Un torto subito da un lavoratore è un torto fatto a tutti (IWW)

Riflessioni sulla manifestazione del 16 a Pisa

Postato il 18 Novembre 2013 | in Scenari Politico-Sociali, Territori | da

Una bella manifestazione quella del 16 Novembre per l’ex Colorificio.Ma……

La ingente e spropositata presenza di CC e Ps, di reparti celere, la città paralizzata, il festoso corteo per le vie cittadine, una manifestazione eterogenea composta da più fasce di età (ma pochi, anzi pochissimi proletari).

I Cobas erano presenti alla manifestazione alla quale avevamo dato da subito la nostra convinta adesione consapevoli che l’ex Colorificio rappresenti una esperienza insostituibile in città con tutte le sue associazioni attive sul territorio e una proposta sociale e culturale che ogni Amministrazione comunale seria e indipendente dai poteri economici dominanti in città avrebbe saputo apprezzare e valorizzare costruendo con essa qualche forma di interlocuzione

Appena il Colorificio è stato sgomberato abbiamo toccato con mano la veridicità di quanto denunciato, ossia le ambizioni speculative della proprietà sull’intera area. Non basta avere distrutto una attività produttiva e posti di lavoro, ora la proprietà dell’ex colorificio ha un ambizioso progetto immobiliare che al momento è reso impossibile dal piano urbanistico approvato, ma si sa che a Pisa le varianti sono ricorrenti e non ci meraviglieremmo se ne arrivasse una anche per l’area interessata una volta spenti i riflettori sull’esperienza del Municipio.

Il Municipio deve tornare alla sua sede ma non ci tornerà per le dichiarazioni che hanno riempito i giornali di oggi da parte di politici che con le esperienze concrete di riappropriazione degli spazi e dei diritti hanno poco a che vedere. Vedere la Sel presente in piazza è la dimostrazione che la politica odierna è costruita sulla menzogna e sulla separazione tra pratiche reali e teorie, basterebbe ricordare alla Sel il sostegno attivo alla Giunta Filippeschi e la telefonata registrata tra Vendola e il manager dell’Ilva, quell’ARchinà inquisito per corruzione finalizzata a manipolare i dati ambientali a favore della fabbrica della morte.

Se fossimo stati seri avremmo chiesto gentilmente alle esponenti della Sel (che per altro si contavano sulle dita di una mano) di rimuovere quella bandiera simbolo della connivenza della Giunta regionale Pugliese con l’Ilva, ma forse la presenza di Sel al corteo è stata fortemente voluta, il dialogo con questo pezzo della Maggioranza preferita ad una interlocuzione con gli abitanti dei quartieri periferici (non è casuale l’assenza dei quartieri in lotta come Cep e S. Ermete ) portatori di istanze e bisogni materiali che stridono, nella pratica quotidiana, con l’ecumenismo dei beni comuni.

Il nostro augurio è che il Municipio torni nella sua sede originaria e decida di privilegiare le lotte sui territori alla costruzione di un laboratorio elettorale con le cosiddette città solidali, un laboratorio utile per le prossime elezioni europee e destinato a traghettare nel politichese un altro pezzo di realtà sociali

La storia degli ultimi dieci anni ha visto troppi centri sociali finire nelle maglie istituzionali perdendo cosi’ ogni forza ricompositiva e ogni elemento conflittuale. La fine ingloriosa di tante esperienze dimostra che l’abbraccio mortale con la politica dei partiti ha sancito l’omologazione di queste esperienze alle politiche di palazzo

Dopo Rifondazione e Sel, le città solidali saranno l’ulteriore cimitero del benicomunismo e delle realtà sociali?

Nel frattempo manifestiamo convintamente il nostro sostegno al Municipio augurandoci di potere tornare presto in Montelungo.

E ovviamente queste riflessioni saranno tacciate alla stregua di folklore politico da chi vorrà sminuire riflessioni e critiche alle teorie e pratiche politiche delle città solidali, i cultori delle quali cercano uno sbocco con le prossime elezioni europee. Ma del resto gli stessi oppositori di sinistra della Rdt nella Germania unificata, vennero considerati al servizio della Stasi come ci spiega V. Giacchè nel suo ultimo lavoro editoriale, quindi le accuse di folklore non ci tangono.

Pisa 17 Nov. 2013

Cobas Pisa

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