Un torto subito da un lavoratore è un torto fatto a tutti (IWW)

Sull’accordo Miur-5 sindacati per il precariato

Postato il 24 Giugno 2019 | in Scuola, Sindacato | da

L’Intesa tra il Miur e i 5 sindacati firmatari per affrontare la questione precariato va valutata facendo riferimento alla piattaforma Cobas e alle rivendicazioni storiche del precariato che qui riassumiamo:

  1. abilitazione per chi ha 2/3 anni di servizio
  2. immissioni in ruolo attraverso un doppio meccanismo 50% da concorsi e 50% da graduatorie provinciali/regionali.

Va precisato intanto che questa Intesa andrà ovviamente tramutata in provvedimenti legislativi e che pertanto alcuni contenuti per ora incerti dovranno necessariamente assumere definizione precisa.

Sul primo punto l’Intesa appare recepire l’esigenza di creare Percorsi Abilitanti Speciali (PAS) in modo costante per chi matura servizio nelle scuole statali. Anche il servizio nelle paritarie viene equiparato al servizio nelle scuole statali. È noto che mentre nello Stato i Dirigenti Scolastici sono tenuti ad attenersi ad una graduatoria di Istituto, nelle scuole paritarie vige la “chiamata diretta” quindi se il servizio viene equiparato anche le condizioni per l’assunzione a tempo determinato dovrebbero esserlo. Cioè le scuole paritarie, come prima le pareggiate, dovrebbero convocare dalle graduatorie statali degli Istituti viciniori.Tra l’altro l’Intesa riconosce tale servizio per l’accesso ai PAS ma non al concorso riservato che comunque sarà di natura selettiva nella prova scritta. La modalità prevista poi per l’assunzione (collocamento in coda ai concorsi 2016 e 2018) prefigura una sorta di treni fermi sui binari con attese indefinite per l’ingresso in stazione.

Sul secondo aspetto il testo lascia spazio ad ogni interpretazione. Infatti non si precisa che cosa accadrà a tutti gli abilitati, siano docenti già in possesso di abilitazione, sia con abilitazione da acquisire attraverso il concorso “una tantum” o attraverso i PAS. Rimarranno nelle seconde fasce di Istituto? E quindi per aspirare al ruolo dovranno costantemente adire la via concorsuale? Oppure verrà ricreato un doppio canale di assunzione che possa dare stabilità e certezza alla prospettiva di assunzione a tempo indeterminato? Lo stesso pezzo che recita “essere destinati all’immissione in ruolo sul 50% dei posti destinati ai concorsi” lascia aperta la domanda. Infatti il 50% ai concorsi spetta ora in riferimento al 50% che spetta per le assunzioni da GAE. Ma tali graduatorie sono esaurite in gran parte d’Italia e su molte classi di concorso.

In conclusione crediamo quindi che si debba continuare con decisione a chiedere chiarezza al momento della stesura del decreto prevedendo nello stesso la reintroduzione del doppio canale di reclutamento come unica certezza di stabilizzazione per migliaia di precari.

Esecutivo Nazionale COBAS – Comitati di Base della Scuola

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