Un torto subito da un lavoratore è un torto fatto a tutti (IWW)

Direttiva sugli appalti in house

Postato il 26 Febbraio 2014 | in Italia, Scenari Politico-Sociali | da

Riceviamo e pubblichiamo

Amici dell’acqua pubblica bene comune e non merce e amici dei servizi pubblici locali non merce

Invio un articolo del Sole 24 Ore odierno di una “direttiva” approvata dal Parlamento Ue il 15 gennaio u.s..

Parte dal tema appalti, ma torna sull’in house. O sul tema del “controllo analogo” o del rapporto “interorganico” tra “ente affidante” e “persona giuridica di diritto pubblico o di diritto privato” a cui si affida un servizio.

La direttiva, si legge, è in via di pubblicazione. Credo utile prenderla e studiarla.

Da quanto riportato dal Sole a me pare che non solo si conferma quanto fin qui sostenuto dal Forum dei movimenti per l’acqua su non passaggio a Spa o Srl o Fondazioni, tutte, per il codice civile italiano, enti di diritto privato e – tolte le Fondazioni che però se bancarie sono, notoriamente, azioniste di riferimento delle rispettive banche -, con vocazione, per legge, commerciale, ma pone ulteriori ‘paletti’ che rendono ancora più difficili spa in house ad esempio per acqua e rifiuti che si conoscono di più, dietro cui non si capisce come un Comuni con una quota della spa infinitesimale possa mai esercitare sulla spa una controllo congiunto con tutti gli altri azionisti.

Nel caso invece di Azienda speciale o di Azienda speciale consorziale, per l’articolo 114 del Tuel, “persone giuridiche” che “hanno l’obbligo di pareggio di bilancio da perseguire attraverso l’equilibrio dei costi e dei ricavi, compresi i trasferimenti”, non solo possono fare, con proprie strutture, opere di manutenzione delle reti senza obbligo di gare d’appalto, ma possono anche godere, ai fini di pareggio, di eventuali “trasferimenti” senza che, per questi, si debbano chiedere autorizzazioni alla Autorità Ue per la Concorrenza.

E altro ancora.

Nella stessa pagina ha un bel scrivere il prof. Stefano Pozzoli contro una Circolare della Funzione Pubblica sul conto di spa e srl partecipate, dicendo tra l’altro “la natura delle società che, controllate o partecipate che siano, restano comunque imprese e un modo di rapportarsi alle cose che è sideralmente distante dal mondo della pubblica amministrazione”.

Si spera che alla fine anche Il Sole 24 Ore capirà, da giornale di imprenditori, non essere giovevole neppure per le imprese continuare a dire e non dire, o dire male sulle partecipate spa e srl a capitale interamente pubblico o misto, ma mai riconoscere che anche nelle pubbliche amministrazioni ci sono esempi quasi centenari di enti strumentali non spa e non srl che non solo gestivano bene, io ricordo ad esempio la rivista “Azienda Pubblica” delle Municipalizzate a cui mi ispiravo per migliorare anche i servizi interni dei Comuni dove lavoravo, ma erano vere e proprie scuole anche per i privati.

Infine nel Forum dei movimenti per l’acqua, per la difesa dei beni comuni o dei servizi di interesse generale si è aggiunto di ritorno a enti strumentali non spa e non srl, ma con Aziende speciali o con Aziende speciali consorziali se per più Comuni inserendo nei rispettivi Statuti un semplice articolo come fatto dal Comune di Porto Alegre per il Bilancio partecipato.

Dopo la recente sentenza della Corte di Cassazione a sez. unite, sent. n. 26283 del 25 nov. 2013, che riconosce la giurisdizione della Corte dei Conti in caso di responsabilità per danno erariale di amministratori delle partecipate spa e srl in house e dopo quanto sembra emergere dalla “direttiva” predetta è forse giunta l’ora che anche in Italia si torni, per i servizi pubblici locali, a enti strumentali o ad Aziende Speciali o Aziende Speciali Consorziali se per più Comuni. Senza più spa e srl mix, oggettivamente ambiguo, tra pubblico e privato.

E si torni a Comuni veramente tali. E non a Comuni ectoplasmi, o ombre o campi di competitività e di concorrenza addirittura tra Comuni di una stessa Repubblica e con “clienti” gli stessi cittadini per Costituzione “sovrani”! Non è a questo che sono stati portati Comuni con esternalizzazioni e privatizzazioni tramite spa, srl a capitale interamente pubblico o misto? E anche fondazioni, enti di diritto privato che, vedi la Fondazione Fiera di Milano, hanno messo su le loro belle spa e srl, cosiddette, in house?

In allegato la direttiva
http://www.cobasconfederazionepisa.it/wp-content/uploads/2014/02/direttiva-Ue-2014-su-in-house-Sole-24-Ore.pdf

Un saluto
Altidona 24 febbraio 2014 Luigi Meconi

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