Un torto subito da un lavoratore è un torto fatto a tutti (IWW)

Salviamo il Centro di Ricerca del Padule di Fucecchio

Postato il 20 Dicembre 2014 | in Scenari Politico-Sociali, Territori | da

osservatorio_faunistico_delle_PaduleIl Comitato SalvailPadule- SalvailCentro ORGANIZZA un PRESIDIO di SOSTEGNO al Centro di Ricerca, Documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio. L’appuntamento è per

sabato 20 dicembre alle ore 9.30,
presso il Centro Visite della Riserva Naturale del Padule di Fucecchio, a Castelmartini (Larciano)

La manifestazione avrà luogo in contemporanea con l’Assemblea del Centro RDP, che potrebbe decretare la fine di una esperienza che dura da oltre 20 anni di buona gestione pubblica di un bene comune di grande valore.
La nostra presenza per far pesare la volontà di cittadini e associazioni che ritengono che sia importante mantenere in vita il Centro RDP con tutto il suo staff e le numerose attività scientifiche, didattiche e culturali che porta avanti.

http://iltirreno.gelocal.it/montecatini/cronaca/2014/12/19/news/in-parlamento-il-caso-del-centro-di-ricerca-di-castelmartini-1.10527134

LARCIANO. Arriverà in parlamento il caso del Centro di Ricerca e della sua gestione del Padule di Fucecchio. I deputati Marisa Nicchi, Serena Pellegrino e Filiberto Zaratti, di Sel, hanno infatti presentato un’interrogazione a risposta scritta al ministro dell’Ambiente.

«In Toscana – si legge sull’interrogazione rivolta al ministro Gianluca Galletti – è presente la palude interna più vasta d’Italia: il Padule di Fucecchio. Situato fra le province di Pistoia e Firenze, esso interessa 6 diversi Comuni (due dell’area fiorentina e quattro dell’area pistoiese), ma, per ragioni storiche, concorre a definire l’identità culturale di un territorio assai più vasto che comprende l’intera Valdinievole e un segmento importante del Valdarno. Il Padule è caratterizzato da una grande estensione territoriale, una notevole diversificazione ambientale, una collocazione geografica di cerniera fra le regioni climatiche continentali e quelle mediterranee».

«In ragione della sua rilevanza naturalistica e ambientale il Padule di Fucecchio è stato inserito fra le Aree Natura 2000 sulla base delle direttive europee habitat e uccelli – continua il documento – in esso ricadono infatti due Sic e due Zps contermini strettamente connessi sotto il profilo ecologico, denominati rispettivamente “Padule di Fucecchio” e “Bosco di Chiusi e Paduletta di Ramone”. L’intera area, ovvero la superficie delle due Aree Natura 2000 di cui sopra, è stata inserita nell’elenco delle zone umide di importanza internazionale, sulla base della Convenzione di Ramsar. A fronte di questi riconoscimenti appare troppo limitata la superficie interessata da aree protette (complessivamente pari a soli 230 ettari), con una tendenza negli ultimi anni addirittura negativa, che ha visto la cancellazione di ampliamenti già previsti negli strumenti di pianificazione di province e regione».

Quindi l’interrogazione interviene sul caso specifico del Centro: «Un ruolo rilevante nella tutela del Padule di Fucecchio è svolto, da oltre venti anni, dal Centro di Ricerca, Promozione e Documentazione del Padule di Fucecchio, Onlus, il cui consiglio di amministrazione è costituito da membri della Provincia di Pistoia, dei Comuni aderenti e di associazioni. Il Centro rappresenta un’esperienza di gestione pubblica di un patrimonio pubblico che ha funzionato bene sia dal lato economico (con amministratori, compreso il presidente, a costo zero), sia sul lato dei risultati conseguiti: uno staff di persone costituito da due dipendenti, vari collaboratori esterni (guide ambientali, professionisti esperti in varie discipline e così via) e da un nutrito gruppo di volontari».

«Il Centro – proseguono i parlamentari di Sel – ha ottenuto importanti riconoscimenti scientifici per i risultati ottenuti. Gli uccelli presenti nell’area sono aumentati notevolmente quanto al numero e si sono aggiunte nuove specie che venti anni fa avevano abbandonato l’Area, ha inoltre gestito due riserve naturali una delle quali (“Le Morette”) di proprietà della Provincia di Pistoia. Nel 2013 è stato anche inaugurato un nuovo Centro Visite dell’area protetta, una struttura all’avanguardia, che in pochi mesi ha visto l’affluenza di oltre cinquemila visitatori, e dove si sono susseguite mostre, conferenze e ed altre attività didattiche, scientifiche e culturali».

Un’attività, sottolineano gli esponenti di Sel, a rischio: «Attualmente si sono verificati dei fatti che fanno temere per il futuro del Centro e per la tutela dell’Area. La Provincia di Pistoia ha ridotto la superficie dell’Oasi di Protezione “Brugnana-Ramone-Chiusi”, comunicando altresì che per il 2015 non contribuirà più al finanziamento del Centro. I comuni di Larciano, Ponte Buggianese e Lamporecchio hanno rotto, ciascuno per proprio conto, il rapporto associativo con il Centro. Per garantire un futuro al Centro, nel maggio 2014, è stato promosso un appello dai ricercatori che hanno svolto attività di ricerca o di consulenza scientifica in ambito botanico, zoologico e ambientale nel Padule di Fucecchio. La morte del centro potrebbe provocare l’entrata in campo di soggetti portatori d’interessi privati, rispetto ai quali non v’è garanzia alcuna del perseguimento del bene comune».

Da qui le richieste al governo per sapere «se non ritenga di intervenire al fine di ampliare, sulla base di criteri tecnici, l’estensione delle aree protette (che attualmente interessano appena il 10% dell’area)» e «se non ritenga di intervenire a favore della salvaguardia dell’esperienza del Centro di Ricerca, Documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio (Onlus), che ha rappresentato negli ultimi venticinque anni il motore delle azioni di conservazione e delle attività di ricerca, culturali e promozionali a favore del Padule».

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