Un torto subito da un lavoratore è un torto fatto a tutti (IWW)

Regione Toscana. Soldi pubblici: ci sono, ecco dove tagliare e cosa fare

Postato il 18 Marzo 2016 | in Lavoro Pubblico, Scenari Politico-Sociali, Sindacato, Territori | da

tagli-sprechi-pubbliciCosti della casta: è arrivato il momento di TAGLIARE.
– spese per organi istituzionali: tot. 2015: euro 27.513.490,92 (cod siope 1101)

Le spese per organi istituzionali considerano indennità di carica e di funzione, rimborsi spese vari, vitalizi, missioni, contributi ai gruppi. (Non rientrano invece direttamente in questa voce le spese per il personale del consiglio regionale, oltre a quelle sostenute per le manutenzioni degli immobili e l’acquisto di materiale da consumo). Insostenibile privilegio in un periodo di crisi e di forte disoccupazione. Sono 8 assessori, un presidente e 55 consiglieri, più i vitalizi, costosetti, vero? Ecco cosa tagliare.

– costo personale assegnato alle strutture di supporto degli organi politici di giunta e consiglio 2014: euro 7.514.334; 2015 euro 6.116.980

Invece di dare lavoro agli amici di partito, non si potrebbero invece indire concorsi pubblici aperti a tutti in cui vincano i migliori?

– costo annuo dei 16 direttori con incarico del presidente: euro 2.120.000 all’anno (stipendio annuo lordo senza oneri riflessi, cioè senza comprendere gli oneri previdenziali e assicurativi a carico del datore di lavoro, in questo caso Regione Toscana). Ma una nuova direzione è in formazione cioè: altre 130.000 euro.

E’ proprio quello che servirebbe per progressioni orizzontali per tutti i dipendenti regionali.

Consulenze
– studi, consulenze, indagini e gettoni di presenza: totale 2015: euro 1.017.058,36

– incarichi professionali esterni: tot 2015: euro 674.898,5

costi della finanza
– interessi passivi ed oneri finanziari per operazioni in derivati: totale 2015: euro 1.441.358,67

L’ideologia neoliberale pro-mercato ha indotto, chi non ha strumenti critici, a credere nelle truffe speculative del mercato finanziario. Comunque ci si chiede: l’avrebbero fatto con i propri soldi?

Soldi alle imprese private: è arrivato il momento di TAGLIARE
Dove vanno i soldi? Alle imprese furbette che accusano il pubblico di non funzionare!

– trasferimenti in conto capitale ad imprese private (escluse le imprese produttrici di servizi sanitari e assistenziali) tot 2015: euro 52.523.374,75

– trasferimenti correnti ad imprese private (escluse quelle produttrici di servizi sanitari e assistenziali) tot 2015: euro 75.205.432,24

– trasferimento in conto capitale ad istituzioni sociali private: anno 2015: 3.508.883,83

– trasferimenti correnti a istituzioni sociali private per assistenza sociale: tot 2015: euro 5.095.311,73

– trasferimenti correnti a istituzioni sociali private per fini diversi dal sociale: tot. 2015 euro 47.546.342,14.

Alle imprese PRIVATE quindi nel 2015 la regione ha trasferito euro 183.879.344,69.

cosa fare?
I soldi invece di trasferirli alle imprese private e alla casta, devono essere usati per finanziare i servizi pubblici: edilizia residenziale pubblica ad affitto sociale, servizi di qualità per la cura degli anziani (assumendo con contratti da dipendenti a tempo indeterminato i badanti), servizi per la cura dei bambini: asili e scuole materne, spazi culturali (centri sociali, teatri, sale concerto), biblioteche, servizi di cura e tutela del territorio, sanità pubblica, alloggi per studenti, borse di studio per gli studenti.

E con quei soldi si possono assumere direttamente i lavoratori con contratti di lavoro a tempo indeterminato con tutele totali e immediate (non crescenti) proprio per gestire quei servizi sociali e culturali.

E’ meglio insomma pagare il lavoro per il suo valore invece di affidarsi alle imprese che abbassano sempre più diritti e paghe, con il pubblico che dà il lavoro socialmente utile come una elemosina.

Il lavoro va pagato! La povertà si contrasta garantendo i diritti dei lavoratori, aumentando il loro reddito (che consente che ci sia una domanda per l’offerta di beni e servizi), tassando gli evasori fiscali, molti dei quali sono proprio le imprese private e i negozianti che strumentalmente hanno costruito l’immagine negativa del pubblico dipendente. Strumentalmente per distruggere il servizio pubblico (che comunque siamo più che d’accordo che va reso più efficiente e ospitale) e per sostituirlo con una impresa privata più costosa e spesso più inefficiente, perché orientata ad aumentare i propri profitti e non a garantire l’accesso di qualità per tutti.

invece di assumere personale con contratto a tempo inderterminato con concorso pubblico aperto a tutti, la Regione Toscana spende:
– altre spese di personale (lavoro flessibile: personale con contratto di formazione e lavoro, personale con contratto di fornitura di lavoro temporaneo lavoratori interinali, lavoratori socialmente utili): tot 2015: euro 10.448.960,43

“Elaborazione AgID su dati SIOPE”.

Tutti i dati citati sono reperibili al seguente link:

http://soldipubblici.gov.it/it/home

Dal sito della Regione Toscana, trasparenza apprendiamo anche che per le società partecipate gli oneri a carico del bilancio regionale per l’anno 2014 sono stati euro 92.380.656

ECCO FATTA LA VERA SPENDING REVIEW. SEMPLICE, VERO?

Marvi Maggio – Dirigente sindacale COBAS nella RSU della Regione Toscana

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