violando, a me pare, gli ulteriori principi della Costituzione quali l'”uguaglianza” (art. 3 Cost.) e l’ “imparzialità e buon andamento della p.a.” (art. 97 Cost.).

E’ pericoloso invocare legalità e Costituzione a difesa di diritti e poi scordarsene, a me pare, in questi casi.

Si condivide il pesante, pesantissimo, attacco al welfare in corso oramai da oltre un decennio. Con vittime cittadini e anche lavoratori pubblici.

Quanto scrive Cobas Pubblico Impiego di Pisa rispetto alla Circolare, infelice – fatta prima delle votazioni Ue e locali, da ben tre Ministri per le “diffuse irregolarità dei fondi e dei contratti decentrati negli enti locali”, per quanti si battono per una finanza pubblica e sociale come anche per la difesa dei servizi pubblici locali a partire dall’acqua, vorrei trovasse un punto di equilibrio concentrandosi in primo luogo sulla difesa, complessiva, del welfare locale.

Welfare locale che esternalizzazioni e privatizzazioni hanno ridotto e stanno sempre più riducendo ad altro da come lo hanno pensato i costituenti del 1947.

Si pensa che Cobas Pubblico Impiego di Pisa sappia infine cosa si nasconde dietro ad esempio ” l’accordo di partenariato transatlantico su commercio e investimenti (Ttip) tra l’Ue e gli Stati Uniti”. Quanto basta, a me pare, per affrontare, con chiarezza, fatti che forse non rafforzano, anzi, il potere contrattuale del lavoratore pubblico sempre più chiamato a difendere il posto di lavoro.

Da ex dipendente pubblico si pensa e si è sempre pensato che non si ‘salva’ nessun welfare senza il concorso diretto anche dei lavoratori pubblici. Cui spetta peraltro superare la non nuova abitudine di tirare giù dai CCNL, immediatamente, la sola parte economica. Tralasciando, o quasi, quella giuridica.

Faccio parte dei dirigenti pubblici che avendo sempre letto i CCNL sia nella parte parte giuridica che in quella economica – anzi, spesso, trovavo gli aspetti più interessanti e ricchi proprio nella parte giuridica -, ho scoperto che il dipendente pubblico, se ben diretto, non ha uguali con nessun dipendente di una società privata. Ho scoperto che lavora ancora più del privato. Dove peraltro ho lavorato per anni.

Così, evidentemente, forse non è sempre stato.

Con l’avvio da ultimo delle esternalizzazioni e privatizzazioni con spa e srl il welfare si va come non tanto modificando, come vogliono farci credere, ma annullando il welfare. A vantaggio del mercato su ogni bene comune.

Se poi si torna alla pubblica amministrazione, a contrattazioni decentrate con difetti, aggiungerei il fenomeno del controllo diretto, tramite lo spoil system e altro, della dirigenza da parte dei politici.

Non della politica cui spetta sempre, in ogni vera democrazia, rappresentare nella p.a. il cittadino, ma di partiti sempre più altro di quanto loro riconosce la Costituzione (art. 49 Cost).

Oggi leggo di dirigenti che temono citazioni delle Corti dei Conti in caso di mancato recupero dei compensi oltre il dovuto. Se oggi temono questo, prima dove stavano? Ecco, lo spoil system aiuta a capire.

Come dire che dietro c’è sempre stato anche un consenso politico.

Ho praticato e pensato da sempre che tra politica e dipendenti pubblici, in democrazia, debba sempre esserci “pari dignità nel rispetto della diversità delle funzioni”. Ma mai, come in questi contratti decentrati messi giù, dai giornali parrebbe in modo diffuso, in violazione degli stessi CCNL e altre leggi.

Quanta dell’acrimonia e altro tra cittadino e lavoratori pubblici nasce anche da personalizzazione dei contratti decentrati? Contratti, peraltro, presi in prestito, a me pare, dalla parte padronale a sostegno dei suoi attacchi al valore erga omnes del contratto nazionale. Per non parlare di quanto si è perso in coesione sociale.

So di stare mettendo il dito su piaghe di lavoratori. Per di più da una posizione non diretta. Mettiamola allora così. Parlo a dipendenti pubblici da ex d.p. e ora cittadino che è convinto della loro indispensabilità per il welfare e per ciò stesso desideroso di saperli nel pieno anche dei loro, legittimi, diritti.

Senza i lavoratori pubblici, chi mi conosce sa che l’ho più volte scritto al Forum italiano dei movimenti per l’acqua, nessuna difesa del welfare locale e dell’acqua bene comune e non merce. Va da se che anche loro debbono riconquistare fiducia in se’.

Sempre che, in più, anche da tutti gli altri si riconosca l’articolo 1 della Costituzione per il quale la “Repubblica democratica” è “fondata sul lavoro”.

Luigi Meconi
Altidona 26 maggio 2014

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